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	<title>clan di lauro Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan di lauro Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Faida di Scampia, le rivelazioni di Tamburrino sui Di Lauro: &#8220;Per Cosimo più morti c&#8217;erano meglio era&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 14:15:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Cosimo non si lamentò affatto della circostanza che fosse stata uccisa in quell&#8217;evento una seconda persona perché era il periodo in cui più persone si uccidevano più Cosimo era contento&#8230;</em>&#8220;. A parlare della ferocia di <strong>Cosimo Di Lauro</strong>, figlio del capoclan <strong>Paolo Di Lauro</strong>, fratello di <strong>Ciro</strong> e <strong>Marco</strong> <strong>Di Lauro</strong>, i tre fratelli che, secondo gli inquirenti, rappresentavano il triumvirato alla guida dell&#8217;omonima famiglia camorristica di <strong>Secondigliano</strong>, è <strong>Salvatore Tamburrino</strong>, uomo di fiducia di <strong>Ciro</strong> &#8220;<em>o&#8217; chiatto</em>&#8221; e anche di <strong>Marco Di Lauro</strong>, detto &#8220;<em>F4</em>&#8220;, colui che ha consentito l&#8217;arresto di <strong>Marco</strong> dopo <strong>14 anni di latitanza</strong>.</p>
<h2>Le parole di Tamburrino sui Di Lauro</h2>
<p><strong>Tamburrino</strong> venne arrestato per l&#8217;omicidio della moglie <strong>Norina Matuozzo</strong> il <strong>2 marzo 2019</strong>: lo stesso giorno viene arrestato anche <strong>Marco Di Lauro</strong>. <strong>Tamburrino</strong> ha iniziato la sua <strong>collaborazione con la giustizia</strong> il <strong>22 ottobre</strong> dello stesso anno. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, risalenti al <strong>21 novembre 2019</strong>, sono annesse all&#8217;ordinanza notificata ieri dal <strong>Nucleo Investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna</strong> a <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/02/22/duplice-omicidio-in-tabaccheria-arrestato-ciro-di-lauro-il-figlio-di-ciruzz-o-milionario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ciro Di Lauro</strong></a>, <strong>Giovanni Cortese</strong>, <strong>Salvatore Petriccione</strong> e <strong>Ciro Barretta</strong> (gli ultimi tre facenti parte del <strong>gruppo di fuoco</strong>, il primo il <strong>mandante</strong>), per il <strong>duplice omicidio</strong> avvenuto a <strong>Melito</strong>, in provincia di <strong>Napoli</strong>, il <strong>21 novembre 2004</strong>, di <strong>Domenico Riccio</strong>, considerato il riciclatore, o comunque il cassiere, di <strong>Abbinante Raffaele</strong> detto &#8220;<em>papele</em>&#8220;, appartenente alla frangia rivale degli <strong>scissionisti</strong>, e di <strong>Salvatore Gagliardi</strong>, anche lui morto in quell&#8217;<strong>agguato</strong> malgrado non fosse tra gli obiettivi della &#8220;<em>squadra di morte</em>&#8221; dei <strong>Di Lauro</strong> di istanza proprio a <strong>Melito</strong> durante la <strong>faida di Secondigliano</strong> del <strong>2004</strong>.</p>
<p><strong>Tamburrino</strong>, scrive il <strong>gip</strong> di Napoli <strong>Ambra Cerabona</strong> nell&#8217;ordinanza con la quale ha disposto le <strong>quattro misure cautelari</strong>, &#8220;<em>&#8230;rappresenta l&#8217;affiliato di livello superiore dei Di Lauro che ha portato all&#8217;attenzione degli inquirenti un patrimonio conoscitivo rilevantissimo in ordine ai periodi della faida del 2004</em>&#8220;. &#8220;<em>Il giorno dopo l&#8217;omicidio</em> &#8211; continua <strong>Tamburrino</strong> &#8211; <em>io e Marco</em> (<strong>Di Lauro</strong>, ndr) <em>eravamo da Cosimo</em> (il fratello di Marco, ndr), e si presentò <strong>Salvatore Petriccione</strong> (a cui ieri i <strong>carabinieri</strong> hanno notificato l&#8217;<strong>arresto</strong> per il <strong>duplice omicidio</strong>, ndr) e disse: &#8216;<em>hai visto, abbiamo risolto&#8217;</em>&#8220;. <strong>Cosimo</strong>, racconta ancora il <strong>collaboratore di giustizia</strong>, rispose: &#8220;<em>&#8216;si, abbiamo visto il telegiornale&#8217;</em>&#8220;. <strong>Cosimo</strong> chiese anche di due affiliati e <strong>Petriccione</strong> risposte che stavano a casa, riposando, &#8220;<em>&#8230;perché questa notte non hanno dormito pensando solo all&#8217;omicidio che dovevano commettere&#8230;</em>&#8220;.</p>
<h3>Le parole di Tamburrino sui Di Lauro: la famiglia Riccio</h3>
