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	<title>cura ascierto Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>cura ascierto Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Coronavirus a Napoli, altri 11 pazienti guariti con il Tocilizumab</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/31/coronavirus-a-napoli-altri-11-pazienti-guariti-dopo-il-trattamento-con-il-tocilizumab/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 08:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[11 pazienti guariti]]></category>
		<category><![CDATA[COVID - 19]]></category>
		<category><![CDATA[cura ascierto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altri 11 pazienti positivi al Coronavirus sono stati dimessi dopo esser stati trattati con il Tocilizumab. Il farmaco anti-artrite della &#8220;cura Ascierto&#8221;, porta ancora risultati incoraggianti nella cura dei sintomi di Covid-19, ovvero contro la polmonite interstiziale virale causata dal virus. Attualmente, in ospedale, sono ricoverati 131 pazienti positivi al coronavirus, di questi 10 sono [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Altri 11 pazienti positivi al Coronavirus sono stati dimessi dopo esser stati trattati con il Tocilizumab. Il farmaco anti-artrite della &#8220;cura Ascierto&#8221;, porta ancora risultati incoraggianti nella cura dei sintomi di Covid-19, ovvero contro la polmonite interstiziale virale causata dal virus.</p>
<p>Attualmente, in ospedale, sono ricoverati 131 pazienti positivi al coronavirus, di questi 10 sono in attesa dell&#8217;esito del tampone, mentre nella terapia intensiva al momento sono liberi 2 posti letto.</p>
<p>Entro la fine di questa settimana, nella palazzina messa a nuovo, saranno attivati altri 24 posti letto. In totale saranno circa 200 i posti letto destinati ai pazienti affetti da Covid-19. Già la scorsa settimana, erano stati attivati 18 posti letto tra sub intensiva e reparto &#8216;ordinario&#8217;. Il Cotugno, così, diventa interamente ospedale Covid-19.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-194338 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/coronavirusfarmacopascalemonaldiascierto.jpg" alt="Polmonite severa da covid19, migliorano i due pazienti: risponde il farmaco contro l'artrite" width="650" height="369" /></p>
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		<title>&#8220;Sono vivo grazie alla cura Ascierto&#8221;: la storia di Luca, ricercatore 39enne guarito dal Coronavirus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 15:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anti-artrite]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[cura ascierto]]></category>
		<category><![CDATA[luca cacchiarielli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Questo virus è davvero malefico, io grazie a Dio e ai medici sono vivo…”. A parlare in un lungo post su Facebook è Luca Cacchiarelli, 40enne di Sutri, in provincia di Viterbo che ha vinto la sua battaglia contro il Coronavirus. Ai social ha voluto affidare la sua testimonianza. Luca ce l’ha fatta. E’ guarito. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/30/sono-vivo-grazie-alla-cura-ascierto-la-storia-di-luca-ricercatore-39enne-guarito-dal-coronavirus/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Sono vivo grazie alla cura Ascierto&#8221;: la storia di Luca, ricercatore 39enne guarito dal Coronavirus</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questo virus è davvero malefico, io grazie a Dio e ai medici sono vivo…”. A parlare in un lungo post su Facebook è Luca Cacchiarelli, 40enne di Sutri, in provincia di Viterbo che ha vinto la sua battaglia contro il Coronavirus. Ai social ha voluto affidare la sua testimonianza. Luca ce l’ha fatta. E’ guarito.</p>
