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	<title>Scienza - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Jan 2026 13:15:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Scienza - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Nuova scoperta sul bradisismo dei Campi Flegrei: &#8220;Colate di fango bollente e detriti dirette verso la costa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 05:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca condotta da&#160;CNR&#160;e&#160;INGV, in collaborazione con la società&#160;Steam, rivela che il&#160;bradisismo&#160;dei Campi Flegrei non è direttamente causato dal movimento del magma. Lo studio, pubblicato sulla rivista&#160;Solid Earth, indica invece che il fenomeno è alimentato dal&#160;riscaldamento&#160;e dalla&#160;pressurizzazione&#160;di un&#160;acquifero intermedio, una sorta di serbatoio di&#160;fluidi termali&#160;situato a una profondità tra 2.7 e 4.0 chilometri. Questo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una nuova ricerca condotta da&nbsp;<strong>CNR</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>INGV</strong>, in collaborazione con la società&nbsp;<strong>Steam</strong>, rivela che il&nbsp;<strong>bradisismo</strong>&nbsp;dei Campi Flegrei non è direttamente causato dal movimento del magma. Lo studio, pubblicato sulla rivista&nbsp;<strong>Solid Earth</strong>, indica invece che il fenomeno è alimentato dal&nbsp;<strong>riscaldamento</strong>&nbsp;e dalla&nbsp;<strong>pressurizzazione</strong>&nbsp;di un&nbsp;<strong>acquifero intermedio</strong>, una sorta di serbatoio di&nbsp;<strong>fluidi termali</strong>&nbsp;situato a una profondità tra 2.7 e 4.0 chilometri. Questo processo, a sua volta controllato dal degassamento magmatico, sarebbe la causa principale dei&nbsp;<strong>terremoti</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>sollevamento del suolo</strong>&nbsp;nell&#8217;area.</p>



<p>Gli scienziati avvertono che, finché questo&nbsp;<strong>acquifero</strong>&nbsp;rimarrà sotto pressione, potrebbero verificarsi&nbsp;<strong>esplosioni idrotermali o freatiche</strong>. Tali eventi, già accaduti in passato alla&nbsp;<strong>Solfatara</strong>, potrebbero innescare&nbsp;<strong>colate di fango bollente e detriti</strong>&nbsp;dirette verso la costa. La ricerca, che ha elaborato un modello concettuale del sistema della Solfatara, fornisce nuovi elementi cruciali per il&nbsp;<strong>monitoraggio</strong>&nbsp;e la comprensione degli scenari futuri.</p>



<p>Lo studio si inserisce nel contesto dei recenti eventi sismici, come lo&nbsp;<strong>sciame sismico</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>31 agosto-1 settembre</strong>&nbsp;che ha registrato una scossa di magnitudo 4.0. Durante questo episodio, è stato osservato un temporaneo abbassamento del suolo di circa 2 cm, sebbene il trend sia poi tornato al&nbsp;<strong>sollevamento</strong>. Questa ricerca, frutto della collaborazione tra diversi istituti, aggiunge un tassello fondamentale alla complessa dinamica dei&nbsp;<strong>Campi Flegrei</strong>, affiancandosi ad altri studi che stanno utilizzando, ad esempio, l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>&nbsp;per approfondire la comprensione del fenomeno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Campi Ferrei, 84 terremoti fanno tremare la zona: &#8220;Continua il sollevamento del suolo&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/08/05/campi-ferrei-84-terremoti-fanno-tremare-la-zona-continua-il-sollevamento-del-suolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 13:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima settimana di luglio 2025, dal 28 luglio al 3 agosto, la zona dei&#160;Campi Flegrei&#160;è stata interessata da un&#8217;attività sismica significativa, con la localizzazione di&#160;84 terremoti. Lo riporta l&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;INGV. La magnitudo massima registrata è stata di 2.4. Il fenomeno del&#160;sollevamento del suolo&#160;continua a essere un elemento chiave, con un aumento medio mensile di [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;ultima settimana di luglio 2025, dal 28 luglio al 3 agosto, la zona dei&nbsp;<strong>Campi Flegrei</strong>&nbsp;è stata interessata da un&#8217;attività sismica significativa, con la localizzazione di&nbsp;<strong>84 terremoti</strong>. Lo riporta l&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;INGV. La magnitudo massima registrata è stata di 2.4.</p>



