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	<title>africa Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>africa Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Napoli, &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; eccellenza nel mondo: quando l&#8217;archeologia unisce i continenti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 16:07:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8216;Acrocoro Somalo-Etiopico, situato in Africa Nord orientale, è una delle aree più interessanti al mondo da un punto di vista archeologico. Si tratta di una zona impervia ed estesissima con catene montuose che coinvolgono ben tre Paesi: Etiopia, Eritrea e Somalia Settentrionale. Per le sue alte vette (che arrivano a lambire dai 1500 mt di altitudine [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/02/14/napoli-lorientale-eccellenza-l-mondo-quando-larcheologia-unisce-i-continenti/">Napoli, &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; eccellenza nel mondo: quando l&#8217;archeologia unisce i continenti.</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L<strong>&#8216;Acrocoro Somalo-Etiopico, situato in Africa Nord orientale</strong>, è una delle aree più interessanti al mondo da un punto di vista archeologico. Si tratta di una zona impervia ed estesissima con catene montuose che coinvolgono ben tre Paesi:<strong> Etiopia</strong>, <strong>Eritrea</strong> e <strong>Somalia Settentrionale</strong>. Per le sue alte vette (che arrivano a lambire dai 1500 mt di altitudine i 4550 mt), l&#8217;Acrocoro è spesso definito il &#8220;<em><strong>T</strong><strong>etto d&#8217;Africa</strong></em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;<strong>Africa</strong> e l&#8217;<strong>Etiopia</strong> in primis, rappresentano, del resto, la culla della civiltà. Non a caso, proprio in terra etiope è ascrivibile il famoso ritrovamento di &#8221; Lucy&#8221;, il primo esemplare al mondo pervenuto di <em><strong>Australopithecus Afarensis</strong></em>. La scoperta risale al 1974 e, nello specifico, concerne centinaia di frammenti ossei corrispondenti al 40% dello scheletro di un esemplare femmina di ominide nostro predecessore.</p>
<p><strong>Lucy</strong> (battezzata così in onore della famosa canzone dei <em><strong>Beatles,</strong></em> ascoltata sul campo di ricerca) è divenuta famosa in tutto il mondo e, dopo essere stata trasferita negli <strong>Usa</strong>,  nel 2013 è stata riconsegnata alla sua terra natia: l&#8217;<strong>Etiopia</strong>. Lo scheletro è conosciuto anche come <em><strong>Dinqinesh</strong></em> che in lingua amarica significa &#8220;<em>sei meravigliosa</em>&#8220;.</p>
<p>Le ricerche archeologiche in <strong>Etiopia</strong> hanno trovato un nuovo ed ampio respiro proprio grazie all&#8217;<strong>Università</strong><em><strong> &#8220;</strong></em><strong>L&#8217;Orientale</strong><em><strong>&#8221; </strong></em>di Napoli<em><strong>,</strong></em> la più antica Scuola di sinologia e orientalistica del continente europeo, con una consolidata tradizione di studi nelle lingue, culture e società dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe.</p>
<p>L&#8217;Universita  &#8220;<strong>L&#8217;Orientale</strong>&#8221; è da sempre attenta, con i suoi straordinari docenti, a porre l&#8217;attenzione sulle differenze culturali, intese come punto di forza ed accrescimento, tendendo a ritrovare quel <em>fil rouge</em> che, alla fine, ci unisce tutti.</p>
<p>Lo studio della storia e la ricerca archeologica si manifestano come gli strumenti più importanti affinché questo accada. Un fervido esempio di ciò è rappresentato dal progetto di scavo in <strong>Etiopia</strong>, nato nel 2014 da un&#8217;intuizione del Prof. <strong>Rodolfo Fattovich </strong>il quale, scomparso nel 2018,  ha dedicato la sua intera vita alla ricerca e all&#8217;insegnamento. Il progetto in questione è stato, poi, egregiamente portato avanti dal Prof. <strong>Andrea Manzo</strong>, direttore del <em>Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo</em> de “<strong>L’Orientale</strong>” (attualmente docente di &#8220;Antichità Nubiane&#8221;, &#8220;Antichità della Valle del Nilo&#8221; e &#8220;Antichità Etiopiche&#8221; presso lo storico Ateneo).</p>