<p>Che il <strong>duplice omicidio</strong> di <strong>Domenico Riccio</strong> e di <strong>Salvatore Gagliardi</strong>, fosse inquadrabile nella cosiddetta alla <strong>faida di Scampia</strong> del <strong>2004</strong> e riconducibile al <strong>clan Di Lauro</strong>, i <strong>carabinieri</strong> e la <strong>Dda</strong> di <strong>Napoli</strong> lo avevano capito ma ulteriori conferme alle loro ipotesi giunsero dalla rabbia manifestata dai parenti di <strong>Riccio</strong>, in particolare dalle parole pronunciate da <strong>Benedetta Riccio</strong>, titolare della tabaccheria, figlia di <strong>Domenico</strong> e nipote di <strong>Gagliardi</strong>. Davanti ai <strong>corpi senza vita</strong> dei suoi parenti la donna auspicò la morte di tutta la <strong>famiglia Di Lauro</strong>: &#8220;<em>Gli devono uccidere tutti e dieci i figli. Quelli dell&#8217;Arco che vanno in giro con le Cbr</em> (modello di una moto, ndr)&#8221;. Per gli <strong>investigatori</strong> con quelle parole, la donna si era proprio scagliata contro i <strong>Di Lauro</strong>, che avevano la loro base logistica in una zona di <strong>Secondigliano</strong> detta proprio &#8220;<em>in mezzo all&#8217;Arco</em>&#8220;. Inoltre era noto a tutti che il capoclan <strong>Paolo Di Lauro</strong> avesse molti figli, <strong>undici</strong> per la precisione, uno però era deceduto <strong>deceduto</strong>: rimase vittima di un <strong>incidente stradale</strong> avvenuto proprio mentre era in sella a una moto <em>Cbr</em>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-272986 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Le-parole-di-Tamburrino-sui-Di-Lauro.png" alt="Le parole di Tamburrino sui Di Lauro" width="1148" height="645" /></p>
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		<title>Uccisa prima dell&#8217;arresto del boss, Norina voleva lasciare il marito: &#8220;È morta tra le mie braccia&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/11/26/uccisa-prima-dellarresto-del-boss-norina-voleva-lasciare-il-marito-e-morta-tra-le-mie-braccia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 11:22:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mia figlia è morta due volte. La seconda volta l&#8217;ha uccisa lo Stato che l&#8217;ha coinvolta ingiustamente nell&#8217;arresto di un camorrista che con Norina non centrava nulla&#8220;. Sono le parole di Gabriella, 66enne madre di Norina Matuozzo, la giovane uccisa a 33 anni dal marito Salvatore Tamburrino. Il femminicidio è avvenuto a Melito (località in provincia di Napoli) lo scorso [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Mia figlia è morta due volte. La seconda volta l&#8217;ha uccisa lo Stato che l&#8217;ha coinvolta ingiustamente nell&#8217;arresto di un camorrista che con Norina non centrava nulla</em>&#8220;. Sono le parole di <strong>Gabriella</strong>, 66enne madre di <strong>Norina Matuozzo</strong>, la giovane uccisa a 33 anni dal marito <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/14/trema-il-clan-di-lauro-salvatore-tamburino-si-pente-bracco-destro-di-marco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Salvatore Tamburrino</strong></a>.</p>
<p>Il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/02/orrore-a-melito-donna-uccisa-a-colpi-darma-da-fuoco-in-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">femminicidio è avvenuto a <strong>Melito </strong>(località in provincia di <strong>Napoli</strong>) lo scorso marzo</a>. Il delitto ha fatto da apristrada per l&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/02/pasta-asciutta-e-pistacchi-lultimo-pranzo-di-marco-di-lauro-tradito-da-un-omicidio-passionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">arresto del super latitante <strong>Marco Di Lauro</strong></a> il cui braccio destro, durante la latitanza, era proprio <strong>Tamburrino</strong>.</p>
<p><strong>Gabriella</strong> ha raccontato a <em>Il Mattino</em> gli attimi che hanno preceduto la morte della figlia: &#8220;<em>Mia figlia è morta tra le mie braccia, ho sentito il suo corpo sobbalzare dal pavimento per i colpi di pistola ricevuti. Poi ha esalato l’ultimo respiro</em>&#8220;.</p>
<p>E’ ancora scossa la mamma di Norina Matuozzo, la 33enne uccisa dal marito camorrista a Melito. La donna, Gabriella, 66 anni, ha raccontato a Il Mattino i drammatici momenti che hanno preceduto la morte della figlia e le presunte ragioni del femminicidio.</p>
<p>La donna ha detto che la figlia e <strong>Tamburrino</strong> litigavano spesso. Lui la maltrattava e picchiava per poi farsi perdonare. Diventava dolcissimo e la riempiva di regali. Aveva anche prenotato un viaggio a <strong>Parigi</strong>. &#8220;<em>Una ventina di giorni prima lei e il marito avevano litigato e Norina era tornata da noi, come ogni volta. Poi lui era riuscito come sempre a farsi perdonare, riempiendola di regali</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/01/uccisa-prima-della-cattura-di-di-laura-lettera-per-norina-vive-in-coloro-che-le-vogliono-bene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il messaggio al suo compleanno: &#8220;Norina vive in coloro che le vogliono bene&#8221;</a></strong></p>
