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	<title>corriere del mezzogiorno Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>corriere del mezzogiorno Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Coronavirus a Napoli, l&#8217;Asl dispone la quarantena domiciliare per il giornalista Cicelyn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 13:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA["Io a zonzo per la citta' eludendo divieti"]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Asl ha attivato il Dipartimento di Prevenzione &#8211; e in modo specifico l&#8217;Unita&#8217; Operativa Prevenzione Collettiva &#8211; per porre in domiciliazione fiduciaria per 14 giorni (come da Ordinanza Presidente Regione Campania n15 del 13 marzo 2020) il giornalista in questione. Il provvedimento e&#8217; stato adottato in doverosa esecuzione di un superiore atto amministrativo e sulla scorta della esplicita ammissione, da parte del dottor Cicelyn, di plurime e reiterate violazioni di provvedimenti dell&#8217;autorita&#8217; amministrativa in materia di igiene e sicurezza pubbliche&#8221;. Il direttore della ASL Ciro Verdoliva &#8220;coglie l&#8217;occasione per esprimere, sul piano personale, l&#8217;amarezza nei confronti di una condotta trasgressiva esibita con disinvoltura e supportata da argomenti che, senza entrare nel merito della relativa fondatezza, rischiano di incentivare analoghe condotte di violazione di leggi e di provvedimenti adottati con dolorosa consapevolezza per contrastare la diffusione del virus e il pericoloso intasamento delle strutture sanitarie pubbliche. Molte persone, medici e infermieri soprattutto, rischiano la vita per stare al fianco dei pazienti e di quanti sono costretti, loro malgrado, a restare in strada per ragioni di lavoro. Sono loro, per primi, a chiedere misure contenitive severe, tra cui quella di rimanere a casa, per evitare una propagazione incontrollata ed esponenziale del virus. E&#8217; in gioco la tenuta del servizio sanitario pubblico, che &#8211; si badi &#8211; e&#8217; posto a garanzia e presidio soprattutto dei piu&#8217; deboli. Un&#8217;esibita e argomentata disobbedienza, se imitata, porterebbe a danni di proporzioni enormi&#8221;.</p>
<h3>IL GIORNALISTA CICELYN</h3>
<p>&#8220;Un assurdo e ignobile attacco alla libertà di stampa, di pensiero e di espressione&#8221;. Così Eduardo Cicelyn, giornalista, già consulente culturale di vari enti pubblici, ex direttore del Madre (Museo per l&#8217;arte contemporanea di Napoli), commenta all&#8217;Adnkronos l&#8217;obbligo di quarantena domiciliare per 14 giorni a suo carico disposta dalla Asl Napoli 1 Centro a seguito di quanto contenuto nel suo articolo dal titolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/21/io-a-zonzo-per-la-citta-eludendo-divieti-e-bufera-sul-cronista-interviene-regione-ordine-e-direttore/">&#8220;Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stato di emergenza&#8221;.</a></p>
<h3>L`ARTICOLO PUBBLICATO SUL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO</h3>
<p>Nell`articolo, pubblicato ieri dal Corriere del Mezzogiorno nel quale scriveva: &#8220;In giro con lo scooter sfido il coprifuoco e sfuggo al panopticon di De Luca, fingo di andare a fare la spesa, con la tessera di giornalista in tasca mi sento al sicuro da eventuali annunciatissime denunce&#8221;. Secondo Cicelyn si tratta di &#8220;reato di opinione&#8221; e spiega: &#8220;Non sono contagiato, non mi hanno trovato per strada e multato per questo, ma vengo processato per le intenzioni e la cosa drammatica è che non c&#8217;è possibilità di opporsi, non posso andare da un avvocato, i tribunali sono chiusi. Un signore della Asl, su chiaro mandato di qualcuno, può disporre della mia libertà personale e non posso presentarmi in tribunale per conoscere l&#8217;accusa reale, che nel provvedimento non c&#8217;è perché sarebbe risibile&#8221;.</p>
<p>Cicelyn ribadisce: &#8220;Non ho violato l&#8217;ordinanza ma vengo &#8216;arrestato&#8217; per un reato di opinione, per aver raccontato i fatti miei in pubblico, come neanche in epoca fascista. E&#8217; una roba da potestà, sindaci e governatori stanno facendo campagna elettorale sulla nostra pelle. Posso aver scritto tutte le sciocchezze di questo mondo, ma &#8211; conclude &#8211; ho la libertà di farlo e nessuno può mettermi in carcere per questo, neanche sotto i bombardamenti&#8221;.</p>
