“Quando me lo sono trovato davanti l’ho subito riconosciuto. Era lui, l’uomo delle fotografie viste tante volte“. Il colonnello Lucio Arcidiacono e la sua squadra del Ros dà la caccia a Matteo Messina Denaro da otto anni. Intervistato da La Repubblica ha raccontato i momenti dell’arresto del boss latitante e anche cosa ha provato: “Un’emozione grande, mi sono arruolato nei carabinieri un anno dopo le stragi Falcone e Borsellino“.
Arcidiacono ha raccontato anche le parole di Messina Denaro. “Mi ha detto: ‘Lei lo sa chi sono io’. E poi ha aggiunto: ‘Mi chiamo Matteo Messina Denaro’“. “Le indagini di questi anni – ha aggiunto il colonnello dei Carabinieri – ci hanno sempre rassegnato l’immagine di un mafioso diverso dagli altri: prima stragista, poi aveva intrapreso un suo percorso, tutto dedito agli affari. Ebbene, oggi abbiamo avuto la conferma: è all’opposto dello stereotipo del classico mafioso di un tempo. Indossava un orologio molto costoso: un Richard Mille da 30mila euro. E poi parla abbastanza bene, ha un tono di voce calmo, pacato“.
Una volta portato nella sede dei Ros, Messina Denaro “ci ha fatto i complimenti per come lo avevamo trattato nelle fasi dell’arresto e poi ci ha dato atto del lungo lavoro fatto per arrivare alla sua cattura. In caserma gli abbiamo detto se voleva mangiare qualcosa, se voleva bere, se aveva bisogno di farmaci. Ci ha chiesto solo un pò d’acqua“, ha concluso Arcidiacono.
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