<p>Il fenomeno del&nbsp;<strong>sollevamento del suolo</strong>&nbsp;continua a essere un elemento chiave, con un aumento medio mensile di circa&nbsp;<strong>15 millimetri</strong>. L&#8217;Osservatorio ha inoltre confermato che i&nbsp;<strong>parametri geochimici</strong>&nbsp;monitorati non hanno subito variazioni significative rispetto alle tendenze già note di aumento dei flussi e di riscaldamento del sistema idrotermale.</p>



<p>I sensori installati in un&#8217;emissione fumarolica a&nbsp;<strong>Pisciarelli</strong>&nbsp;hanno rilevato una temperatura media di circa&nbsp;<strong>94°C</strong>, valore prossimo al punto di condensazione del fluido. Questo dato, insieme agli altri parametri, continua a essere monitorato attentamente dalle autorità competenti.</p>
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		<item>
		<title>Terremoto ai Campi Flegrei, l&#8217;INGV: &#8220;Ce ne saranno altri, il sollevamento del suolo continua&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/07/19/terremoto-ai-campi-flegrei-lingv-ce-ne-saranno-altri-il-sollevamento-del-suolo-continua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 05:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#160;evento sismico di magnitudo 4.0&#160;ha scosso la zona dei&#160;Campi Flegrei&#160;questa mattina alle 9:14, con epicentro in mare, nell&#8217;area di via Napoli, ad una profondità di circa 2.5 km. Mauro Di Vito, direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano/INGV, ha sottolineato che l&#8217;evento si inserisce in un&#160;periodo di sollevamento continuo&#160;con caratteristiche costanti, concentrato nell&#8217;area di&#160;massimo sollevamento. Anche la&#160;deformazione del suolo&#160;e [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2025/07/19/terremoto-ai-campi-flegrei-lingv-ce-ne-saranno-altri-il-sollevamento-del-suolo-continua/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Terremoto ai Campi Flegrei, l&#8217;INGV: &#8220;Ce ne saranno altri, il sollevamento del suolo continua&#8221;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un&nbsp;<strong>evento sismico di magnitudo 4.0</strong>&nbsp;ha scosso la zona dei&nbsp;<strong>Campi Flegrei</strong>&nbsp;questa mattina alle 9:14, con epicentro in mare, nell&#8217;area di via Napoli, ad una profondità di circa 2.5 km. Mauro Di Vito, direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano/INGV, ha sottolineato che l&#8217;evento si inserisce in un&nbsp;<strong>periodo di sollevamento continuo</strong>&nbsp;con caratteristiche costanti, concentrato nell&#8217;area di&nbsp;<strong>massimo sollevamento</strong>. Anche la&nbsp;<strong>deformazione del suolo</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>degassamento</strong>proseguono con&nbsp;<strong>velocità e caratteristiche simili</strong>&nbsp;ai mesi precedenti, evidenziando una coerenza della&nbsp;<strong>mappa di massima accelerazione al suolo</strong>&nbsp;con la localizzazione del sisma.</p>



<p>Nonostante il terremoto sia stato&nbsp;<strong>avvertito distintamente</strong>&nbsp;anche a&nbsp;<strong>distanze significative</strong>, comprese le aree del Vesuviano,&nbsp;<strong>non sono state registrate segnalazioni di danni</strong>. Di Vito ha confermato di aver partecipato a riunioni iniziali dove non sono pervenute comunicazioni di danneggiamenti. L&#8217;INGV sta attualmente raccogliendo e analizzando tutti i&nbsp;<strong>parametri registrati dalla rete di monitoraggio</strong>&nbsp;per fornire eventuali&nbsp;<strong>aggiornamenti</strong>&nbsp;futuri sulla situazione.</p>