<h3>LA REPLICA DELL`ASL</h3>
<p>Le ulteriori dichiarazioni del dott. Cicelyn sono gravi e meritano alcune sintetiche precisazioni.</p>
<p>1) Nella vicenda che riguarda il dott. Cicelyn non vi è alcun “attacco alla libertà di stampa”, alcuna repressione di “reati di opinione”, nessun “regime fascista” all’opera, nessun “arresto”. Un uso più misurato e meno melodrammatico delle parole e un esame oggettivo dei fatti conducono a conclusioni diametralmente opposte. Il dott. Cicelyn ha raccontato di avere violato sistematicamente le prescrizioni e i divieti imposti da provvedimenti amministrativi contingibili e urgenti, adottati a tutela della salute pubblica. Anzi, per essere precisi, ha dichiarato di andare “a zonzo” nella città “ogni giorno alle 12,30”, e di farlo “fingendo di fare la spesa”, confidando di sentirsi “al sicuro da eventuali annunciatissime denunce” grazie alla tessera di giornalista “in tasca”. Dunque, a venire in discussione sono condotte, non mere “intenzioni” come, maldestramente, egli cerca oggi di dire. La legge vale per tutti i cittadini, che siano in possesso o meno della tessera di giornalista (a meno di quelli che stanno lavorando in prima linea rischiando in prima persona e senza andare “a zonzo”). Dunque, vale anche per il dott. Cicelyn.</p>
<p>2) Per tali violazioni, oggetto di spontanea dichiarazione confessoria, la ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020, adottata dal presidente della Regione Campania, impone “l’obbligo immediato per il trasgressore &#8230; di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni, con divieto di contatti sociali”. La Asl, dunque, lungi dall’operare “su chiaro mandato di qualcuno” (affermazione inammissibilmente diffamatoria), si è limitata semplicemente a dare esecuzione a provvedimenti adottati in base alla legge (provvedimenti che, circostanza che al dott. Cicelyn sfugge, sono validi ed efficaci, e dunque esecutori, sino a quando non siano annullati o sospesi dal giudice amministrativo, o ritirati dalla stessa autorità che li ha adottati). Né la Asl avrebbe potuto fare diversamente, non essendo possibile accertare che il dott. Cicelyn, mentre andava “a zonzo” due ore per la città, non sia entrato in contatto, anche fortuitamente, con fonti di contagio (persone, locali, superfici, e così via). Lo scopo della ordinanza presidenziale, evidentemente, è di evitare il diffondersi del contagio, adottando, a titolo precauzionale, la misura di una temporalmente limitata quarantena (che, come comprende chiunque, è cosa del tutto diversa dall’«arresto»).</p>
<p>3) Se il dott. Cicelynnon erad’accordo con quanto stabilito dall’ordinanza presidenziale, avrebbe potuto e dovuto impugnarla (così come hanno fatto altri cittadini), cosa che però non ha fatto, preferendo violarla sistematicamente, come egli stesso ha ammesso e raccontato con ricca esibizione di particolari. Il dott. Cicelyn, dunque, anziché attaccare la Asl per avere applicato la legge (e atti adottati in base a essa), dovrebbe rammaricarsi con sé stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/22/coronavirus-a-napoli-lasl-dispone-la-quarantena-domiciliare-per-il-giornalista-cicelyn/">Coronavirus a Napoli, l&#8217;Asl dispone la quarantena domiciliare per il giornalista Cicelyn</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Io a zonzo per la citta&#8217; eludendo divieti&#8221;: e` bufera sul cronista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 19:05:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
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		<category><![CDATA[ottavio lucarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ogni giorno alle 12,30 prendo lo scooter e per un paio d&#8217;ore vado a zonzo nella citta&#8217; deserta e bellissima. Non credo di far danno a nessuno. Non costituisco pericolo di contagio. Fingo di andare a far la spesa. Certo qualche volta mi fermo a far la fila al supermercato, ma una volta su quattro. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ogni giorno alle 12,30 prendo lo scooter e per un paio d&#8217;ore vado a zonzo nella citta&#8217; deserta e bellissima. Non credo di far danno a nessuno. Non costituisco pericolo di contagio. Fingo di andare a far la spesa. Certo qualche volta mi fermo a far la fila al supermercato, ma una volta su quattro. Con la tessera di giornalista in tasca mi sento al sicuro da eventuali annunciatissime denunce&#8221;.  E&#8217; bufera per questo articolo, a firma del giornalista Eduardo Cicelyn, pubblicato oggi dal Corriere del Mezzogiorno.</p>