<p>Quest&#8217;anno, come in precedenza, &#8220;<strong>L’Orientale</strong>” intrattiene un importante rapporto con <strong>Addis Abeba</strong>, grazie all&#8217;appoggio del <strong>Ministero degli Affari Esteri</strong> e della <strong>Cooperazione Internazionale</strong> la quale ha assegnato proprio all&#8217;ateneo napoletano l&#8217;offerta didattica in archeologia.</p>
<p>Una volta all&#8217;anno, gli studenti partecipano alla missione di scavo condotta ad <strong>Aksum</strong> sotto la direzione del Prof. <strong>Andrea Manzo</strong> e di <strong>Luisa Sernicola</strong>. Qui, in modo non diverso da quanto accade per gli studenti di Napoli, le lezioni teoriche vengono supportate ed arricchite con esperienze in campo pratico. Molti i progetti <em>Erasmus</em> pronti a partire per l&#8217;Europa e a breve sarà inserito anche un programma di dottorato, con base proprio ad <strong>Addis Abeba</strong>.</p>
<p><strong>Luisa Sernicola </strong>insegna all&#8217;<strong>Università di Addis Abeba</strong> l&#8217;imponente storia di <strong>Aksum</strong>, la città il cui regno segnò la storia dell&#8217;Etiopia e che raggiunse il suo culmine sotto la spinta dell&#8217;ambizioso re <strong>Ezana</strong>, battezzato poi con il nome di <strong>Abriha</strong> nel IV secolo dell&#8217;Era Volgare (avvenimento che sancì il passaggio ufficiale alla cristianizzazione del regno).</p>
<p><strong>Giulio Lucarini</strong>, ricercatore presso l’<strong>Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale</strong> del <strong>CNR</strong> di Napoli, e professore di &#8220;<strong>Preistoria e Protostoria&#8221;</strong> all’Università “<strong>L’Orientale</strong>”, insegna ad Addis Abeba &#8220;Archeologia Africana&#8221;.  Il progetto abbraccia anche lavori di scavo nella necropoli pre-Aksumita di <strong>Seglamen</strong>.</p>
<p>I docenti de &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; mettono, così, le loro conoscenze e la loro esperienza a servizio degli studenti dell&#8217;Ateneo collocato nel cuore dell&#8217;<strong>Africa Orientale</strong>, affiancandosi ai docenti locali per circa un mese. Le lezioni riguardano anche la gestione del <strong>Patrimonio Culturale,</strong> avvalendosi di lezioni frontali e “<em>field trip</em>” (come quello al  sito paleolitico di rilevanza mondiale <strong>Melka Kunture</strong>, al sito megalitico medievale di <strong>Tiya</strong> o lungo le sponde del <strong>Lago Hawassa</strong>).</p>
<p>“<em>L’Etiopia è un paese straordinario da un punto di vista paesaggistico e ricchissimo di cultura, custodisce una miriade di gruppi etnici e lingue differenti. La si può visitare cento volte, rimanendone sorpresi e incantati ogni volta. E qui noi italiani ci sentiamo a casa</em>”, afferma Lucarini.</p>
<p>Napoli ancora una volta si afferma in Europa e nel mondo per la grande ricchezza della sua cultura e per la preparazione dei suoi professionisti in ambito scientifico. E&#8217; proprio grazie a questi importanti meriti che si contribuisce a far comprendere ai più, quanto sia importante e faticoso il lavoro dell&#8217;archeologo e quanto, mediante la piena conoscenza e divulgazione della storia dell&#8217;Africa, si arrivi a conoscere le origini della storia di noi tutti. Solo attraverso una piena consapevolezza e conoscenza della nostra storia possiamo realmente migliorare il nostro futuro.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-190604 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/manzo-andrea.jpg" alt="Napoli, &quot;L'Orientale&quot; eccellenza nel mondo: arriva in Etiopia per insegnare archeologia agli africani." width="899" height="849" /></p>
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