<p>Francesca Bianco, direttrice del dipartimento Vulcani dell&#8217;INGV, ha ribadito ai microfoni dell&#8217;Agi che l&#8217;evento sismico odierno rappresenta un&#8217;ulteriore&nbsp;<strong>manifestazione dell&#8217;intensificarsi della crisi bradisismica</strong>. Il&nbsp;<strong>motore</strong>&nbsp;di tale fenomeno continua ad essere l&#8217;<strong>accumulo di sforzo sulla crosta terrestre</strong>, causato dal&nbsp;<strong>sollevamento ininterrotto</strong>&nbsp;dell&#8217;area, un processo che prosegue incessantemente.</p>
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		<item>
		<title>Campi Flegrei, Astroni e apertura bocche eruttive: la situazione</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/07/02/campi-flegrei-astroni-e-apertura-bocche-eruttive-la-situazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 17:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La situazione dei Campi Flegrei è stata definita un&#8217;&#8220;emergenza nazionale&#8221; dal presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Fabio Florindo. Durante la sua audizione odierna davanti alla commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, Florindo ha ribadito l&#8217;esistenza di &#8220;scenari di pericolosità e la probabilità di apertura di bocche eruttive&#8221; nell&#8217;area flegrea. Florindo [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La situazione dei <strong>Campi Flegrei</strong> è stata definita un&#8217;<strong>&#8220;emergenza nazionale&#8221;</strong> dal presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), <strong>Fabio Florindo</strong>. Durante la sua audizione odierna davanti alla commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, Florindo ha ribadito l&#8217;esistenza di &#8220;scenari di pericolosità e la probabilità di apertura di bocche eruttive&#8221; nell&#8217;area flegrea.</p>



<p>Florindo ha presentato alla commissione alcune <strong>mappe</strong> che, seppur elaborate con due diversi sistemi, convergono nel delineare il medesimo scenario di rischio. L&#8217;area ritenuta <strong>&#8220;più critica e preoccupante&#8221;</strong> e da tenere costantemente sotto osservazione è quella di <strong>Astroni-Agnano</strong>. Qui, ha spiegato il presidente dell&#8217;INGV, c&#8217;è una <strong>probabilità del 40-50%</strong> che si verifichi l&#8217;apertura di nuove bocche eruttive con conseguente emissione di <strong>flussi piroclastici</strong>.</p>



<p>Nel corso dell&#8217;audizione, Florindo ha ripercorso la storia vulcanica della regione, ricordando che tra i vulcani quiescienti presenti in Italia figurano il <strong>Vesuvio</strong>, la cui ultima eruzione risale al 1944, e i <strong>Campi Flegrei</strong>, che hanno registrato l&#8217;ultima eruzione nel lontano 1538. Le sue parole sottolineano l&#8217;importanza cruciale del monitoraggio costante e della preparazione per un&#8217;area a così alto rischio vulcanico.</p>
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		<item>
		<title>Campi flegrei, l&#8217;INGV: &#8220;I terremoti aumentano in frequenza e magnitudo. Il rischio di un eruzione imminente non c&#8217;è&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/07/01/campi-flegrei-lingv-i-terremoti-aumentano-in-frequenza-e-magnitudo-il-rischio-di-un-eruzione-imminente-non-ce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 10:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Campi Flegrei continuano a mostrare segnali di attività crescente. Mauro Antonio Di Vito, direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano, ha confermato &#8220;un aumento della frequenza e della magnitudo dei terremoti e un aumento del degassamento&#8221;. L&#8217;annuncio è stato fatto durante un punto stampa dell&#8217;INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) a seguito della scossa di magnitudo 4.6 [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2025/07/01/campi-flegrei-lingv-i-terremoti-aumentano-in-frequenza-e-magnitudo-il-rischio-di-un-eruzione-imminente-non-ce/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Campi flegrei, l&#8217;INGV: &#8220;I terremoti aumentano in frequenza e magnitudo. Il rischio di un eruzione imminente non c&#8217;è&#8221;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I <strong>Campi Flegrei</strong> continuano a mostrare segnali di attività crescente. Mauro Antonio Di Vito, direttore dell&#8217;<strong>Osservatorio Vesuviano</strong>, ha confermato &#8220;un aumento della frequenza e della magnitudo dei terremoti e un aumento del degassamento&#8221;. L&#8217;annuncio è stato fatto durante un punto stampa dell&#8217;<strong>INGV</strong> (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) a seguito della <strong>scossa di magnitudo 4.6</strong> avvertita a Napoli nella tarda mattinata di oggi, 30 giugno. Di Vito ha evidenziato come dal 2005 ad oggi le emissioni di anidride carbonica siano arrivate a <strong>5.000 tonnellate al giorno</strong>, un valore altissimo e in progressivo aumento, indicando che &#8220;c&#8217;è un sistema profondo che si sta scaldando e pressurizzando e che è il motore di questo processo&#8221;.</p>