<h3>LA REGIONE CAMPANIA E L`ORDINE DEI GIORNALISTI</h3>
<p>L&#8217;Unita&#8217; di crisi della Regione Campania segnala &#8220;la gravita&#8217; dei contenuti dell&#8217;articolo&#8221; alla prefettura di Napoli&#8221;per ogni possibile conseguente azione&#8221;, e il presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, invia al Consiglio di disciplina la comunicazione ricevuta dalla Regione. Il pezzo, pubblicato in prima pagina, ha per titolo &#8220;Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stato di emergenza&#8221;.</p>
<h3>L`ARTICOLO PUBBLICATO</h3>
<p>&#8220;I nostri governanti &#8211; scrive Cicelyn &#8211; dal mellifluo e iperdemocristiano Conte fino a De Luca, il Rambo dei decreti restrittivi, stanno lavorando con perfida determinazione alla sospensione di tutte le liberta&#8217; individuali col consenso quasi unanime di media e pubblica opinione. Siamo agli arresti domiciliari perche&#8217; chi ci governa ha scoperto che, come scriveva tanto tempo fa Carl Schmitt, sovrano e&#8217; chi dichiara lo stato d&#8217;emergenza&#8221;. Poco fa la nota dell&#8217;Unita&#8217; di crisi regionale contro il coronavirus, che interessa la prefettura e sottolinea: &#8220;L&#8217;Unita&#8217; di Crisi, ancora in questa occasione, invita i cittadini della Campania al rispetto delle leggi e dei divieti previsti dalle ordinanze nazionali e regionali emanate per contenere l&#8217;epidemia da Covid-19&#8221;.</p>
<h3>LA REPLICA DEL DIRETTORE</h3>
<p>&#8220;Rivendico il diritto di un giornale ad ospitare le opinioni piu&#8217; urticanti anche in giorni drammatici come questi. Quella di Cicelyn era una provocazione, forse ardita, ma destinata sostanzialmente a sollevare una riflessione sul tema delle liberta&#8217; individuali al tempo del Coronavirus, argomento su cui del resto si sono cimentati pure autorevoli costituzionalisti&#8221;. Cosi&#8217; il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Enzo d&#8217;Errico, spiega il senso dell&#8217;articolo di oggi &#8220;Io, in giro con lo scooter contro i sovrani dello stato di emergenza&#8221;, che ha provocato la reazione dell&#8217;Unita&#8217; di crisi della Regione Campania e dell&#8217;Ordine dei giornalisti. &#8220;Poiche&#8217; il Corriere del Mezzogiorno e&#8217; il luogo del confronto tra le diverse sensibilita&#8217; politiche e culturali della Campania, domani pubblicheremo due pagine con le reazioni dei nostri lettori, la risposta di Cicelyn e un mio commento. Questa si chiama democrazia, non dimentichiamocelo&#8221;, conclude il direttore del quotidiano.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-196536 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/scooter.jpg" alt="" width="512" height="384" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/21/io-a-zonzo-per-la-citta-eludendo-divieti-e-bufera-sul-cronista-interviene-regione-ordine-e-direttore/">&#8220;Io a zonzo per la citta&#8217; eludendo divieti&#8221;: e` bufera sul cronista</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Palazzo D&#8217;Avalos, lo scempio che Napoli non può permettersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 11:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Degrado cittadino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco un articolo pubblicato da Il Corriere del Mezzogiorno pubblicato il 23 ottobre scorso. Lo riproponiamo perché crediamo in questa denuncia. Uno stabile con la storia e il valore culturale di Palazzo d&#8217;Avalos non può trovarsi in questo stato. &#8220;L’ultimo a fotografare il grande salone da ballo di palazzo d’Avalos in via dei Mille era stato Massimo Listri, [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/palazzo-davalos-lo-scempio-che-napoli-non-puo-permettersi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Palazzo D&#8217;Avalos, lo scempio che Napoli non può permettersi</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/palazzo-davalos-lo-scempio-che-napoli-non-puo-permettersi/">Palazzo D&#8217;Avalos, lo scempio che Napoli non può permettersi</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un articolo pubblicato da <em>Il Corriere del Mezzogiorno</em> pubblicato il <strong>23 ottobre scorso</strong>. Lo riproponiamo perché crediamo in questa denuncia. Uno stabile con la storia e il valore culturale di <em><strong>Palazzo d&#8217;Avalos</strong></em> non può trovarsi in questo stato.</p>
