“La strategia è il modo per arrivare agli scopi che si perseguono. Il controllo è un’esigenza interna, come se fosse un bisogno che non ammette interferenze. Il controllo e la manipolazione sono due dimensioni presenti”, ha spiegato in aula lo psichiatra forense Pietro Ciliberti.
“La rabbia credo sia stata quella finale, come una rabbia fredda, ha detto il perito in riferimento al momento del delitto.
I periti hanno ribadito in aula che Impagnatiello ha «tratti narcisistici e psicopatici», individuando in lui «costrutti» basati su «controllo, bugia e vanità», senza avere tuttavia alcun disturbo. «Un reato è un evento di vita e noi dobbiamo analizzare se questo reato si contestualizza in una personalità disfunzionale – ha detto il medico legale Gabriele Rocca -. Qui non è così. Dire che una cosa così la può fare soltanto una persona disturbata è un archetipo che va necessariamente superato». La mamma di Giulia Tramontano ha quindi concluso che Impagnatiello ha ucciso con consapevolezza la figlia.
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