Anche quest’anno c’è grande attesa per Sanremo 2025 e Nino D’Angelo torna sulla polemica che infiamma il Festival da anni. L’ex caschetto biondo in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno,a criticato il sistema.
«Sono quelli che si esibiscono in playback durante mega feste organizzate in piazza dalle radio più importanti». Inoltre, per il cantante «c’è una massoneria della musica che crea, manovra e decide chi deve uscir fuori e chi no». Ce l’ho scritto sulla carta d’identità. Voglio cantare, ne ho bisogno, come respirare».
Ci sarebbe una «lobby di quattro-cinque case discografiche ancora in vita, le radio che hanno sempre più potere, le agenzie degli artisti e a questo aggiungiamo pure visualizzazioni e like comprati». «Ascoltati e riascoltati in radio, nei talent, in tv mentre cantano spesso in playback durante mega feste organizzate in piazza dalle radio più importanti. La canzone conta sempre di meno: mi viene da ridere quando parlano di canzoni. L’autotune? Fa miracoli, toglierlo farebbe danni incalcolabili, stroncherebbe le carriere».
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