<p>La <strong>deformazione crostale</strong> dell&#8217;area, monitorata dalla rete GNSS, &#8220;continua con lo stesso andamento da aprile, con una velocità che registra il massimo valore al rione Terra&#8221;. I valori massimi dello scuotimento del suolo generato dal sisma sono stati registrati dalle stazioni accelerometriche di rione Terra, Bacoli e Monte Procida, confermando una maggiore intensità in queste zone.</p>



<p>Nonostante l&#8217;intensificazione della dinamica bradisismica, <strong>Francesca Bianco</strong>, direttrice del dipartimento vulcani dell&#8217;INGV, ha rassicurato riguardo a un <strong>rischio di eruzione imminente</strong>, affermando che &#8220;assolutamente non c&#8217;è&#8221;. La direttrice ha spiegato a Rainews24 che non sono presenti elementi ad alta densità e risoluzione che possano far pensare a una risalita magmatica nei primi chilometri della crosta. Ha ribadito: &#8220;non abbiamo movimenti di magma nei primi 4 chilometri della crosta&#8221;, evidenziando come &#8220;il vero cambiamento l&#8217;abbiamo cominciato a osservare intorno al 2022. Abbiamo osservato un incremento di tutti i parametri anomali, cioè le deformazioni che continuano e la sismicità aumenta&#8221;. La scossa odierna, secondo l&#8217;INGV, sarebbe stata in parte attenuata dalla presenza del mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2025/07/01/campi-flegrei-lingv-i-terremoti-aumentano-in-frequenza-e-magnitudo-il-rischio-di-un-eruzione-imminente-non-ce/">Campi flegrei, l&#8217;INGV: &#8220;I terremoti aumentano in frequenza e magnitudo. Il rischio di un eruzione imminente non c&#8217;è&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Campi Flegrei: attività sismica e sollevamento del suolo continuano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/05/20/campi-flegrei-attivita-sismica-e-sollevamento-del-suolo-continuano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 16:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vocedinapoli.it/?p=353160</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella settimana compresa tra il&#160;12 e il 18 maggio, l&#8217;area dei&#160;Campi Flegrei&#160;è stata interessata da una significativa attività sismica, con la localizzazione di&#160;151 terremoti. La maggior parte di questi eventi tellurici ha registrato una&#160;magnitudo molto bassa. L&#8217;Osservatorio Vesuviano&#160;ha comunicato, tramite una nota ufficiale, che il fenomeno del&#160;sollevamento del suolo&#160;continua a manifestarsi con un ritmo costante. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2025/05/20/campi-flegrei-attivita-sismica-e-sollevamento-del-suolo-continuano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Campi Flegrei: attività sismica e sollevamento del suolo continuano</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2025/05/20/campi-flegrei-attivita-sismica-e-sollevamento-del-suolo-continuano/">Campi Flegrei: attività sismica e sollevamento del suolo continuano</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella settimana compresa tra il&nbsp;<strong>12 e il 18 maggio</strong>, l&#8217;area dei&nbsp;<strong>Campi Flegrei</strong>&nbsp;è stata interessata da una significativa attività sismica, con la localizzazione di&nbsp;<strong>151 terremoti</strong>. La maggior parte di questi eventi tellurici ha registrato una&nbsp;<strong>magnitudo molto bassa</strong>. L&#8217;<strong>Osservatorio Vesuviano</strong>&nbsp;ha comunicato, tramite una nota ufficiale, che il fenomeno del&nbsp;<strong>sollevamento del suolo</strong>&nbsp;continua a manifestarsi con un ritmo costante.</p>



<p>Secondo i dati forniti dall&#8217;istituto di ricerca, a partire dagli inizi di aprile si è osservato un&nbsp;<strong>sollevamento medio mensile di circa 15 millimetri</strong>. Il&nbsp;<strong>sollevamento totale</strong>&nbsp;registrato presso la stazione di rilevamento del&nbsp;<strong>Rione Terra</strong>&nbsp;ammonta a circa&nbsp;<strong>27.5 centimetri</strong>&nbsp;a partire dal gennaio 2024, evidenziando una tendenza in atto da diversi mesi.</p>



