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	<title>eruzione Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>eruzione Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Zona Rossa&#8221;, gli scienziati: &#8220;Ricollocare gli abitanti coinvolti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 09:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Flegrea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;improvvisa esplosione sullo Stromboli, che lo scorso 3 luglio ha scatenato il panico sull&#8217;isola e ucciso un escursionista, riapre la discussione sulla complessità delle misure di emergenza predisposte dalla Protezione civile in caso di ripresa di attività del Vesuvio o della caldera dei Campi Flegrei. Un piano che si basa sull&#8217;evacuazione d&#8217;urgenza verso altre regioni, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;improvvisa esplosione sullo <strong>Stromboli</strong>, che lo scorso <strong>3 luglio</strong> ha scatenato il panico sull&#8217;isola e ucciso un escursionista, riapre la discussione sulla complessità delle misure di emergenza predisposte dalla <strong>Protezione civile</strong> in caso di ripresa di attività del <strong>Vesuvio</strong> o della caldera dei <strong>Campi Flegrei</strong>.</p>
<p>Un piano che si basa sull&#8217;evacuazione d&#8217;urgenza verso altre regioni, in appena settantadue ore, di settecentomila persone per il primo vulcano e seicentomila per il secondo. Lo studio, che accompagna la proposta che gli scienziati intendono sottoporre all&#8217;analisi del governo, dimostra che l&#8217;eventuale sgombero forzato della popolazione provocherebbe danni economici indiretti e costi di assistenza, completamente a carico dello Stato, per una spesa insostenibile di trenta miliardi l&#8217;anno.</p>
<p>Per questo, l&#8217;unica soluzione razionale &#8220;<em>per la mitigazione dell&#8217;estremo rischio vulcanico è una pianificazione accurata, preventiva, della ri-sistemazione delle popolazioni delle zone rosse</em>&#8220;. Una scelta in sintonia con la storia di <strong>Napoli</strong>: &#8220;<em>La gestione del rischio vulcanico</em> &#8211; spiega il professor <strong>De Natal</strong>e &#8211;<em>non deve mirare all&#8217;abbandono di questi territori</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-10-26-alle-13.04.47.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175314 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-10-26-alle-13.04.47.png" alt="&quot;Zona Rossa&quot;, gli scienziati: &quot;Ricollocare gli abitanti coinvolti&quot;" width="650" height="337" /></a></p>
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		<title>La camera magmatica del Vesuvio preoccupa, 80% possibilità eruzione in questo secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero De Cindio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 14:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[eruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre anni fa, nel 2015, nei laboratori dell&#8217;INRSV in America si è giunti ad un risultato storico, ovvero quello di riuscire a misurare in modo preciso una camera magmatica di un vulcano. Attraverso algoritmi e anni di studi e ricerche tutti i parametri di un vulcano vengono immessi in un computer che attraverso un software [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/01/04/la-camera-magmatica-del-vesuvio-preoccupa-nuovo-studio-lancia-lallarme/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from La camera magmatica del Vesuvio preoccupa, 80% possibilità eruzione in questo secolo</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre anni fa, nel 2015, nei laboratori dell&#8217;<strong>INRSV</strong> in America si è giunti ad un risultato storico, ovvero quello di riuscire a misurare in modo preciso una camera magmatica di un vulcano. Attraverso algoritmi e anni di studi e ricerche tutti i parametri di un vulcano vengono immessi in un computer che attraverso un software disegna in modo dettagliatissimo la camera magmatica di un vulcano.</p>
<p>Il <strong>Vesuvio</strong> è stato il primo vulcano al mondo sottoposto a queste misurazioni cosi all&#8217;avanguardia e nel laboratorio americano il grosso elaboratore ha visualizzato nitidamente la camera magmatica che è stata una vera e propria rivelazione.</p>
<p>Da prima c&#8217;è stata grande eccitazione perché finalmente si poteva vedere cosa realmente si cela sotto il Vesuvio, poi la gioia per il risultato ottenuto ma via via che la mappa si andava componendo questa ha fatto spazio all&#8217;inquietudine per quella immagine ed infine a terrore.</p>
<p>Quella mappa era a malapena immaginabile dagli scienziati e la conclusione alla quale sono arrivati è che il Vesuvio ha una camera magmatica di ben 650km quadrati. Una dimensione enorme ed incredibile anche per gli scienziati e per le ipotesi più pessimistiche, per fare un parallelismo quasi come metà della superficie di una città come<strong> New York</strong>.</p>
