Finisce con un’assoluzione il processo contro Adalgisa Gamba, la donna accusata di avere ucciso il piccolo Francesco, il figlio di due anni, la sera del 2 gennaio 2022 a Torre del Greco, in provincia di Napoli.
La Corte d’Assise di Napoli ha assolto la donna dall’accusa di omicidio premeditato perché era incapace di intendere e di volere. Il marito dell’imputata ha accolto al sentenza in aula con dissenso infatti con la Corte ancora presente ha augurato alla donna di morire. «Devi morire, sei un’assassina», le ha detto come riporta l’Ansa, e poi le ha augurato un brutto male.
Il giudice ha ritenuto Adalgisa Gamba non imputabile al momento del fatto applicando così la misura di sicurezza della libertà vigilata per 15 anni presso una struttura di riabilitazione. Entro 90 giorni le motivazioni della sentenza. «E’ stato un processo particolarmente difficile, sia professionalmente che umanamente, ma finalmente è stata fatta giustizia. Gisa è stata prosciolta perché è una persona malata. Adesso, passo dopo passo, dobbiamo aiutarla affinché torni alla normalità» ha detto dopo il verdetto l’avvocato Salvatore Del Giudice, legale di Adalgisa Gamba.
«Fondamentali per il verdetto di oggi sono state le perizie psichiatriche che hanno aiutato i giudici a entrare nella mente di Gisa e far luce sulla sua patologia», commenta la criminologa clinica Alessandra Bramante, consulente dell’avvocato dell’imputata.
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