Il giudice per le indagini preliminari, Federica Colucci, si è opposta alla richiesta di archiviazione delle indagini in Turchia per la scomparsa di Angela Celentano. Il gip ha infatti chiesto un approfondimento su una serie di documenti e soprattutto sull’identità di un uomo.
Una pista turca era stata seguita nel 2009, poi due anni fa una nuova denuncia aveva portato alla riapertura da parte della Dda di Napoli di un fascicolo, che ipotizzava – contro ignoti – la riduzione in schiavitù. Con una serie di accertamenti che si sono avvalsi di tecnologie sofisticate era stato escluso che la ragazza in Turchia potesse essere Angela Celentano.
Ma secondo il gip ci sono state una serie di imprecisioni nelle indagini, nello specifico sul veterinario che sarebbe stato il presunto padre adottivo di Angela Celentano. All’epoca sarebbe stata perquisita l’abitazione di un collega e non dell’uomo che presumibilmente sarebbe potuto essere il padre della ragazza scomparsa quando era solo una bambina e che oggi avrebbe trent’anni. Da qui la decisione della Colucci di riaprire la pista turca.
Intanto la famiglia tramite il legale Luigi Ferrandino segue gli sviluppi delle indagini, ci sarebbe quel dettaglio del neo, ritenuto identico, che riaccende la speranza: “Stiamo cercando di acquisire materiale biologico per poi eseguire il test del DNA”, queste le parole del legale.
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