<p><strong>Gabriella </strong>ha raccontato che <strong>Norina</strong> aveva deciso di lasciare il marito. La scelta divenne definitiva quando la 33enne scoprì che <strong>Tamburrino</strong> l&#8217;aveva tradita: &#8220;<em>Norina ricevette la visita di una donna che era stata l’amante del marito per tre anni, la quale le riferì di essere ancora infastidita dall’uomo nonostante lo avesse lasciato da un mese. Ricordo quella sera: mia figlia non volle sentire ragioni e decise di tornare da noi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/21/uccisa-dal-marito-prima-dellarresto-di-di-lauro-la-lettera-della-figlia-non-perdonero-mai-papa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La lettera della figlia di Norina: &#8220;Non perdonerò mai papà&#8221;</a></strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-178675 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/matuozzotamburrinodilauro.jpg" alt="Uccisa prima dell'arresto del boss, Norina voleva lasciare il marito: &quot;È morta tra le mie braccia&quot;" width="650" height="328" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/26/uccisa-prima-dellarresto-del-boss-norina-voleva-lasciare-il-marito-e-morta-tra-le-mie-braccia/">Uccisa prima dell&#8217;arresto del boss, Norina voleva lasciare il marito: &#8220;È morta tra le mie braccia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Cellulari e walkie talkie, così ho protetto Marco Di Lauro&#8221;, svelata la rete di protezione del boss</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 06:15:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha protetto per anni Marco Di Lauro, il boss dalla latitanza più lunga della storia della camorra. F4, cioè il quarto figlio di Paolo Di Lauro, conosciuto come &#8216;Ciruzzo o milionario, è stato trovato e arrestato lo scorso mese di marzo. Dopo 15 anni di latitanza, Di Lauro è stato individuato e preso in un&#8217;abitazione di Chiaiano. Qualche giorno prima [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/15/cellulari-e-walkie-talkie-cosi-ho-protetto-marco-di-lauro-svelata-la-rete-di-protezione-del-boss/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Cellulari e walkie talkie, così ho protetto Marco Di Lauro&#8221;, svelata la rete di protezione del boss</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha protetto per anni <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/11/ergastolo-a-marco-di-lauro-per-lomicidio-di-attilio-romano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Marco Di Lauro</strong></a>, il boss dalla latitanza più lunga della storia della camorra. <em>F4</em>, cioè il quarto figlio di <strong>Paolo Di Lauro</strong>, conosciuto come &#8216;<em>Ciruzzo o milionario</em>, è stato trovato e arrestato lo scorso mese di marzo.</p>
<p>Dopo 15 anni di latitanza, <strong>Di Lauro</strong> è stato individuato e preso in un&#8217;abitazione di <strong>Chiaiano</strong>. Qualche giorno prima dell&#8217;arresto un tragico femminicidio aveva sconvolto la zona: quello di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/01/uccisa-prima-della-cattura-di-di-laura-lettera-per-norina-vive-in-coloro-che-le-vogliono-bene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Norina Matuozzo</strong></a> ex compagna di <strong>Salvatore Tamburrino</strong>.</p>
<p>È stato quest&#8217;ultimo ad uccidere la donna a colpi d&#8217;arma da fuoco. Ma il delitto ha aperto le porte allo scacco matto nei confronti di <strong>Di Lauro</strong>, questo perché <strong>Tamburrino</strong> era il collegamento tra il boss e l&#8217;esterno.</p>
<p><strong>Tamburrino</strong> gestiva la rete di protezione eretta intorno ad <em>F4</em>. Il suo arresto e la successiva confessione per l&#8217;omicidio della <strong>Matuozzo</strong>, hanno permesso alle forze dell&#8217;ordine di mettere a segno il super blitz. Oggi <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/14/trema-il-clan-di-lauro-salvatore-tamburino-si-pente-bracco-destro-di-marco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Tamburrino</strong> ha deciso di collaborare con la giustizia</a>.</p>
<p>Da pentito le sue prime dichiarazioni agli inquirenti, così come riportato da <em>Il Mattino</em>, hanno riguardato i sistemi utilizzati per proteggere <strong>Di Lauro</strong> e le strategie di comunicazione utilizzate dal boss per mantenere la gestione del clan.</p>
<p>Così è emerso l&#8217;uso di walkie talkie e cellulari di plastica. Messaggi da riferire una volta al mese in orari stabiliti. Poi i telefonini venivano distrutti. Non è un caso che al momento dell&#8217;arresto sono stati trovati nel &#8220;covo&#8221; dove era nascosto <strong>Di Lauro</strong> ben quattro cellulari.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-177387 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-11-15-alle-08.14.32.png" alt="&quot;Cellulari e walkie talkie, così ho protetto Marco Di Lauro&quot;, svelata la rete di protezione del boss" width="650" height="367" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/11/15/cellulari-e-walkie-talkie-cosi-ho-protetto-marco-di-lauro-svelata-la-rete-di-protezione-del-boss/">&#8220;Cellulari e walkie talkie, così ho protetto Marco Di Lauro&#8221;, svelata la rete di protezione del boss</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Dai Di Lauro agli scissionisti, ascesa e declino del business-man della droga</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/04/18/dai-di-lauro-agli-scissionisti-ascesa-e-declino-del-business-man-della-droga/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 12:31:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[amato pagano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, personale della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Napoli &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, personale della <strong>Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal <strong>Tribunale di Napoli</strong> &#8211; Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di <strong>Giovanni Borrelli</strong> nato a <strong>Napoli</strong> il 25.11.1971.</p>
