Non andrà a processo il medico che ha amputato il pene di un 69enne per errore. La vittima di quanto accaduto è un uomo di origini aretine e la sua storia era diventata virale in poco tempo.
L’episodio risale al novembre del 2018 quando a un uomo è stato amputato il pene attraverso un intervento chirurgico perché si credeva che avesse un tumore. Nello specifico i medici avevano sospettato una “patologia tumorale al pene”, ma gli esami istologici effettuati, secondo i legali del paziente, in modo tardivo, avevano rivelato che non c’era alcun cancro.
Il medico che ha effettuato l’intervento, però, non andrà a processo. Per il Tribunale di Arezzo la querela sarebbe arrivata in modo tardivo e per questo non si potrà procedere. E’ tutt’ora in corso, però, il processo civile e il paziente chiede un risarcimento di 400mila euro. Il legale del 69enne ha spiegato alla Nazione: “Chiederemo giustizia per l’invalidità permanente del nostro assistito, per quella temporanea del post operazione e per il danno morale, non ancora quantificato: la perizia psichiatrica che porteremo dimostra un forte stato depressivo del nostro assistito“.
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