<p><strong>IL VULCANO PIU&#8217; PERICOLOSO DEL MONDO &#8211; </strong>Certo nel corso di 2000 anni della storia della nostra civiltà il Vesuvio ha avuto moltissime eruzioni anche di piccola intensità, ma la sua vera natura la possono aver conosciuta solo i pompeiani nel 79 d.c. IN Pochi giorni e quella enorme camera magmatica distrusse un intera civiltà, un eruzione così potente che gli intellettuali del tempo restarono stupefatti come <strong>Plinio il Vecchio</strong> e <strong>Diodoro di Sicilia</strong> che descrissero la sua forza in alcuni scritti giunti fino a noi.</p>
<p>Il Vesuvio si è formato 25mila anni fa e dall&#8217;alto dei suoi 1281 metri domina lo straordinario Golfo di Napoli e da sempre ha mostrato un carattere &#8220;<em>aggressivo</em>&#8221; manifestandosi come un vulcano esplosivo. Gli studi geologici hanno dimostrato inequivocabilmente che tutta Napoli è stata costruita su residui vulcanici di antiche eruzioni di potenza inimmaginabile.</p>
<p><strong>QUANDO TORNERA&#8217; AD ERUTTARE IL VESUVIO? &#8211; </strong>L&#8217;abusivismo edilizio e la quiescenza del vulcano (circa 60 anni) e quindi la perdita della &#8220;<em>memoria storica</em>&#8221; hanno portato le zone a ridosso del Vesuvio ad essere abitate da circa 700mila persone. Questo è un numero altissimo e che porterebbe, nel caso di una crisi vulcanica, ad una evacuazione di massa e in tutta urgenza. Ma non è finita qui perché ci sarebbero anche 3 milioni di persone a rischio nel caso in cui l&#8217;eruzione prendesse le caratteristiche pliniane o subpliniane.</p>
<p>Attualmente il condotto tra la bocca del vulcano e la camera magmatica è ostruito, gli scienziati parlano di un &#8220;tappo&#8221; che mantiene il magma prigioniero all&#8217;interno della camera che si trova a circa 8km di profondità. Questa però è una situazione che desta notevoli preoccupazioni poiché c&#8217;è un aumento di pressione e quando questa diventerà critica si potrebbe frantumare il &#8220;tappo&#8221; in modo esplosivo creando proprio le condizioni per una eruzione di tipo pliniano o subpliniano.</p>
<p>Il condotto, infatti, è bloccato dal marzo del 1944, anno dell&#8217;ultima eruzione del Vesuvio, e questa ostruzione ostacola anche il progressivo rilascio dei gas che permetterebbero di avere una pressione più controllata. Gli scienziati immaginano che la prossima eruzione possa avere vari scenari, il peggiore sarebbe quello tipo di &#8220;<em>una pentola a pressione</em>&#8221; che lasciata sul fuoco finisce poi per esplodere.</p>
<p>E proprio in questo scenario che più passa del tempo tra un eruzione e un altra e più c&#8217;è il rischio che la prossima sia esplosiva e che si trasformi in un vero e proprio cataclisma per tutta l&#8217;area con conseguenze a livello planetario. Bisogna ricordarsi, infatti, che nel 79 d.c la colonna di ceneri e lapilli si innalzò per 30 km per poi ricadere su se stessa con colate piroclastiche che trasformarono l&#8217;intera area in un vero e proprio inferno dantesco.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi, grazie soprattuto all&#8217;esperienza di altre grandi eruzioni come quella del <strong>Monte Sant&#8217;Elena</strong>, i vulcanologi hanno individuato una serie di segni precursori che possono essere molto affidabili come il cambiamento della composizione chimica dei gas, il ringonfiamento, l&#8217;aumento della temperatura e dell&#8217;accelerazione così come gli spostamenti degli sciami sismici da un area all&#8217;altra, nonché i tremori vulcanici a bassa frequenza.</p>
<p>I vulcanologi attraverso ricerche scientifiche hanno anche stabilito che la zona più pericolosa è individuabile in 15 km di diametro dalla base del vulcano ma si è stabilito anche che <strong>Napoli</strong> è stata più volte colpita da colate piroclastiche di grossa entità e anche che durante l&#8217;eruzione del 79 d.c. la temperatura ad <strong>Ercolano</strong> sali fino a oltre 500 gradi.</p>
<p>Quindi si ritiene che il limite attuale della zona rossa sia insufficiente e alcuni vulcanologi di fama mondiale indicano in 30km la zona a rischio. Le ultime ricerche hanno mostrato che anche partendo da uno scenario minore c&#8217;è il serio rischio che una concatenazione di eventi, al momento non ipotizzabili, possa portare ad aver sottostimato le aree a rischio. Molti scienziati di tutto il mondo hanno ormai da tempo lanciato un &#8220;<em>allarme Vesuvio</em>&#8221; dando la probabilità di una eruzione in questo secolo pari all&#8217;80%.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/CAMERA-MAGMATICA-VESUVIO.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-144446 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/CAMERA-MAGMATICA-VESUVIO.jpg" alt="" width="1080" height="726" /></a></p>
