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	<title>bernardo provenzano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Morto Bernardo Provenzano, il boss della mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 07:57:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; stato senza&#8217;altro il boss più temuto di Cosa Nostra</strong>. Può &#8220;vantare&#8221; il record della latitanza più lunga con i suoi 43 anni di vita clandestina che vanno dal 10 settembre 1963 all&#8217;11 aprile 2006 quando fu scovato in un casolare a pochi passi da casa.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16579" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Provenzano_640.jpg" alt="Provenzano_640" width="640" height="334" /></p>
<p>Il boss mafioso <strong>Bernardo Provenzano</strong> è morto all&#8217;ospedale San Paolo di Milano all&#8217;età di 83 anni. <em>Binnu u&#8217; Tratturi</em>, conosciuto così per la violenza nei confronti dei suoi rivali, nato a Corleone il 31 gennaio del 1933, è considerato il capo della Mafia dall&#8217;arresto di <strong>Totò Riina</strong>, avvenuto nel 1993, fino al suo stesso arresto dell&#8217;11 aprile del 2006.</p>
<p>Provenzano è morto dopo una lunga malattia. Da anni, infatti, gli era stato diagnosticato un tumore alla vescica.</p>
<p>La latitanza di Provenzano è iniziata il 10 settembre del 1963, quando i Carabinieri della caserma di Corleone lo denunciarono per l&#8217;assassinio di <strong>Francesco Paolo Streva</strong>, associazione a delinquere e porto abusivo di armi da fuoco. Con Totò Riina, Provenzano si rese protagonista della cosiddetta &#8220;seconda guerra di mafia&#8221; con cui uccisero tutti i boss rivali e presero il controllo della Cupola di mafia.</p>
<p>Dopo gli arresti eccellenti di <strong>Riina, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca</strong>, per tutelare gli interessi economici e riprendere gli affari illeciti dopo la sovraesposizione dovuta agli attentati del 1992-1993, Provenzano avviò la &#8220;<em>strategia della sommersione</em>&#8221; che puntava a rendere &#8220;invisibile&#8221; Cosa Nostra. Strategia che prevedeva la diminuzione di omicidi e azioni eclatanti per far calare il livello di attenzione dell&#8217;opinione pubblica e delle forze dell&#8217;ordine nei confronti delle attività dei clan.</p>
<p>Provenzano è celebre anche per i cosiddetti &#8220;<em>pizzini</em>&#8220;, i foglietti di carta con cui comunicava per evitare in qualsiasi modo di essere intercettato e localizzato. Cosa che gli ha permesso la lunghissima latitanza e modo con cui impartiva ordini agli affiliati.</p>
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