<p>Il predetto, detenuto dal <strong>04.12.2008</strong>, è persona di elevatissima pericolosità sociale, inserito prima nel <strong>clan Di Lauro</strong> fino al 2004, e poi transitato nel gruppo originato dalla scissione da quest&#8217;ultimo denominato <strong>clan Amato-Pagano</strong>, dal nome dei capi <strong>Raffaele Amato </strong>e <strong>Cesare Pagano</strong>. Sodalizi criminali operanti nei quartieri napoletani di <strong>Secondigliano</strong> e <strong>Scampia</strong> e nei comuni limitrofi di <strong>Casavatore</strong>, <strong>Melito</strong> e <strong>Mugnano</strong> e la cui cruenta contrapposizione per la gestione degli affari criminosi, in primis quelli legati alla vendita di sostanze stupefacenti, ha generato svariati episodi di sangue.</p>
<p><strong>Borrelli</strong>, dedito sin da giovanissimo a reati contro il patrimonio per i quali riportava varie condanne, ha poi fatto l&#8217;ingresso nei ranghi della criminalità organizzata, assumendo un ruolo rilevante nella gestione delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Il predetto veniva, tra l&#8217;altro, condannato ad una pena definitiva di anni 13 per associazione finalizzata al <strong>traffico di sostanze stupefacenti</strong>; si trova, allo stato, detenuto presso la <strong>casa di reclusione di Spoleto</strong>, in quanto destinatario di un provvedimento di &#8220;cumulo pene&#8221; emesso dalla <strong>Procura Generale</strong> presso la <strong>Corte di Appello di Napoli</strong> in data <strong>29.06.2016</strong>, che irrogava una pena di sedici anni e due mesi di reclusione.</p>
<p>Il citato decreto del <strong>Tribunale di Napoli</strong>, emesso in accoglimento di articolata proposta del <strong>Questore di Napoli</strong>, formulata a seguito di complessa e prolungata attività investigativa svolta dalla <strong>Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali</strong>, ha disposto il sequestro del seguente bene immobile intestato alla moglie del proposto, in considerazione della sproporzione tra il suo valore e le lecite capacità economiche del proposto e del suo nucleo familiare: un appartamento di 4 vani ubicato in <strong>Melito</strong> di Napoli (NA) alla <strong>via Sandro Pertini nr. 20</strong>. Il valore del bene in sequestro ammonta a circa <strong>duecento mila euro</strong>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/omicidio-scampia-con-di-lauro-pagano-e-amato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-156805 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/omicidio-scampia-con-di-lauro-pagano-e-amato.jpg" alt="Dai Di Lauro agli scissionisti, ascesa e declino del business-man della droga" width="650" height="366" /></a></p>
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		<title>Blitz contro il clan Di Lauro, sequestrati due appartamenti e un&#8217;auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 09:11:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito di complessa attività d’indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, gli agenti della Polizia di Stato della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura partenopea hanno dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Napoli—Sezione Misure di Prevenzione- ai sensi della normativa antimafia, nei confronti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito di complessa attività d’indagine di natura patrimoniale, tesa all&#8217;aggressione dei patrimoni di mafia, gli agenti della <strong>Polizia di Stato</strong> della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura partenopea hanno dato esecuzione al decreto di sequestro beni emesso dal <strong>Tribunale di Napoli</strong>—Sezione Misure di Prevenzione- ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di: <strong>Antonio Magnetti</strong> nato a Napoli il 13.06.1964.</p>
<p>L’uomo, attualmente detenuto in carcere, è persona di elevatissima pericolosità sociale, qualificata dalla strumentalizzazione della forza intimidatrice derivante dal vincolo di appartenenza (con importanti funzioni nel settore della vendita di sostanze stupefacenti) alla sanguinosa organizzazione camorristica denominata <strong>clan Di Lauro</strong> la cui violentissima contrapposizione armata con altri sodalizi per la gestione delle attività criminali ha insanguinato per anni la vasta area territoriale comprendente i quartieri cittadini di Scampia e Secondigliano, e i limitrofi comuni di Arzano, Casavatore, Melito e Mugnano.</p>
<p>L’uomo è destinatario di vari provvedimenti dell&#8217;autorità giudiziaria tra cui un provvedimento di cumulo pene che lo condanna alla pena complessiva di anni 16, mesi 7, giorni 6 di reclusione emesso in data 09.12.2015 dalla <strong>Procura Generale della Repubblica di Napoli</strong>, per i reati di associazione di tipo mafiosa, spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, evasione dalla misura degli arresti domiciliari, resistenza e violenza a P.U..</p>