<p>&#8220;<em>L’ultimo a fotografare il grande salone da ballo di palazzo d’Avalos in via dei Mille era stato Massimo Listri, quotatissimo maestro dell’architettura d’immagine. Uno scatto significativo che bloccava il tempo sospendendolo a metà tra la grandezza del passato e il disastro imminente. Era il 2016.</em></p>
<p><em>Tutto a quell’epoca sarebbe potuto ancora succedere, compreso il restauro, spesso ventilato, dell’antica e meravigliosa dimora nobiliare. Tre anni dopo un nuovo scatto, stavolta anonimo, testimonia ciò che realmente sta accadendo: i preziosi soffitti, gli stucchi, i parati settecenteschi stanno crollando. La facciata esterna è puntellata, e anche quella laterale, dalla parte di vico Vasto, l’ala che è stata acquistata da una società (la Vasto srl, appunto) che fa capo ai figli dell’ingegnere Ferlaino, e che dovrebbe trasformare parte del palazzo in cui visse Maria d’Avalos, la donna più bella del viceregno, in tanti piccoli appartamenti di lusso.</em></p>
<p><em>Del resto dell’edificio poco si sa. Compresi gli altri saloni e i mobili che essi contenevano. Come il meraviglioso letto a baldacchino in legno intarsiato e dorato che ripropone sulla spalliera il grande stemma dei d’Avalos. La leggenda vuole che vi abbiano dormito tutti i principi dei d’Avalos e le loro spose dal Cinquecento a oggi. Compresa Maria d’Avalos, assassinata dal marito Gesualdo perché sorpresa assieme al suo amante, Fabrizio Carafa, nella notte tra il 16 e 17 ottobre del 1590. «Non so se in quel letto Maria abbia mai dormito &#8211; racconta Vincenzo Rizzo, studioso e ricercatore che ha passato una vita a raccontare le grandi famiglie nobili napoletane e i loro palazzi &#8211; ma sicuramente è una vera opera d’arte. Nel 1984 venne esposto a Capodimonte per la mostra curata da Raffaello Causa sulla “Civiltà napoletana”, da allora non se ne hanno più notizie. Spero che sia ancora al suo posto. Ma non posso essere molto ottimista, come sui grandi affreschi che coprono i saloni di Palazzo d’Avalos. La foto che qualcuno ha scattato lo scorso aprile non lascia dubbi. Le stanze d’arte stanno crollando e nessuno interviene. Eppure dovrebbe essere un bene tutelato anche se appartiene a privati».</em></p>
<p><em>La questione di palazzo d’Avalos è complicata. L’edificio è vincolato fin dal 1958, e la proprietà si divide tra vari eredi dei d’Avalos. In particolare tra l’ultimo principe che occupa ancora i tremila metri quadrati del piano nobiliare, e una società che ha acquistato l’ala che si affaccia su vico Vasto per farne una settantina di appartamenti. Un progetto approvato dalla soprintendenza di Palazzo Reale nel 2015, prima dell’arrivo di Luciano Garella, e contestatissimo da Italia Nostra. Lo stesso Garella dopo qualche anno ha detto che avrebbe voluto vederci chiaro. Ma poi nulla è stato fatto. Ad opporsi anche l’erede del principe che addirittura nel 2014 scrisse al presidente Mattarella: «Questo progetto è uno scempio».</em></p>
<p><em>E Guido Donatone presidente di Italia Nostra, con una lettera al ministro dei beni culturali Dario Franceschini (primo mandato) chiese la revoca da parte del nuovo soprintendente del parere positivo. Ora la situazione è diversa: palazzo d’Avalos non va solo tutelato, ma salvato</em>&#8220;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-175691 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-10-31-alle-13.28.21.png" alt="Palazzo D'Avalos, lo scempio che Napoli non può permettersi" width="650" height="454" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/10/31/palazzo-davalos-lo-scempio-che-napoli-non-puo-permettersi/">Palazzo D&#8217;Avalos, lo scempio che Napoli non può permettersi</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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