di Januaria Piromallo
Una ventina di ragazzi, educati, di buone maniere, marchigiani che parlano con quel accento raffinato. Un’allegra comitiva che ha preso l’autobus da Ancona per passare un Capodanno respirando quell’aria di ri/rinascimento di Napoli. Anche loro volevano negli occhi l’incanto di tanta bellezza, invece se li sono trovati neri e pesti.
Aggrediti senza nessuna ragione dai vicini di tavolo, un gruppetto di tracotanti napoletani, numericamente inferiore, ma che menava come una macchina di guerra. I miei amici avevano riservato la sala da pranzo di un noto ristorante a Mergellina. Un privè per starsene per conto loro: 100 euro a persona ( che già mi sembra un’enormità).
Prego il conto, servito insieme all’antipasto fatto di panzerotti e croquet. Da pagare subito. Nel caso tentassero la fuga dopo mezzanotte. Se fossi stata al loro posto me ne sarei andata subito: presente quando il napoletano applica il principio di presunta disonestà agli altri.
Pare che la scintilla sia stata un bagno occupato: con la tracotanza del voi siete a casa mia e hanno incominciato a bussare villanamente alla porta del bagno. Il resto è degenerato, sono volati pugni, calci e insulti. La polizia è stata chiamata, ma non è venuta. Dario M., 24 anni, è finito all’ospedale con il naso rotto e una decina di punti. Non si comincia così un nuovo anno!
N.B. (Immagine di repertorio)
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