Si è tenuta in parte a porte chiuse la quinta udienza del processo ad Alessandro Impagnatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano. Nessuno dei familiari era in aula, come richiesto l’avvocato di parte civile Giovanni Cacciapuoti che assiste la famiglia della vittima. Questo è avvenuto perché in aula sono state mostrate particolari immagini e dettagli sul rinvenimento del cadavere.
Giornalisti e pubblico hanno potuto rientrare in aula durante l’esame dei consulenti. E’ stato quindi spiegato che Giulia è stata colpita con 37 coltellate, aggredita alle spalle infatti non risultano lesioni di difesa né ferite frontali, e non poteva urlare a causa della prima coltellata alla laringe. Le lesioni mortali sono state due, come riporta il Corriere della Sera, di cui una alla carotide destra e l’altra alla vena succlavia sinistra. Queste hanno generato uno chock emorragico che ha provocato il rapido decesso della ragazza. La morte del feto invece è stata successiva a quella della madre, determinata dall’insufficienza vascolare provocata dall’emorragia materna.
Franco Tramontano, il papà di Giulia, ha scritto sui social prima della quinta udienza al Tribunale di Milano: “Nulla ci restituirà Giulia, abbiamo gridato a voce alta, lo faremo ancora, affinché sia fatta giustizia per lei e Thiago”.
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