<p>Il decreto di sequestro del <strong>Tribunale di Napoli</strong>, emesso in accoglimento di un’articolata proposta del Questore pro tempore, formulata a seguito di complessa e prolungata attività investigativa svolta dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, ha disposto il sequestro dei seguenti beni mobili e immobili, intestati all’uomo e/o ai di lui congiunti, poiché beni costituenti il reimpiego dei proventi delle rilevanti attività illecite poste in essere dal 54enne.</p>
<p>&#8211; Due appartamenti ubicati alla Via Vanella Grassi (quartiere Secondigliano).</p>
<p>&#8211; Un appartamento ubicato alla via Dante, Vicoletto Grassi (quartiere Secondigliano).</p>
<p>&#8211; Un’autovettura di recentissima costruzione marca FIAT tipo &#8220;500X&#8221;.</p>
<p>Il valore globale dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa quattrocentomila euro.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-150401 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-40-28.jpg" alt="Blitz contro il clan Di Lauro, sequestrati due appartamenti e un'auto" width="650" height="423" /></p>
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		<title>Faida e &#8220;pulizia&#8221; interna, arrestati killer e mandanti degli Scissionisti</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/02/05/faida-e-pulizia-interna-arrestati-killer-e-mandanti-degli-scissionisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 16:13:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna la Squadra Mobile presso la Questura di Napoli ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di cinque indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA), nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna la <strong>Squadra Mobile presso la Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di cinque indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DDA</strong>), nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili di tre distinti episodi omicidiari commessi nell&#8217;<strong>area nord di Napoli</strong> e riconducibili alla guerra per il controllo del territorio di Arzano e del traffico dello stupefacente nella zona nord del capoluogo.</p>
<p>Le attività di indagine &#8211; fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un&#8217;ampia messe di riscontri &#8211; hanno consentito di individuare gli esecutori dell&#8217;omicidio ai danni dei fratelli <strong>Ciro </strong>e <strong>Domenico Girardi </strong>avvenuti ad <strong>Arzano </strong>il <strong>3 giugno 2006 </strong>e commessi per affermare il dominio del <strong>clan Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong> sulla cittadina in provincia di <strong>Napoli</strong> a discapito del <strong>clan Di Lauro</strong>.</p>
<p>Le vittime erano i referenti del sodalizio retto da <em>Ciruzzo ò Milionario</em>. Individuati e arrestati anche i mandanti e gli esecutori dell&#8217;omicidio ai danni di <strong>Marco Maisto</strong> e di <strong>Giovanni Irollo </strong>a <strong>Melito</strong> il <strong>17 giugno del 2007</strong>, che costituì un&#8217;epurazione interna decisa dai vertici del <strong>clan Amato </strong>&#8211;<strong> Pagano</strong> ai danni del referente dell&#8217;epoca del territorio di <strong>Arzano</strong>, per estrometterne il gruppo <strong>Maisto</strong>, già responsabile del duplice omicidio <b>Girardi</b> e nel tempo divenuto insubordinato.</p>
<p>Infine gli agenti hanno ammanettato anche i mandanti e gli esecutori dell&#8217;omicidio di un killer del <strong>clan Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>, <strong>Antonio Matrullo</strong> commesso a <strong>Napoli</strong>, nel quartiere <strong>Scampia</strong> (all&#8217;interno del <em>Lotto P</em>) il <strong>26 giugno del 2009</strong>, eliminato dal suo stesso clan perché in aperta polemica con i vertici.</p>
<figure id="attachment_147992" aria-describedby="caption-attachment-147992" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-147992 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-7-55.jpg" alt="Faida e &quot;pulizia&quot; interna, arrestati killer e mandanti degli Scissionisti" width="650" height="402" /><figcaption id="caption-attachment-147992" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Blitz della Guardia di finanza, sequestri contro i clan Di Lauro e Bocchetti</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/07/03/blitz-della-guardia-di-finanza-sequestri-contro-i-clan-di-lauro-e-bocchetti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 14:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha dato esecuzione a provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni storici fiancheggiatori dei clan Di Lauro e Bocchetti, procedendo alla restrizione degli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto e al sequestro patrimoniale di 5 strutture alberghiere, un autosalone e svariati conti correnti. Le attività [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/07/03/blitz-della-guardia-di-finanza-sequestri-contro-i-clan-di-lauro-e-bocchetti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Blitz della Guardia di finanza, sequestri contro i clan Di Lauro e Bocchetti</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nucleo di polizia economico-finanziaria della <strong>Guardia di Finanza di Napoli</strong> ha dato esecuzione a provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni storici fiancheggiatori dei clan <strong>Di Lauro </strong>e <strong>Bocchetti</strong>, procedendo alla restrizione degli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto e al sequestro patrimoniale di 5 strutture alberghiere, un autosalone e svariati conti correnti.</p>