<p>L&#8217;<strong>Ingv</strong>&nbsp;di Napoli ha inoltre precisato che, nella settimana di riferimento, non sono state rilevate&nbsp;<strong>variazioni significative nei parametri geochimici</strong>&nbsp;monitorati. Tuttavia, si conferma il trend di&nbsp;<strong>aumento dei flussi</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>riscaldamento del sistema idrotermale</strong>&nbsp;già osservato precedentemente. In particolare, il sensore di temperatura posizionato in un&#8217;emissione fumarolica nei pressi della fumarola principale dei&nbsp;<strong>Pisciarelli</strong>&nbsp;ha mostrato un&nbsp;<strong>valore medio di circa 97 °C</strong>&nbsp;nell&#8217;ultima settimana.</p>
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		<title>Nuovo studio sui Campi Flegrei: uno strato fragile nella crosta terrestre motore di terremoti e sollevamento</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/05/06/nuovo-studio-sui-campi-flegrei-uno-strato-fragile-nella-crosta-terrestre-motore-di-terremoti-e-sollevamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 11:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo studio condotto dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha gettato luce sui meccanismi profondi che innescano l&#8217;inquietante attività sismica e la deformazione del suolo nella caldera dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più dinamiche d&#8217;Europa. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica AGU Advances, ha identificato una zona sorprendentemente fragile all&#8217;interno [...]</p>
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<p>Un nuovo studio condotto <strong>dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha gettato luce sui meccanismi profondi che innescano l&#8217;inquietante attività sismica e la deformazione del suolo nella caldera dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più dinamiche d&#8217;Europa. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica AGU Advances, ha identificato una zona sorprendentemente fragile all&#8217;interno della crosta terrestre, situata a una profondità compresa tra i 3 e i 4 chilometri sotto l&#8217;area flegrea.</p>



<p>Attraverso un&#8217;analisi approfondita di campioni rocciosi estratti da un pozzo geotermico di circa 3 km e l&#8217;utilizzo di avanzate tecniche di laboratorio e immagini tridimensionali ad alta risoluzione del sottosuolo, i ricercatori hanno potuto &#8220;vedere&#8221; cosa accade nelle viscere del vulcano. Questa indagine, parte del progetto LOVE CF finanziato dall&#8217;INGV e frutto della collaborazione con l&#8217;Università di Grenoble Alpes e l&#8217;Università di Bologna, ha rivelato un&#8217;importante transizione geologica a una profondità di 2.5-2.7 km. In questa zona, gli strati crostali mostrano un significativo indebolimento, diventando più porosi e permeabili del previsto. Questa caratteristica favorisce l&#8217;accumulo di fluidi magmatici provenienti dalle profondità.</p>



<p>Come spiega <strong>Lucia Pappalardo</strong>, ricercatrice INGV e coautrice dello studio, questi fluidi magmatici intrappolati esercitano una pressione crescente, gonfiando il sottosuolo e innescando sia il sollevamento del terreno che l&#8217;attività sismica periodica che preoccupa l&#8217;area. Gianmarco Buono, altro ricercatore INGV coinvolto nello studio, sottolinea come questo strato indebolito non solo agisca da &#8220;trappola&#8221; per i fluidi profondi, ma potrebbe anche influenzare la futura risalita del magma. In caso di piccoli volumi di magma, questo tenderebbe a deviare e arrestarsi in prossimità del contatto tra il substrato rigido sottostante e i tufi sovrastanti, raffreddandosi prima di eruttare (un fenomeno definito &#8220;eruzione abortita&#8221;). Tuttavia, un accumulo più rapido di magma potrebbe impedirne il raffreddamento, permettendogli di superare questa &#8220;zona di stasi&#8221; a 3-4 km di profondità e risalire verso la superficie, come osservato nell&#8217;eruzione del 1538 che diede origine al Monte Nuovo.</p>



