“Il nostro obiettivo è quello di avere in quartiere normale. Dove i nostri figli possano crescere e vivere senza problemi e paure“, a dirlo sono Lello Cretella e Chiara Mafrolla, che insieme ad Antonio Corradini e Alfonso Di Napoli, fanno parte del Comitato Orgoglio Vasto. Un’associazione che da quasi 10 anni si batte (a suon di denunce e iniziative) per ottenere servizi migliori per il quartiere. Una zona di frontiera quella del Vasto, territorio che circonda l’intera zona di piazza Garibaldi, collegandosi con Poggioreale da un lato e con il centro storico dall’altro.
Un quartiere che purtroppo troppo spesso fa notizia per l’immondizia abbandonata in strada, per il verde incolto, per le buche perenni ma soprattutto per l’integrazione difficile e problematica con le persone extracomunitarie. “L’alta concentrazione di Cas (centri di accoglienza straordinaria, ndr) ha creato dei ghetti – ha spiegato Cretella – Tante persone abbandonate in questo quartiere e sopratutto inoccupate che vivono ai margini della società sopravvivendo solo grazie alle attività illecite“.
“Ci siamo relazionati spesso e bene con la precedente amministrazione – ha raccontato Mafrolla – Avevamo ottenuto lo stop alla vendita selvaggia di cibo e alcolici e anche gli orari per il mercatino etnico. Ma dopo periodi di maggiori controlli siamo tornati nella totale indifferenza. Per carità c’è chi si è integrato bene e vive qui da tanti anni ma molte persone campano ai margini della legalità, addirittura dobbiamo guardare i loro piccoli mentre fanno i bisogni in strada“.
Gruppi di ragazzi che si picchiano con bottiglie di vetro rotte, giovani vittime dell’alcol e della droga che vagano in strada e poi l’ultimo fatto che ha riacceso i riflettori sul Vasto: un ragazzo di colore e una senza tetto beccati ad avere un rapporto sessuale in strada. “Il quartiere negli ultimi dieci anni è peggiorato – ha affermato Cretella – Tante attività storiche e artigianali sono chiuse. Gli imprenditori qui non investono a causa del degrado e chi ha investito, soprattutto nel turismo, se ne sta pentendo“.
Già il turismo, perché il quartiere è in effetti la cartolina di ingresso per la città. “Forse proprio questo spinge le amministrazioni a non fare nulla – ha dichiarato Mafrolla – A dare per scontato che per il Vasto i turisti continuino per forza a passare. Ma a noi residenti chi ci pensa? Non ci sono aree verdi o spazi per bambini. Anche la chiesa ci ha abbandonati. Eppure questo è un quartiere che ha enormi potenzialità“.
Neanche la nuova piazza Garibaldi ha dato una scossa alla zona: “È uno specchio per le allodole – ha denunciato Cretella – La piazza è nuova e ben fatta anche se già degradata in alcune sue parti e poi nelle strade circostanti c’è il più totale abbandono“. Ma la speranza è l’ultima a morire: “C’è un progetto in corso che ha coinvolto l’Università di innovazione sociale, il terzo settore e alcuni privati. Un’iniziativa della quale non vogliamo svelare nulla, che partirà tra giugno e settembre e che speriamo possa dare nuova vita al quartiere“.
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