<p>Le attività di indagine coordinate dai pubblici ministeri <strong>Stefania Castaldi</strong> ed <strong>Henry John Woodcock</strong> della locale <strong>Procura della Repubblica</strong> – <strong>D.D.A</strong>. (<em>Direzione distrettuale antimafia</em>) hanno messo alla luce un sistema in cui erano protagonisti diverse famiglie appartenenti alla criminalità organizzata. È emerso, grazie al lavoro degli inquirenti, un network imprenditoriale sfruttato dai clan per la ripulitura e il reinvestimento dei capitali illecitamente prodotti.</p>
<p>Tra i soggetti colpiti dai provvedimenti, figura <strong>Pietro Virgilio</strong> (classe 1945), alias “<em>Pierino o’ infermiere</em>”, affiliato al clan <strong>Di Lauro</strong>, con un passato da storico contrabbandiere di tabacchi e oggi destinatario della misura detentiva agli arresti domiciliari. Nel suo periodo di maggiore espressione criminale, <b>Virgilio </b>era stato tra gli attori principali del commercio clandestino di bionde degli anni ‘90 accumulando un ingente patrimonio.</p>
<p>A lui risulta riconducibile un’azienda di <strong>Casoria</strong> (in provincia di Napoli), attiva nel commercio di autoveicoli, sottoposta a sequestro. Nel mirino dell&#8217;autorità giudiziaria anche <strong>Carmine Acquavella</strong>, deceduto nel 2014, ritenuto affiliato al <strong>clan Bocchetti</strong>. <strong>Acquavella</strong> era diventato il tesoriere del clan, curandone il riciclaggio dei proventi illeciti.</p>
<p>Per il perseguimento dell’intento delinquenziale, <b>Acquavella</b>, si avvaleva del supporto sia di familiari che di conoscenti, tra cui la moglie <strong>Concetta Solla</strong> e i figli di quest’ultima. Tra le attività commerciali utilizzate per il reimpiego dei patrimoni illeciti figurano cinque strutture alberghiere ubicate tra <strong>Napoli</strong>, <strong>Casavatore</strong>, <strong>Giugliano</strong> e <strong>Melito</strong>. Tutto è stato sottoposto a sequestro.</p>
<p><strong>Il video dell&#8217;operazione</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/xCufs8oTJyk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 16:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Chiaiano]]></category>
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		<category><![CDATA[Melito di Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal rischio scarcerazione che sarebbe potuta arrivare con la prossima scadenza dei termini della custodia cautelare, ad una condanna in primo grado a 20 anni di carcere con l&#8217;accusa di associazione di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Come riportato da Manuela Galletta su Giustizia News 24, è stata questa la sentenza (non definitiva) pronunciata dal Gip (Giudice per le [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/">Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/04/17/dal-carcere-duro-alla-pronta-liberta-il-clan-pronto-a-festeggiare-zia-rosaria-pagano/" target="_blank" rel="noopener">rischio scarcerazione</a> che sarebbe potuta arrivare con la prossima scadenza dei termini della custodia cautelare, ad una condanna in primo grado a <strong>20 anni</strong> di carcere con l&#8217;accusa di associazione di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Come riportato da <strong>Manuela Galletta</strong> su <em>Giustizia News 24</em>, è stata questa la sentenza (non definitiva) pronunciata dal <strong>Gip </strong>(<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) del Tribunale di Napoli <strong>Paola Piccirillo</strong> nei confronti di <strong>Rosaria Pagano </strong>alias &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8220;.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/maxi-blitz-della-polizia-arrestata-rosaria-pagano-moglie-di-pietro-amato/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ANCHE: Blitz della polizia, colpo al clan degli Amato &#8211; Pagano. Arrestata &#8220;Zia Rosaria&#8221;</a></strong></p>
<p>La <strong>Pagano</strong> è una donna di spicco all&#8217;interno del panorama camorristico napoletano. Le sue importanti parentele le hanno permesso di stare alla guida del cartello degli <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong></a> protagonisti della scissione dal <strong>clan Di Lauro</strong> e fautori di quella che è conosciuta come la <em>faida di Scampia e Secondigliano</em>. Da quando il cognato <strong>Raffaele Amato</strong> e il fratello <strong>Cesare Pagano</strong> sono stati arrestati rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stata &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8221; insieme ai propri figli a mantenere le redini del clan. Finché non è rimasta da sola alla guida della famiglia, in quanto il primogenito <strong>Carmine</strong> è stato arrestato nel 2011. Addirittura la <strong>Pagano</strong> è stata in grado di ricucire lo strappo interno al sodalizio provocato dal boss emergente della fazione dei Pagano, <strong>Mario</strong> <strong>Riccio</strong> agli arresti dal 2014.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: &#8220;Zia Rosaria&#8221; al regime del &#8220;41 bis&#8221;</strong></a></p>
