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Ischia, dopo la frana già spuntano i ‘luoghi di culto’: ecco il ‘Cimitero delle auto’

Salendo dal porto verso il centro di Casamicciola, sono ancora visibili i danni causati dalla frana abbattutasi sull’isola nella notte tra il 26 e il 27 novembre. Superato un piccolo parco giochi diventato deposito di materiali e detriti e percorrendo una strada ricoperta di fango, è possibile scorgere ai lati gli edifici distrutti. Prima di accedere al cuore della zona rossa, si nota sulla sinistra la carcassa di un’automobile.

Non è una vettura qualsiasi, è un carro funebre. Sembra quasi un segno, un simbolo di morte e distruzione causate da quella maledetta valanga. Come nei migliori film dell’orrore, quell’auto rappresenta un invito o meglio un avvertimento: “Perdete ogni speranza voi che entrate“, parafrasando il sommo poeta Dante Alighieri. E in effetti quella macchina con una croce sul tetto anticipa ben altro spettacolo.

Pochi metri e sempre sulla sinistra appare il portone aperto di un palazzo. Lo spazio d’ingresso è grande così come il cortile che si intravede dall’esterno. Dentro c’è un luogo praticamente diventato di ‘culto’ e purtroppo emblema del disastro che ha colpito l’isola d’Ischia: il ‘Cimitero delle auto’. In questo spazio sono raccolte tutte le carcasse e i resti delle automobili distrutte e trascinate via dalla frana. Ovviamente per ora il ‘cimitero’ è tale per gli isolani che lo hanno chiamato così.

I pezzi di ferro accumulati sono stati appoggiati in quell’area. Ma tragedie del genere hanno anche bisogno di una narrazione, di uno storytelling. Ed è in questo scenario che inquadriamo il ‘Cimitero delle auto’, immagine iconica del dramma che ha colpito l’Isola verde.

LIVE – Il video tra le persone sfollate

LIVE – Il video nella ‘zona rossa’

Le foto da Casamicciola