Cultura

Stefano Bollani cittadino ad honorem di Napoli. Dal Teatro San Carlo per una Rapsodia in blu al Teatro Trianon dipinto d’azzurro, stupor mundi

“Ciao Stefano, hai dormito nel mio letto?”. Mi guarda e fruga nella memoria. Sgombero subito il campo da ogni insinuazione, aveva affittato casa mia a Milano in via Pontida. Lo avevo lasciato sul Bevedere di Villa Rufolo al Festival di Ravello. Che belsentire! Ero al Teatro San Carlo per una sublime esecuzione di George Gershwin. Stefano Bollani è tanta roba insieme: compositore, pianista, cantante italiano, scrittore, attore teatrale, umorista e showman.

Cittadino ad honorem di Napoli, e Napoli se la porta nel cuore e nelle note. Lo presenta Maurisa Laurito, vestita d’azzurro, che da quando è direttore artistico del Trianon Viviani, riconfermata per altri tre anni, ha riportato il teatro ai fasti del suo glorioso passato. Da santuario della musica napoletana a tempio della musicalità mediterranea. Nel cuore di Forcella che pulsa di vitalità ritrovata e proprio come la Sanità sta rivivendo un suo ri/nascimento.

La vittoria dello scudetto ha fatto poi da amplificatore. Certo quando, calendario alla mano, ha confermato la data, unica, gettonatissima da sold out, non poteva certo immaginare la Grande Coincidenza. Bollani si presenta con maglia azzurra da Forza Napoli e attacca subito con i dovuti omaggi alla tradizione partenopea. Un “one man show” irripetibile, in cui tutto può accadere: un Assoluto, un viaggio a perdifiato, da Carosone, al jazz con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta.

Poi entra Valentina Cenni, bella e brava, e moglie, e quando cantano insieme portano in scena l’amore, e ci scopriamo pure noi innamorati, anche solo di un ‘idea. Io li ricordo ancora dalla loro casa immaginaria piena di musica, in “Via dei Matti Numero 0” aveva intrattenuto il pubblico televisivo di Rai Tre. Una sorta di talk show musicale intelligente, raffinato. Curioso, onnivoro, Bollani, appassionato di tutto quanto sta sopra, sotto, intorno alla musica, a cominciare da chi la scrive e la interpreta.

Fine concerto: di già ? Il tempo scandito da lui corre piu’ veloce delle sue dita, già velocissime che si inseguono sul piano. E’ il pubblico a decidere il bis: Bollani annota diligentemente le richieste per poi eseguire un medley imprevedibile all’insegna del virtuosismo e dell’irriverenza. E dell’improvvisazione. Grazie maestro, anche a nome della città.

Januaria Piromallo

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