Cronaca

Gambizzato per difendere lo scooter a Napoli, il racconto: “Il motorino mi serve, non si può rischiare la vita così”

Ha rischiato di morire a causa di un tentativo di rapina. Vittima del brutale episodio avvenuto lo scorso 29 marzo un ingegnere di 31 anni che è stato gambizzato a Napoli per aver difeso il suo motorino mentre due malviventi hanno provato a portarglielo via a una pompa di benzina nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Ingegnere ferito in tentativo di rapina, il racconto

L’operazione d’urgenza ha avuto un esito positivo, ma il percorso di riabilitazione sarà lungo, il 31enne è attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale del Mare. In un’intervista a Il Mattino ha raccontato che adesso vuole solo tornare a casa. Ha spiegato di avere ancora molta paura per ciò che gli è accaduto: “La notte non riesco a dormire, se ci ripenso mi vengono gli incubi. Ora desidero solo lasciarmi alle spalle quanto accaduto sperando che nessun’altro debba mai ritrovarsi in una situazione del genere: non è possibile, non si può accettare il fatto che si debba rischiare la vita per uno scooter“.

Ha poi spiegato il motivo della sua reazione: “In quei momenti si reagisce di istinto. Non c’entra il coraggio. Il pensiero principale, quello che ha preso corpo al momento della rapina, riguardava tutti i sacrifici che avevo fatto per comprare lo scooter. Lavoro, sono un ingegnere: in quegli istanti ho visto il rischio che venissero vanificati tutti gli sforzi che avevo fatto“.

Chiaramente ha avuto paura ma non ha voluto cedere: “Lo scooter mi serve per percorrere la distanza tra la casa dei miei genitori, al centro storico, e quella dove abito con la mia compagna, in provincia di Napoli. Non sarebbe stato giusto, per assecondare un atto di prevaricazione da parte di due delinquenti, consegnare non solo la scooter ma soprattutto privarmi della possibilità di raggiungere facilmente la mia famiglia“.

Oggi ringrazia l’uomo straniero che era alla pompa di benzina al momento della rapina: “Sì, voglio ringraziarlo per non essere fuggito via e avermi aiutato. Chi ha messo in atto quella rapina aveva una pistola ma, nonostante questo, lui non è andato via. Sono stato ferito, ero a terra sanguinante, non so cosa sarebbe potuto accadere. Devo a lui la possibilità di essere stato soccorso velocemente e vorrei che gli giungesse il mio grazie“.

La sua vicenda ha avuto un gran risalto su media e giornali. È un dato positivo?
«È utile che se ne parli ma, allo stesso tempo, alcuni aspetti della vicenda è bene che vengano tutelati per consentire

redazione

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