<p>Ed è direttamente lui a raccontarlo: “Chi mi conosce – scrive – sa la mia timidezza e che non amo stare al centro di attenzioni ma sento il dovere morale di scrivere questo post per scongiurarvi di seguire alla lettera le regole per limitare i contagi perché il Coronavirus colpisce tutti, giovani compresi, ed è davvero dura superarlo indenni”.</p>
<p>Il 4 marzo comincio ad avere i primi sintomi (dolore alle ossa e senso di spossatezza). Dal 6 marzo ho febbre alta, di cui si prende cura quella santa donna di mia moglie Teresa Salvitti, ad oggi positiva anche lei, ma asintomatica, somministrandomi tachipirina che abbassa leggermente la temperatura per qualche ora.</p>
<p>Mi fanno il tampone dopo una settimana e prima che mi diano i risultati il 14 marzo ho la prima crisi respiratoria.</p>
<p>Mia moglie chiama il 118 e mi portano al pronto soccorso di Civitavecchia. Alle tre di notte mi dimettono e ritorno a casa. All’ora di pranzo del giorno dopo arriva la risposta del tampone: positivo. Dopo cena mi telefonano e mi dicono che mi ricoverano immediatamente allo Spallanzani.</p>
<p>La mattina seguente la tac conferma una brutta polmonite da covid. Iniziano la terapia, io respiro attraverso l’ausilio di ossigeno, che piano piano aumentano di intensità. I primi giorni di cura non danno l’esito sperato, i medici e gli infermieri continuano a incoraggiarmi”.</p>
<p>Continua Cacchiarelli nel post: “Non dimenticherò mai il primario che ad ogni visita mi incoraggia, stringendomi la mano e accarezzandomi il braccio e sussurandomi che ce la farò (una persona stupenda come tutti i medici, gli infermieri e il personale dello Spallanzani).</p>
<p>Ogni volta piangevo sia per la paura di non farcela sia perché mi riportava alla mente gli ultimi giorni di vita di mio padre con io che continuavo a stringergli la mano ed accarezzarlo. Per verificare il grado di ossigenazione dei polmoni due volte al giorno ti bucano le arterie, e fa davvero male, ma la mia disperazione mi spinge pure a sopportare senza fare un fiato (io sono un fifone con gli aghi).</p>
<p>La terapia procede e dopo una settimana stabilizza i valori ma non migliora l’ossigenazione”.</p>
<p>E ancora: “Le giornate sono interminabili, la notte non riesco a dormire e lo stato di tensione mi porta ad avere crisi di panico ogni volta che mi rilasso e tento di dormire. Riesco ad addormentarmi ogni notte solamente dalle 5.30 alle 7 circa per sfinimento. Poi arriva la svolta.</p>
<p>Domenica pomeriggio decidono di somministrarmi sotto cute la terapia sperimentale per l’artrite reumatoide. Il primario mi spiega che questo tipo di somministrazione ci impiega due giorni ad iniziare ad avere gli effetti sperati. Ed è così. Il primo giorno il risultato dell’emogas non è confortante. Ed io continuo a trasmettere pessimismo a mia moglie, i miei fratelli e a tutti coloro che mi sono stati vicino che ringrazio di cuore.</p>
<p>Dopo due giorni la situazione inizia a migliorare, mi riducono leggermente l’ossigeno. Il giorno successivo le condizioni continuano a progredire. Ieri mattina passa il primario e mi dice: oggi torni a casa. La guarigione completa (tac completamente pulita) avverrà fra una mesata ma ormai stai bene. Mi toglie l’ossigeno e respiro completamente con i miei polmoni. Non potete minimamente immaginare la mia gioia che si manifesta anche con lacrime che per minuti scendono copiose sulle mie guance.</p>
<p>Ora la convalescenza per guarirmi completamente sarà lunga ma ormai sono ritornato a respirare autonomamente ed è bellissimo”.</p>
<p>E alla fine della lunga testimonianza, la raccomandazione: “Atteniamoci alle disposizioni per evitare di aumentare i contagi e purtroppo anche i morti. Questo virus è davvero malefico, io, ringraziando Dio e i medici e gli infermieri dello Spallanzani, sono vivo, ma tante persone, anche giovani, non ce l’hanno fatta purtroppo”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-198164 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/luca-2.jpg" alt="" width="512" height="345" /></p>
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