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	<title>arte Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>arte Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Castel Sant&#8217;Elmo, il corrimano che racconta Napoli ai non vedenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 19:44:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catel Sant&#8217;Elmo, maestoso complesso mediavale costruito in tufo giallo campano, domina dall&#8217;alto il golfo partenopeo. Il museo-fortezza, situato a Largo San Martino si erge sulla vetta più alta della collina vomerese. Tantissimi, tra napoletani e turisti, accorrono quotidianamente per godere di uno dei panorami più belli di tutta Napoli. Dal lontano arco dei Monti Irpini al [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/02/03/castel-santelmo-il-corrimano-che-racconta-napoli-ai-non-vedenti/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Castel Sant&#8217;Elmo, il corrimano che racconta Napoli ai non vedenti</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Catel Sant&#8217;Elmo</strong>, maestoso complesso mediavale costruito in tufo giallo campano, domina dall&#8217;alto il golfo partenopeo. Il museo-fortezza, situato a <strong>Largo San Martino </strong>si erge sulla vetta più alta della collina vomerese. Tantissimi, tra napoletani e turisti, accorrono quotidianamente per godere di uno dei panorami più belli di tutta <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>Dal lontano arco dei Monti Irpini al Vesuvio, alla penisola sorrentina, alle isole di Nisida, Capri, Procida, Vivara ed Ischia, fino alla collina dei Camaldoli ed ai Campi Flegrei, la Sirena Partenope si mostra, da qui, al massimo della sua interezza.</p>
<p>Per accedere a questo panorama mozzafiato posto dinnanzi a <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong> ( a 250 m sopra il livello del mare), si accede da <strong>Piazza D’Armi</strong> mediante delle rampe di scale.</p>
<p>Proprio queste scale presentano un corrimano assolutamente &#8220;<em>Sui Generis</em>&#8221; già da qualche tempo, di cui in realtà ben pochi ne hanno notato la particolarità.</p>
<p>Si tratta di un corrimano che racconta <strong>Napoli</strong> in <em>Braille</em>. Un&#8217;opera generosa e descrittiva dell&#8217;artista <strong>Paolo Puddu</strong>, diplomato all’<strong><em>Accademia di Belle Arti</em> </strong>di Napoli, il quale si prepone l&#8217;idea di evocare il paesaggio magico che purtroppo non a tutti è dato vedere.</p>
<p>Ipovedenti e non vedenti, grazie a “<em>Follow the shape</em>” (titolo dell&#8217;opera), potranno viaggiare con la loro fantasia e rivivere per qualche momento il fascino di una città senza tempo, scenario evocato attraverso frasi di poeti e scrittori famosi. Una Napoli quindi non per forza solo da ammirare ma  anche da odorare, toccare e percepire nel nostro profondo.</p>
<p>L’opera è stata realizzata dal suo ideatore anche grazie alla collaborazione e al sostegno da parte del <em><strong>Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo</strong></em>, dell’<em><strong>Associazione Amici di Capodimonte</strong></em>, di <em><strong>Italcoat</strong></em> e <em><strong>Seda</strong></em>, che hanno reso possibile l’installazione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-188946 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/santelmo.jpg" alt="Castel Sant'Elmo, il corrimano che racconta Napoli ai non vedenti" width="708" height="471" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN, tra provocazione e denuncia sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:52:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “Banksy e la (post) street art” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020. L&#8217;allestimento prevede una rosa di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al<strong> PAN</strong> (<em>Palazzo delle Arti di Napoli</em>) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “<em><strong>Banksy e la (post) street art</strong></em>” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020.</p>