<p>Accolta in pieno, dunque, la tesi accusatoria dei Pm <strong>Vincenza Marra</strong> e <strong>Maurizio De Marco</strong>. Rosaria Pagano, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/maxi-blitz-della-polizia-arrestata-rosaria-pagano-moglie-di-pietro-amato/" target="_blank" rel="noopener">arrestata a gennaio dell&#8217;anno scorso</a> e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener">detenuta al regime del 41 bis</a>, ha incassato il massimo degli anni di detenzione, nonostante il processo si sia svolto con rito abbreviato. Quest&#8217;ultima è una prassi giuridica che avrebbe potuto garantire a &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8221; lo sconto di un terzo della pena. Questa condanna ha chiuso un primo ciclo processuale condotto dalla <strong>procura antimafia</strong> contro gli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: Dal &#8220;41 bis&#8221; alla possibile scarcerazione, novità per &#8220;Zia Rosaria&#8221;</strong></a></p>
<p>Condannati a 20 anni anche <strong>Mario Avolio </strong>e <strong>Ferdinando Lizza</strong>. <strong>Salvatore Tufo</strong> è stato condannato a 18 anni di reclusione. 12 gli anni inflitti a <strong>Vincenzo Barbella</strong>, 14 e 9 quelli per <strong>Giuseppe</strong> e <strong>Leonardo Leonardi</strong>.  Una curiosità, è stato arrestato ed è tutt&#8217;ora detenuto, anche <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/il-baby-boss-che-ha-inguaiato-gli-amato-pagano-non-andava-a-trovare-la-madre-per-non-essere-rimproverato/" target="_blank" rel="noopener">il secondogenito minorenne di <strong>Rosaria Pagano</strong></a>, il 16enne <strong>D. Amato</strong>. Il giovane boss è finito in manette a maggio dello scorso anno con un&#8217;accusa pesantissima: è ritenuto responsabile dell’organizzazione e dell’esecuzione materiale del duplice omicidio di due affiliati al <strong>clan</strong> <strong>Amato-Pagano</strong>, avvenuto il 20 giugno 2016.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/il-baby-boss-che-ha-inguaiato-gli-amato-pagano-non-andava-a-trovare-la-madre-per-non-essere-rimproverato/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: L&#8217;erede degli Amato &#8211; Pagano che ha rovinato il sodalizio criminale</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ANCHE: La mappa della camorra, la faida di Secondigliano e Scampia</a></strong></p>
<figure id="attachment_125399" aria-describedby="caption-attachment-125399" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-125399 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-18.28.01.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="395" /><figcaption id="caption-attachment-125399" class="wp-caption-text">&#8220;Zia Rosaria&#8221; Pagano</figcaption></figure>
<figure id="attachment_125408" aria-describedby="caption-attachment-125408" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-125408 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-20.16.05.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="379" /><figcaption id="caption-attachment-125408" class="wp-caption-text">A sinistra Raffaele Amato, a destra Cesare Pagano</figcaption></figure>
<figure id="attachment_125404" aria-describedby="caption-attachment-125404" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-125404 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-20.09.20.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="356" /><figcaption id="caption-attachment-125404" class="wp-caption-text">D. Amato</figcaption></figure>
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		<title>Secondigliano, arrestato pusher del clan Di Lauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 06:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Secondigliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carmine Del Medico, un 54enne del Rione dei fiori a Secondigliano e ritenuto vicino al clan camorristico dei Di Lauro, è stato tratto in arresto dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella. I militari hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere. Del Medico dovrà rispondere dei reati di detenzione di stupefacente a fini di spaccio emessa [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carmine Del Medico</strong>, un 54enne del <strong>Rione dei fiori </strong>a <strong>Secondigliano</strong> e ritenuto vicino al clan camorristico dei <strong>Di Lauro</strong>, è stato tratto in arresto dai <strong>carabinieri</strong> del nucleo operativo della compagnia Stella.</p>