<p>Nonostante queste importanti scoperte, i ricercatori precisano che lo studio non ha un impatto diretto sulle previsioni a breve termine. Tuttavia, come sottolinea<strong> Mauro Antonio Di Vito, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV), </strong>questa ricerca rappresenta un tassello cruciale per comprendere il comportamento complesso del vulcano e migliorare la capacità di monitoraggio. Solo una conoscenza sempre più dettagliata del sistema vulcanico e delle sue dinamiche profonde potrà permettere di anticipare segnali critici e mitigare i rischi per la popolazione. La scoperta di questo strato fragile conferma l&#8217;importanza di proseguire con studi approfonditi e un monitoraggio continuo e multidisciplinare dei Campi Flegrei.</p>
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		<title>Campi Flegrei, Mario Tozzi: &#8220;Rischiamo una distruzione totale. L&#8217;eruzione ci sarà&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/03/15/campi-flegrei-mario-tozzi-rischiamo-una-distruzione-totale-leruzione-ci-sara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 15:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, geologo, divulgatore in tv con Sapiens, è stato intervistato da Valentina Panetta su Il Messaggero, in merito alle conseguenze dell&#8217;eruzione dei Campi Flegrei. &#8220;Le potenzialità distruttive &#8211; secondo Tozzi &#8211; potrebbero superare di gran lunga quelle di Pompei, dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Se prendiamo come riferimento un&#8217;eruzione [...]</p>
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<p><strong>Mario Tozzi</strong>, primo ricercatore del Cnr, geologo, divulgatore in tv con <em>Sapiens</em>, è stato intervistato da Valentina Panetta su I<em>l Messaggero</em>, in merito alle conseguenze dell&#8217;eruzione dei Campi Flegrei.</p>



<p>&#8220;<strong>Le potenzialità distruttive &#8211; secondo Tozzi &#8211; potrebbero superare di gran lunga quelle di Pompei,</strong> dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Se prendiamo come riferimento un&#8217;eruzione di medio bassa intensità beh, sì potrebbe somigliare a quella di Pompei, ma i Campi Flegrei sono stati in grado di fare eruzioni ben più devastanti e quindi in quel caso non basta il riferimento a Pompei, potrebbero essere molto più distruttive. Nel caso di un&#8217;eruzione veramente catastrofica ci possono essere distruzioni anche a livello di tutta la Campania centrale&#8221;.<br> </p>



<p>&#8220;Gli abitanti non si rendono proprio conto di vivere in un posto pericoloso, sennò non ci sarebbero andati a vivere. Prima di comprare una casa, forse, due domande bisognerebbe farsele. Ci sono due livelli di rischio. Uno è quello per il bradisismo, quindi un rischio sismico, ma che difficilmente supera la magnitudo 5. Con una magnitudo 4,4, non dovrebbe succedere niente, ma proprio niente. Capisco che c&#8217;è gente che sta lì da tanto tempo, perchè<strong> quello che si dovrebbe fare piano piano è pensare di andare a vivere altrove.</strong> Perchè l&#8217;eruzione non sarà oggi, gli esperti stanno escludendo la possibilità che si tratti di fenomeni prodromici a un&#8217;eruzione adesso, ma prima o poi ci sarà. Quindi in quel caso che facciamo?»</p>



<p>Quel tipo di eruzione <strong>scatena delle nubi ardenti</strong>, più correttamente le dovremmo chiamare colate piroclastiche, cioè flussi di una specie di aerosol di polveri, ceneri, lapilli e vapore acqueo e quant&#8217;altro. A temperature elevatissime, 200, 300, 400 gradi che scendono lungo i pendii a velocità di 200 km/h, 250 km/h. Dunque, si tratta di una specie di colata, però quasi impalpabile di ceneri roventi<strong>. Come un aerosol, appunto, che investe ogni cosa, brucia i polmoni </strong>di chi la respira. Non dobbiamo pensare a una colata di lava, sono eruzioni esplosive. Una nube ardente che scivola lungo i pendii in pochissimo tempo, raggiunge posti anche molto lontani. Significa distruzione totale&#8221;.</p>
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		<title>Terremoto Campi Flegrei, Bianco (Ingv): &#8220;Ci aspettiamo altre scosse. Il suolo continua a sollevarsi&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/03/13/terremoto-campi-flegrei-bianco-ingv-ci-aspettiamo-altre-scosse-il-suolo-continua-a-sollevarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 13:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Possiamo aspettarci certamente altra sismicità&#8221;. Lo ha detto Francesca Bianco, direttrice del Dipartimento Vulcani dell&#8217;Ingv, nel corso di un punto stampa convocato nella sede dell&#8217;Osservatorio Vesuviano a Napoli a seguito della scossa di terremoto di magnitudo 4.4 verificata nella notte nei Campi Flegrei, con epicentro sul lungomare di Pozzuoli e particolarmente percepita a Napoli. Parlando [...]</p>
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<p>&#8220;Possiamo aspettarci certamente altra sismicità&#8221;. Lo ha detto <strong>Francesca Bianco</strong>, direttrice del Dipartimento Vulcani dell&#8217;Ingv, nel corso di un punto stampa convocato nella sede dell&#8217;Osservatorio Vesuviano a Napoli a seguito della scossa di <a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2025/03/terremoto-campi-flegrei-danni.jpg">terremoto di magnitudo 4.4 </a>verificata nella notte nei Campi Flegrei, con epicentro sul lungomare di Pozzuoli e particolarmente percepita a Napoli.</p>



