Spettacolo

LDA, il del momento più brutto: “Iniziai a cantare e se ne andarono tutti. Ero distrutto. Papà Gigi mi disse che non mi avrebbe aiutato”

La carriera artistica, si sa, è fatta di gioie e dolori, anche quando il tuo cognome è D’Alessio e il tuo papà è uno dei cantanti italiani più famosi nel mondo. Però le porte in faccia hanno permesso a Luca, in arte LDA, di arrivare in alto, partecipare ad Amici e a Sanremo. Insomma tutte le esperienze negative gli sono servite per spiccare il volo.

LDA: “Se ne andarono tutti, rimasero in tre tra cui due miei amici”

Ha raccontato un’esperienza davvero brutta vissuta agli esordi, durante un’intervista a Ciao Maschio, il programma di Rai 1 condotto da Nunzia De Girolamo. “Prima giocavo a calcio, ma mentre lo facevo nella mia testa cantavo. A un certo punto ho capito di voler fare quello nella vita. Papà mi portava sempre ai suoi concerti, ed io da dietro il palco lo guardavo e pensavo ‘quanto vorrei esserci io su quel palco’. Verso i quattordici anni andai da mio padre e gli confessai di voler fare il suo stesso lavoro. Mi misi a piangere, perché ero davvero convinto che fosse una cosa sbagliata, forse per l’immaginario collettivo che “il figlio di” fosse una figura raccomandata. Papà mi disse una cosa che mi porterò dietro per tutta la vita: ‘Ricordati sempre che io non ti metterò mai il pesce a tavola. Io posso darti una canna da pesca, ma devi essere tu a pescarlo e a cucinartelo’. Quindi la fortuna più grande è avere un padre che ti da tanti consigli.”

A quel punto iniziò il duro lavoro di Luca. “Mi presentavo nei locali, rompendo le scatole a tutti, chiedendo di cantare. Ai miei non raccontavo nulla, dicevo di uscire con gli amici. Una volta sono andato a cantare in un locale a Napoli, dove c’erano 500 persone. Inizio a cantare e, te lo giuro, ne restano tre, due erano miei amici. Sono tornato a casa distrutto e mi sono detto ‘ io non posso fare questo nella vita’. Per la prima volta mi è mancato il coraggio di continuare. Per cinque mesi non ho fatto musica, non ho ascoltato musica, entravo in macchina e spegnevo la radio. Avevo 17 anni, dopo qualche mese scrissi ‘Quello che fa male’ e l’ho presentata ad Amici. Lì ho avuto il coraggio di farmi vedere.”

redazione

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