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	<title>ALESSANDRO GISONNA Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>La storia di Alessandro, pizzaiolo napoletano nel mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 14:56:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come tanti giovani Alessandro ha dovuto lasciare la sua famiglia e la sua città a 19 anni per lavorare. In realtà ha dovuto farlo anche per cercare di uscire da una routine che spesso investe tutti i sedentari. Quell&#8217;apatia che molte volte diventa socialmente pericolosa. E allora? Se hai bisogno di soldi e non puoi (e non [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come tanti giovani <strong>Alessandro</strong> ha dovuto lasciare la sua famiglia e la sua città a <strong>19 anni</strong> per lavorare. In realtà ha dovuto farlo anche per cercare di uscire da una routine che spesso investe tutti i sedentari. Quell&#8217;apatia che molte volte diventa socialmente pericolosa. E allora? Se hai bisogno di soldi e non puoi (e non vuoi) gravare sulle spalle della tua famiglia, hai solo una scelta: quella di cercare e trovare nuovi lidi nei quali sbarcare.</p>
<p>E dunque, meglio farlo all&#8217;estero, dove l&#8217;esperienza diventa nuova a 360 gradi. A partire dalla lingua. Quindi, ad avere l'&#8221;immigrazione&#8221; nel proprio destino, non sono soltanto giovani laureati che non riescono a realizzare a <strong>Napoli</strong> e in <strong>Italia</strong> il proprio futuro. I &#8220;migranti&#8221; di ieri e di oggi, sono anche tanti ragazzi come <strong>Alessandro</strong> che ormai da più 10 anni è lontano dalla sua terra. Alla faccia di chi vuole chiudere i porti.</p>
<p>Così, dopo aver &#8220;imparato il mestiere&#8221; in una pizzeria di <strong>Posillipo</strong>, Alessandro ha deciso di andare a <strong>Parigi</strong>: &#8220;<em>Quella mia prima esperienza lavorativa all&#8217;estero, in Europa, mi ha aperto gli occhi e fatto capire davvero tanto su cosa significhi lavorare in un posto lontano da casa. Su cosa significhi fare parte di una società diversa dalla tua, dove &#8211; forse &#8211; si vive meglio, nonostante ti manchino ogni giorno le bellezze e gli affetti della tua città</em>&#8220;.</p>
<p>Tornato a <strong>Napoli</strong>, Alessandro ha iniziato a vivere quella sensazione che a volte colpisce molti napoletani che tornano in città dopo aver vissuto all&#8217;estero per qualche tempo: &#8220;<em>Mi sentivo un pò soffocare. Vedevo le mie prospettive e la mia indipendenza messe in discussione. Per questo quando mi arrivò una nuova offerta di lavoro da Antigua accettati senza pensarci due volte</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;esperienza caraibica ha cambiato completamente la vita di <strong>Alessandro</strong>: &#8220;<em>È proprio li che ho conosciuto la mia attuale moglie con la quale abbiamo 3 splendidi bambini. Un maschio e due femmine. Sono tutta la mia esistenza</em>&#8220;. Poi di nuovo il ritorno a <strong>Napoli</strong>, per una permanenza questa volta più lunga ma che non garantiva ai suoi figli le opportunità che <strong>Alessandro</strong> avrebbe voluto dargli. Ma lui è un rugbista, la palla ovale è l&#8217;altra grande passione di <strong>Alessandro</strong>, lui è abituato a cadere e rialzarsi. A lottare fino all&#8217;ultimo istante, fino a quando l&#8217;arbitro non fischierà la fine della partita.</p>
<p>Per questo nel <strong>2015</strong> è iniziato un nuovo capitolo della sua vita del quale ancora nessuno ha scritto il finale. L&#8217;arrivo a <strong>Monaco</strong> l&#8217;ha consacrato come uno dei tanti professionisti dell&#8217;arte della pizza che ha esportato nel mondo questo prodotto napoletano. Ed a permettere ciò è stato l&#8217;incontro, guarda caso, con un altro ragazzo di <strong>Napoli</strong> che nella città tedesca ha aperto un locale italiano. Lui si chiama <strong>Andrea Palladino</strong> e vive a Monaco da 20 anni, tanti quanti l&#8217;esperienza che <strong>Alessandro </strong>ha in questo lavoro. Il suo ristorante di chiama &#8220;<em>Soul Kitchen</em>&#8221; ed è una vera pizzeria napoletana dove si incontrano tradizione e innovazione e la pizza è realizzata con prodotti tipici campani.</p>
<p>&#8220;<em>Il nostro obiettivo è portare, anche per solo una manciata di minuti, i clienti tra gli odori e i sapori dei vicoli, le strade e le piazze di Napoli. La maggior parte è entusiasta di questa piccola esperienza partenopea e possono diventare anche potenziali turisti pronti a visitare la mia città. Così anche loro potranno viaggiare e capire quanto sia importante esplorare il mondo per crescere e migliorare</em>&#8220;, ci ha raccontato <strong>Alessandro</strong>. Ed ha perfettamente ragione, possiamo solo augurarci che in futuro tanti giovani decidano di lasciare la propria città per scelta e non perché obbligati. A lui è andata bene, del resto un rugbista ha la scorza dura e dalle difficoltà non può che diventare più forte e soprattutto più saggio.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/25/la-storia-di-alessandro-pizzaiolo-napoletano-nel-mondo/">La storia di Alessandro, pizzaiolo napoletano nel mondo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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