Associazione di tipo mafioso e finalizzata al traffico di droga (cocaina e hashish), violazione delle norme su armi ed esplosivi, estorsione e impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche: sono i reati che i carabinieri del nucleo investigativo e la DDA di Napoli contestano ai destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare ritenuti appartenenti al clan Mazzarella. I militari dell’arma, nel corso delle indagini, hanno scoperto il crescente interesse del clan nel settore del commercio e della distribuzione degli idrocarburi.
I provvedimenti cautelari sono in esecuzione nei confronti degli indagati a Napoli (quartieri San Giovanni a Teduccio, Ponticelli, Fuorigrotta) e anche in provincia (comuni di San Giorgio a Cremano e Portici). Nel quartiere partenopeo di Fuorigrotta, su disposizione dell’Autorità giudiziaria è in corso il sequestro di un distributore di carburanti. Emerge chiaramente l’interesse del clan Mazzarella al settore del commercio e della distribuzione degli idrocarburi nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli che oggi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (sostituti procuratori Antonella Fratello e Alessandra Converso) ha notificato 24 misure cautelari ad altrettanti indagati, 9 dei quali già in carcere.
L’attività investigativa riguarda il periodo tra il febbraio 2018 e il gennaio 2020. Il clan Mazzarella è rivale dell’Alleanza di Secondigliano e con le intercettazioni degli investigatori si riesce anche a documentare la contrapposizione armata con il clan Silenzio (facente appunto parte della galassia di gruppi malavitosi satelliti dell’Alleanza) in cui si inquadrano i lanci di bottiglie molotov su autovetture e motocicli risalenti al 29 agosto del 2018. A capo del clan ci sono Ciro Mazzarella e Salvatore D’Amico: di appannaggio di quest’ultimo, sono i quartieri orientali partenopei di San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, nonché i comuni della provincia San Giorgio a Cremanio e Portici. In quelle zone, lo spaccio delle sostanze stupefacenti è nelle loro mani, come anche la vendita delle sigarette di contrabbando.
Le misure cautelari in carcere notificate oggi dai militari dell’arma, nell’ambito del blitz tra Napoli e provincia contro il clan Mazzarella, riguardano Ciro Mazzarella (nato a Napoli il 3.5.1971); Salvatore D’Amico (nato a Napoli il 20.09.1998); Umberto D’Amico (nato a Napoli il 16.05.1996); Gabriele Salvatore D’Amico (nato a Napoli il 13.08.1997); Giovanni Borrelli (di Antonio, nato a Portici (Napoli) il 25.12.1969); Antonio Catino (nato a Napoli il 22.08.1989); Alessandro Nocerino (nato a Napoli il 22.02.1977); Pasquale Nocerino (nato a Napoli il 02.03.1974); Pasquale Nocerino (nato a Napolil 04.04.1974); Francesco Tabasco (nato a Napoli il 02.11.1994); Giacomo Urio (nato a Napoli il 08.04.1979); Giovanni Urio (nato a Napoli il 18.01.1995); Pasquale Urio (nato a Napoli il 20.01.1986); Pasquale Ariosto (nato a Napoli il 27.9.1983); Salvatore Autiero (nato Napoli il 6.4.1982); Salvatore D’Amico (nato a Napoli il 01.08.1973); Gennaro Improta (nato a Napoli il 6.8.1976); Umberto Luongo (nato a Napoli il 29.7.1977); Giovanni Musella (nato a Napoli il 28.5.1981); Giovanni Salomone (nato a Milano il 12.7.1967); Giovanni Improta (nato a Napoli il 16.10.1977). I destinatari della custodia cautelare agli arresti domiciliari sono invece Maria Urio (nata a Napoli il 08.04.1979); Anna Dentice (nata a Napoli il 15.10.1991) e Mariano Monaco (nato a Napoli il 19.07.1976).
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