<p>L&#8217;allestimento prevede una rosa di circa 70 opere di alcuni tra gli artisti più importanti della <strong>Street Art</strong>, provenienti da collezioni private o da gallerie di tutto il mondo. Un percorso espositivo a cura di <strong>Andrea Ingenito</strong>, che inizia con le opere di <strong>Banksy</strong>, il re del movimento underground, passando per il coloratissimo <strong>Mr. Brainwash</strong> (al secolo Thierry Guetta) , arrivando a <strong>OBEY</strong> (Shepard Fairey) divenuto famoso con i suoi “<em>manifesti</em> – <em>non autorizzati</em>” su <strong>Barak Obama</strong>, e all&#8217;italiano <strong>Mr. Savethawall</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sarà precisamente l&#8217;unico artista nostrano ad essere rappresentato, colui il quale è stato designato dai più come il &#8220;<em>Banksy italiano</em>&#8220;. Tuttavia, non c&#8217;è cosa più sminuente per un artista se non quella di essere paragonato ad un &#8216;altro, sia pur della fama e del genio di <strong>Banksy</strong>.  <strong>Mr Savethewall</strong> è stato sicuramente influenzato in modo sensibile dal <em>writer</em> di <strong>Bristo</strong>l ma, attraverso una profonda crescita personale, è riuscito a crearsi un linguaggio del tutto autonomo.</p>
<p>La sua indiscutibile personalità emerge già dal supporto singolare ch&#8217;egli utilizza per veicolare la sua arte: non dipinge sui muri ma utilizza una tecnica a basso impatto ambientale che riserva le pareti da danni permanenti, fissando le sue opere con un nastro adesivo.</p>
<p>La scelta di aprire la mostra proprio con <strong>Banksy</strong>  è stata dettata, oltre che dalla sua fama, anche dal forte legame insito tra l&#8217;artista e <strong>Napoli</strong>. Del resto, fino a Maggio scorso (cioè fino a quando comparve l&#8217;immagine di un piccolo profugo con una torcia tra le mani sulle pareti di un palazzo veneto), Napoli era l&#8217;unica città italiana a possedere opere dell&#8217;artista senza volto più ricercato al mondo.</p>
<p>La prima opera campana, poi purtroppo vandalizzata, risale infatti al lontano 2010, con  il <em>murales</em> rappresentante &#8220;<em><strong>l’Estasi di Santa Teresa</strong></em>&#8220;. Poco dopo, comparve lo stancil della struggente &#8220;<em><strong>Madonna con la pistola</strong>&#8221; </em>in Piazza dei Girolamini, atta a denunciare il contraddittorio legame che unisce la criminalità organizzata alla religione.</p>
<p>Chi conosce a fondo l&#8217;arte di <strong>Banksy</strong> quanto la nostra meravigliosa città, non può evitare di cogliere lo stretto collante che li unisce: le opere dell&#8217;artista così come <strong>Napoli</strong>, sono entrambe caratterizzate da una tagliente ironia, una possente irriverenza e una prepotente quanto brutale bellezza.</p>
<p>Del resto, se è vero che &#8220;<em>L’arte è connessione tra le persone</em>&#8220;, come afferma <strong>Mr.Brainwash</strong> in una recente intervista al &#8220;<em><strong>Forbes</strong></em>&#8220;, la <strong>Street Art</strong> sta unendo le più disparate generazioni ed estrazioni sociali. Una corrente artistica di denuncia, fatta da e per il popolo, cruda ed in continua evoluzione. Progenie naturale della &#8220;<em><strong>Pop art</strong></em>&#8220;, il movimento underground anti-sistema per definizione, arriva nelle gallerie d&#8217;arte e non per questo muore ma anzi giunge all&#8217;apogeo della sua provocazione, trascinando dietro sé tutte le contraddizioni e gli interrogativi del nostro tempo.</p>
<figure id="attachment_184870" aria-describedby="caption-attachment-184870" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-184870 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/basnky-768x480-1-650x406-1.jpg" alt="&quot;Banksy e la (Post) Street Art&quot; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale" width="650" height="406" /><figcaption id="caption-attachment-184870" class="wp-caption-text">&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/07/banksy-e-la-post-street-art-al-pan-tra-provocazione-e-denuncia-sociale/">&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN, tra provocazione e denuncia sociale</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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