E’ morta nello scoppio dell’auto sperimentale esplosa la ricercatrice Maria Vittoria Prati. Aveva conosciuto il marito, Fabio Murena, all’Università e i due non si erano mai lasciati. Dopo la morte della 66enne, ricercatrice del Cnr, l’uomo si racconta.
A Il Mattino, Murena, ha spiegato che la priorità per lui è sapere la verità e avere chiarezza su quello che è accaduto con esattezza. Ha saputo dell’incidente da una persona che aveva soccorso la moglie: “Mi ha contattato al telefono uno dei soccorritori di mia moglie. Era esplosa l’auto da pochi minuti e mi sono precipitato in ospedale”.
Una donna brillante, mamma e ricercatrice. “Abbiamo una figlia che oggi ha 31 anni. Maria Vittoria era una ricercatrice di alto livello professionale, preparata, appassionata, instancabile e, allo stesso tempo, con un animo generoso e umile. Era una donna e mamma affettuosa e dolce. Era una gran lavoratrice, sempre proiettata con entusiasmo nelle sue ricerche. La sua serietà professionale non limitava la sua femminilità. Non è un caso che, soprattutto, le studentesse avessero una forte ammirazione per lei che rappresentava un esempio di come conciliare il rigore del ricercatore con la dolcezza che solo le donne possiedono”. Ora bisogna solo sapere la verità.
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