Vuole raccontare la sua storia non per lanciare accuse, ma perché vuole che sia fatta chiarezza è quanto è accaduto a lei e alla sua bambina non capiti più a nessuno. Giulia, la 31enne napoletana che lo scorso 21 febbraio è stata sottoposta a un cesareo d’urgenza e ha perso la bambina che ha dato alla luce, ha raccontato quei terribili momenti in un intervista a Il Mattino. “Sono intervenuti troppo tardi per questo mia figlia è morta“.
La giovane era per strada quando le si sono rotte le acque. Si è diretta al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania dove l’hanno ricoverata. In un primo momento sembrava che la bambina stesse bene, dai tracciati era tutto regolare. Poi i medici, il giorno dopo il ricovero hanno deciso di indurle il parto e stando a quanto racconta Giulia, lì sarebbero iniziati i problemi: “Dolori molto forti all’utero e i battiti della bambina che rallentavano. Dopo la seconda pillola, stavo così male che mi hanno somministrato un farmaco via flebo per ridurre il dolore e le contrazioni, sentivo una violenta tachicardia e, nel frattempo, proseguivano a farmi visite interne“.
Poi è stata trasportata in sala operatoria dove i medici le hanno fatto un cesareo d’urgenza: “Quando ho riaperto gli occhi, sapevo che qualcosa era andata male. Ho detto: è morta? Ricordo le mie urla di disperazione e i sanitari che mi parlavano di un distacco di placenta all’improvviso che non si poteva prevedere e, a causa del quale, non era arrivato ossigeno al cervello di Camila“. Purtroppo il cuoricino della piccola non ha retto.
“Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale, è stato eccellente e, ho visto, che hanno fatto di tutto per la mia piccola che ho tenuto in braccio fino a poco prima che il suo cuoricino si fermasse“. Poi il ricordo troppo doloroso della sua piccola: “Un fagottino di due chili e 800 grammi, bellissima che abbiamo fatto benedire, mettendole la sua prima tutina“.
Il marito di Giulia ha immediatamente sporto denuncia nei confronti della struttura sanitaria, sulla vicenda è stato aperto un fascicolo e l’ospedale ha avviato un’indagine interna. Ora bisognerà fare chiarezza, gli inquirenti dovranno verificare che le procedure siano state corrette. “Ho fatto una gravidanza splendida – ha ribadito Giulia a Il Mattino – senza alcun problema e sono arrivata in ospedale a 37 settimane e 5 giorni, la bimba stava bene“. Per questo non si spiega cosa sia accaduto e vuole che sia fatta chiarezza.
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