<p>I militari hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere. <strong>Del Medico</strong> dovrà rispondere dei reati di detenzione di stupefacente a fini di spaccio emessa dall&#8217;autorità giudiziaria partenopea.</p>
<p>La misura cautelare scaturisce dall&#8217;esito di una perquisizione eseguita nel <strong>novembre 2017</strong> quando, in uno sgabuzzino nella disponibilità del 54enne, i militari sequestrarono <strong>88 grammi di hashish</strong>, <strong>8 di marijuana</strong> e <strong>2 cartucce calibro 12</strong>. L’uomo è stato tradotto al <strong>carcere di Poggioreale</strong>.</p>
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		<title>Salvatore Di Lauro, &#8220;Terremoto&#8221; scarcerato una seconda volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[Secondigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[clan di lauro]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[paolo di lauro]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore di lauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrestato a febbraio durante un blitz in cui finirono in manette 14 persone, Salvatore Di Lauro detto &#8220;Terremoto&#8221; (o F6 in quanto è il sesto figlio di Paolo Di Lauro, alias Ciruzzo ò milionario attualmente detenuto al regime carcerari del 41 bis), è stato scarcerato dal Tribunale del riesame. Negata, dunque, la richiesta della Procura. Accolta, invece, quella dell&#8217;avvocato difensore Vittorio Giaquinto. Il nome [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrestato a febbraio durante <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/28/napoli-droga-e-tentati-omicidi-blitz-contro-la-camorra-in-manette-terremoto-figlio-di-paolo-di-lauro/" target="_blank" rel="noopener">un blitz in cui finirono in manette 14 persone</a>, <strong>Salvatore Di Lauro</strong> detto &#8220;<em>Terremoto</em>&#8221; (o <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/06/camorra-colpo-al-clan-di-lauro-f6-come-il-padre-ciruzzo-o-milionario/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>F6</strong></em></a><em> </em>in quanto è il sesto figlio di <strong>Paolo</strong> <strong>Di Lauro</strong>, alias <em>Ciruzzo ò milionario</em> attualmente detenuto al regime carcerari del 41 bis), è stato scarcerato dal <strong>Tribunale del riesame</strong>.</p>
<p>Negata, dunque, la richiesta della Procura. Accolta, invece, quella dell&#8217;avvocato difensore <strong>Vittorio Giaquinto</strong>. Il nome di <em>Terremoto</em> era emerso da alcune intercettazioni che hanno arricchito gli elementi di indagine a disposizione degli inquirenti.</p>
<p>Il caso riguarda il periodo che va dal 2012 al 2014, in piena <em><strong>Terza faida di Scampia</strong></em>, quella in cui a farsi la guerra erano i “<em>girati</em>” della <strong>Vanella Grassi</strong> con il sodalizio <strong>Abete</strong>–<strong>Abbinante</strong>–<strong>Notturno</strong>.</p>
<p>I reati contestati dall&#8217;autorità giudiziaria sono stati dell’associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, favoreggiamento ed estorsioni (eseguite anche con la tecnica del <em>“cavallo di</em> ritorno” successiva a frequenti furti d’auto).</p>
<p>Già <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/06/blitz-anti-camorra-a-scampia-e-secondigliano-il-video-delloperazione-e-i-nomi-degli-arrestati/" target="_blank" rel="noopener">lo scorso mese di giugno c&#8217;è stata un&#8217;operazione</a> delle forze dell&#8217;ordine legata alla stessa vicenda durante la quale sono state arrestate 27 persone. Anche in quel caso <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/21/scarcerato-salvatore-lauro-figlio-del-boss-terremoto-torna-liberta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Salvatore Di Lauro </strong>è stato arrestato e poi scarcerato</a>.</p>
<p>In quell&#8217;occasione, per <em><strong>F6</strong></em>, sono stati esplosi numerosi fuochi d&#8217;artificio per accogliere <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener">il figlio di <em>&#8216;o Milionario</em></a> di nuovo libero nel suo quartiere. Probabilmente oggi accadrà la stessa cosa.</p>
<figure id="attachment_112868" aria-describedby="caption-attachment-112868" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2018/03/t4erremoto-1-768x494.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-112868 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/t4erremoto-1-768x494-650x418-1.jpg" alt="Salvatore Di Lauro, &quot;Terremoto&quot; scarcerato una seconda volta" width="650" height="418" /></a><figcaption id="caption-attachment-112868" class="wp-caption-text">Salvatore Di Lauro</figcaption></figure>
<p><strong>Il video del blitz dello scorso giugno</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/f9kEry1fx1c" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Il primo arresto di Salvatore Di Lauro, detto &#8220;<em>Terremoto</em>&#8220;</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/XpuDNe6cbz8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/23/salvatore-di-lauro-terremoto-scarcerato-una-seconda-volta/">Salvatore Di Lauro, &#8220;Terremoto&#8221; scarcerato una seconda volta</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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