<p> Parlando dell&#8217;aumento della velocità del sollevamento del suolo, registrata nelle ultime tre settimane, il direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano Mauro Di Vito ha spiegato: &#8220;Indicare dove ci può portare questo segnale secondo me è assolutamente impossibile e prematuro. Quello che sappiamo però è che questo segnale, insieme agli altri segnali, ci sta indicando che il processo sta continuando con un&#8217;intensità variabile nel tempo ma sempre molto sostenuta&#8221;.</p>



<p>&#8220;La scossa di terremoto di magnitudo 4.4 avvenuta stanotte <strong>sulla fascia costiera tra Pozzuoli e Napoli</strong> ha visto una variazione della velocità di deformazione del suolo, registrando un <strong>valore alto nella zona della Solfatara</strong>, tra i più elevati registrati&#8221;. Lo ha detto Mauro Di Vito, direttore dell&#8217;Osservatorio Vesuviano, durante il punto stampa presso la Sala Conferenza dell&#8217;Osservatorio Vesuviano dell&#8217;INGV, convocato oggi a seguito dell&#8217;evento sismico di questa notte. &#8220;</p>



<p>Il punto fondamentale della nostra analisi è notare la cruciale relazione tra sismicità e deformazione che ha caratterizzato l&#8217;evento di stanotte sebbene tengo a specificare che non è sempre così, non c&#8217;è una relazione diretta tra questi due dati&#8221;, ha aggiunto la direttrice del Dipartimento Vulcani INGV, Francesca Bianco, nel corso del punto stampa. &#8220;Infatti, il terremoto di magnitudo 4.4 avvenuto a maggio dello scorso anno non ha rilevato la presenza di <strong>un&#8217;accelerazione della deformazione del suolo&#8221;</strong>, ha spiegato. &#8220;Sappiamo che stiamo su un vulcano che ha una sua dinamica, quindi siamo attenti a seguire dettagliatamente questo processo che al momento è sostenuto&#8221;, ha dichiarato ancora Di Vito. &#8220;Di sicuro possiamo aspettarci altra sismicità&#8221;, ha aggiunto.</p>
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		<title>Campi Flegrei, tornano le scosse; Ingv: &#8220;Il suolo ha ripreso a sollevarsi&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2025/03/07/campi-flegrei-tornano-le-scosse-ingv-il-suolo-ha-ripreso-a-sollevarsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritornano le scosse ai Campi Flegrei infatti nella serata e nella nottata di ieri sono state registrate due scosse: una alle ore 00,38 con una scossa di magnitudo 3.2 con epicentro nella zona della Solfatara ad una profondità di 800 metri. La scossa è stata seguita all’1,44 da un altro evento sismico con epicentro in [...]</p>
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<p>Ritornano le <strong>scosse </strong>ai Campi Flegrei infatti nella serata e nella nottata di ieri sono state registrate due scosse: una alle ore 00,38 con una scossa di magnitudo 3.2 con epicentro nella zona della Solfatara ad una profondità di 800 metri. La scossa è stata seguita all’1,44 da un altro evento sismico con epicentro in via Suolo San Gennaro di magnitudo 1.9.</p>



<p><br><strong>Dall’Ingv </strong>hanno pubblicato un comunicato con i dati degli ultimi 15 giorni dove è stato rilevato il sollevamento del suolo, con un valore medio preliminare di velocità mensile di sollevamento di circa 15 millimetri al mese.</p>



<p>Tale valore, fanno sapere dall’Osservatorio Vesuviano è da ritenersi molto preliminare, in attesa di ulteriori dati, che saranno disponibili nelle prossime settimane.</p>
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