Alla base del duplice omicidio, avvenuto lo scorso giovedì a Sant’Antimo, ci sarebbe l’ossessione di Raffaele Caiazzo per Maria Brigida Pesacane. Lei, la moglie del figlio, di 24 anni, sarebbe stata per lui un tormento, l’avrebbe desiderata al punto da ucciderla e da uccidere il marito della figlia in quanto lo riteneva interessato alla giovane.
E’ così che lo scorso giovedì mattina ha ammazzato Luigi Cammisa, 29 anni, mentre andava a lavoro per poi andare a casa della nuora e uccidere anche lei, con i due figli di 2 e 4 anni in casa. Secondo il suo stesso figlio, Alfonso Caiazzo, il padre era ossessionato sa sua moglie e credeva che avesse una relazione amorosa con il genero. La sera prima i due avevano litigato perchè addirittura il padre gli aveva detto di aver avuto un rapporto con la moglie. Geloso in maniera ossessiva, aveva perso la testa per lei e credeva che Luigi ne fosse altrettanto invaghito.
L’ordinanza del gip che convalida l’arresto dell’uomo riporta come abbia agito “in maniera lucida e spietata, accecato da un’assurda convinzione”. Anna, figlia di Caiazzo e moglie di Cammisa, si è detta certa che “l’uccisione di mio marito sia un estremo atto di gelosia di mio padre, che poi è andato a casa di mia cognata, uccidendo anche lei, perché convinto che, andando in carcere, non gli sarebbe stato più permesso di vederla, né di starle vicino”. Mercoledì sera il confronto in famiglia in cui aveva ammesso di non aver avuto la relazione con la nuora ma che Cammisa avesse dichiarato di aver avuto da lei un figlio. Insomma deliri e follie che l’hanno condotto a un duplice omicidio.
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