Sarebbe stata l’inalazione di acido solfidrico a causare la morte di Giovanni Marchionni, 21enne di Bacoli, trovato senza vita lo scorso 8 agosto a bordo di uno yacht ormeggiato nel porto di Marina di Portisco, a Olbia. È quanto emerge dalla perizia medico-legale disposta dalla Procura di Tempio Pausania e depositata nelle ultime ore.
L’esito dell’accertamento tecnico confermerebbe le ipotesi avanzate fin dall’inizio dagli avvocati Maurizio Capozzo e Gabriele Satta, legali della famiglia del giovane. Il corpo del 21enne era stato rinvenuto all’interno della cabina di prua dello yacht di 18 metri, imbarcazione sulla quale Marchionni lavorava come skipper.
Secondo la difesa, il decesso sarebbe riconducibile a un incidente causato dal malfunzionamento di un apparato di bordo. “Ci aspettiamo ora che la Procura prenda atto di quanto emerso e proceda con l’iscrizione di eventuali responsabili nel registro degli indagati”, ha dichiarato l’avvocato Capozzo. Al momento l’indagine è aperta per omicidio colposo a carico di ignoti.
In una prima fase si era ipotizzato che la morte potesse essere stata provocata dalle esalazioni del bagno chimicodell’imbarcazione. Lo yacht resta tuttora sotto sequestro, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità.
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