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		<title>Campi Flegrei: segnali preoccupanti ma pochi ne parlano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piero De Cindio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 07:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani del terremoto che ha coinvolto l&#8217;isola di Ischia si ritorna a parlare di Campi Flegrei e dei rischi del SuperVulcano, per il geologo Mario Tozzi l&#8217;eruzione si sta inesorabilmente avvicinando. Segnali che preoccupano sia la popolazione sia gli scienziati come Mario Tozzi che dopo il terremoto sull&#8217;isola di Ischia non ha dubbi: &#8220;I Campi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;indomani del terremoto che ha coinvolto l&#8217;isola di Ischia si ritorna a parlare di Campi Flegrei e dei rischi del SuperVulcano, per il geologo <strong>Mario Tozzi</strong> l&#8217;eruzione si sta inesorabilmente avvicinando. Segnali che preoccupano sia la popolazione sia gli scienziati come Mario Tozzi che dopo il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/08/22/terremoto-a-ischia-bilancio-grave-2-vittime-numerosi-crolli-e-tanti-feriti/"><strong>terremoto sull&#8217;isola di Ischia</strong> </a>non ha dubbi: &#8220;<em>I Campi Flegrei sono il più grande supervulcano d&#8217;Europa nella cui zona ci sono almeno 600mila persone a rischio e l&#8217;eruzione è probabilmente molto più vicina di quanto si pensasse in passato</em>&#8220;.</p>
<p>Ma vediamo nel dettaglio il motivo di questo allarmismo da parte del noto geologo e quali sono i dati che leggendoli accuratamente purtroppo non lasciano presagire nulla di buono. I dati scientifici che l&#8217;Osservatorio Vesuviano e INGV diramano di mese in mese sono eloquenti e Mario Tozzi li valuta cosi: &#8220;<em>Il cambiamento di temperatura, la quantità e qualità delle emissioni gassose delle fumarole, il rigonfiamento del terreno e la portata del pozzo pilota. Ciò ci dice che il magma sta crescendo spinge almeno per una parte e produce il rigonfiamento del suolo</em>&#8220;.</p>
<p>D&#8217;altronde questa non è una novità, infatti è gia da molto tempo che l&#8217;area dei Campi Flegrei è tenuta a livello di guardia giallo.<br />
I dati anomali sono di natura geofisica, geochimica, geodetica.<br />
C&#8217;è anche un significativo sollevamento del suolo (circa 40cm dal 2004), alcune inclinazione, la temperatura del suolo e delle fumarole che aumenta di giorno in giorno, e l&#8217;attività nell&#8217;area Pisciarelli che è in costante aumento.</p>
<p>E&#8217; un dato di fatto che dal 2000/2004 la situazione ai Campi Flegrei è cambiata e anche di molto. Da ben 17 anni il suolo continua a salire, seppure in modo lieve ma costante, e vi è un fenomeno di bradisismo ascendente, le fumarole stanno cambiando nel corso degli anni la propria composizione questi sono tutti fenomeni che come dice Tozzi ci indicano che l&#8217;eruzione è sempre più vicina.<br />
Il terremoto poi di Ischia potrebbbe anche essere collegato a queste attività.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-81712" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/grafico-campiflegrei-luglio2017.jpg" alt="" width="729" height="320" /><br />
<em>(Fonte INGV Bollettino Campi Flegrei &#8211; Luglio 2017)</em></p>
<p>Nonostante si cerchi di gettare acqua sul fuoco evitando allarmismi ricordiamoci sempre che i Campi Flegrei sono un vulcano attivo e a differenza dei vulcani classici dove è presente un cono nei Campi Flegrei questo non è presente e quindi l&#8217;eruzione potrebbe avvenire ovunque.<br />
Alcuni scenari vedono anche un <strong>eruzione sottomarina a largo di Pozzuoli</strong> che potrebbe generare uno tsunami che si riverserebbe su molte coste campane.</p>
<p>Questi segnali che il vulcano ci sta dando non devono assolutamente essere trattati come una normale attività perchè non lo sono, i dati sono chiarassimi e dai grafici dell&#8217;INGV si può tranquillamente evincere che negli ultimi 17 anni i Campi Flegrei piano piano stanno diventando sempre più pericolosi.<br />
Impossibile dire come e quando erutterà, ma tutti gli scienziati sono certi che prima o poi un eruzione ci sarà per Mario Tozzi è molto piu vicina di quanto si pensi. Ora tocca alle istituzioni predisporre piani di emergenza e di evacuazione perchè seppur lentamente ma ci stiamo avvicinando inesorabilmente al giorno dell&#8217;eruzione e allora sarà troppo tardi per redigere piani di evacuazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/08/25/campi-flegrei-segnali-preoccupanti-ne-parlano/">Campi Flegrei: segnali preoccupanti ma pochi ne parlano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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