Una vicenda che intreccia social network, giustizia e tutela dei minori si è conclusa, almeno in primo grado, con una sentenza di condanna. La tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, seguita da centinaia di migliaia di utenti sulle piattaforme social, è stata condannata a un anno di reclusione per diffamazione aggravata nei confronti di un’assistente sociale del Comune di Napoli. La decisione è stata pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Luca Purcaro, al termine di un procedimento nato da una serie di video pubblicati su TikTok nel 2022. Secondo l’accusa, quei contenuti avrebbero esposto la professionista a una vera e propria campagna di denigrazione pubblica, generando un clima di forte tensione e preoccupazione per la sua sicurezza personale. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto il risarcimento dei danni alla parte civile e il pagamento delle spese processuali.
Al centro della vicenda vi sono circa dieci video pubblicati tra agosto e ottobre del 2022, nei quali la popolare influencer criticava apertamente l’operato dell’assistente sociale incaricata di seguire il caso del figlio minorenne della stessa De Crescenzo. Il ragazzo era stato collocato in una struttura di accoglienza della provincia di Salerno nell’ambito di un provvedimento disposto dal Tribunale per i Minorenni di Napoli. Nei filmati, secondo quanto ricostruito dagli atti processuali, la tiktoker avrebbe rivolto accuse pesanti alla professionista, arrivando a divulgarne informazioni personali e invitando i propri follower a manifestare il loro dissenso. Alcuni contenuti, stando alla denuncia, avrebbero contribuito ad alimentare una sorta di gogna mediatica, tanto da spingere il Comune a predisporre misure di tutela nei confronti dell’assistente sociale, compreso il ricorso temporaneo allo smart working per ragioni di sicurezza.
La sentenza ricostruisce un contesto particolarmente delicato, nel quale il ruolo degli operatori sociali si è trovato al centro di un’esposizione pubblica senza precedenti. La difesa di Rita De Crescenzo, rappresentata dall’avvocato Alfonso Quarto, ha contestato diversi aspetti dell’indagine, tra cui l’attribuzione diretta dei contenuti e alcuni elementi tecnici relativi alla diffusione dei video. Tuttavia, il giudice ha ritenuto sufficienti le prove raccolte per giungere alla condanna in primo grado. La vicenda riapre il dibattito sui limiti della comunicazione sui social network e sulle responsabilità degli influencer quando utilizzano piattaforme capaci di raggiungere milioni di persone in pochi minuti. La sentenza non è definitiva e la tiktoker potrà impugnarla nei successivi gradi di giudizio, ma il caso rappresenta già un precedente significativo sul rapporto tra libertà di espressione, diritto alla reputazione e utilizzo dei social media come strumenti di pressione pubblica.
Un vasto incendio si è sviluppato durante la notte in un capannone situato in via Cupa Vicinale dell’Olivo,…
Si è spento Michele Crispo, storico imprenditore e fondatore della nota azienda dolciaria Crispo Confetti, realtà simbolo…
Peppe Di Napoli ha aggiornato i suoi follower sulle proprie condizioni di salute attraverso i social…
Herbert Ballerina, nome d’arte di Luigi Luciano, ha espresso parole di grande stima nei confronti di Stefano…
La posizione di Belén Rodriguez potrebbe aggravarsi sul piano giudiziario. Secondo quanto riportato dal giornalista Gabriele Parpiglia nella newsletter…
Una serata che doveva essere dedicata alla scoperta delle bellezze della città si è trasformata…