Giulio Giaccio, operaio di 26 anni, è stato ucciso da finti poliziotti per errore. A comandare il suo omicidio il boss dei Polverino, ma a commettere lo scambio di persona furono i killer. Dopo 23 anni anni il caso appare risolto. Il ragazzo fu sequestrato nell’estate del 2000 a Pianura e ucciso con un colpo alla tempia, per poi essere disciolto nell’acido.
Carlo Nappi e Savatore Cammarota sono i due destinatari della misura cautelare notificata stamattina su richiesta della Dda di Napoli. Sotto accusa anche il pentito Roberto Petrone. sono tutti accusati di omicidio e occultamento di cadavere. Come riporta il Mattino, il boss intendeva vendicarsi di un tale Salvatore che avrebbe intrattenuto una relazione con il pentito, ma ci fu uno scambio di persona. Giulio apparteneva a una famiglia per bene ed era totalmente estraneo alla camorra.
La svolta arriva al termine delle indagini dei pm Mariella Di Mauro, oggi procuratore aggiunto a Napoli nord, insieme al lavoro dei carabinieri. Le indagini non solo hanno fatto emergere i nomi e anche un dato davvero terribile ovvero che dopo il colpo alla tempia il ragazzo fu portato in un campo desolato in periferia e poi sciolto nell’acido.
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