La classifica delle migliori pizzerie di Napoli e di conseguenza della pizza napoletana più buona, redatta dal The Guardian (prestigioso quotidiano britannico), ha scatenato giubilo da parte dei premiati e polemiche da parte degli esclusi. Innanzitutto, c’è da dire che da tempo pizzaiolo e pizza migliori, sono a Caserta e non nel capoluogo campano (il riferimento è ai Masanielli).
Questo è già un aspetto che dimostra come sia cambiata la geografia della pizza. Tra le esclusioni eccellenti figurano, Sorbillo, Concettina ai Tre Santi, 50 Kalo, I fratelli Salvo e soprattutto Michele a Forcella. A rendere speciale la pizza napoletana, secondo il The Guardian, è il prezzo e in generale il suo rapporto con la qualità del prodotto. Di seguito i parametri utilizzati per la valutazione:
Aspetto: “Cornicione tondo, regolare e alto almeno 2 cm, piccole bolle ovunque, centro della pizza morbido”; impasto: “Bella struttura aperta per evidenziare una buona lievitazione”; base: “Macchiata di scuro senza essere bruciata e niente riflessi gialli che segnalano l’abuso di farina e rendono la pizza amara”; condimento: “mix ben amalgamato di pomodoro, mozzarella e basilico come vuole la classica margherita”.
Starita, Tutino, Lombardi, Antica pizzeria Port’Alba, Pizzeria d’è Figliole, Pizzeria Di Matteo, Gorizia 1916, La Notizia, Da Attilio, Fratelli Cafasso.
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