La figlia ha un tumore, imprenditrice napoletana: “Sto imparando a credere nel miracolo, a credere che la sofferenza non è eterna”

Sono parole amare, di dolore, quelle di Ornella Auzino, imprenditrice tessile napoletana. Sua figlia ha un raro tumore, scoperto solo 4 mesi fa in seguito a controlli. La donna ha spiegato, in una lettere inviata ad alcune testate tra cui Il Mattino, che al Santobono-Pausilipon ha trovato medici eccezionali in grado di fornire cure alla figlia, ma di donare anche tanta umanità. Cosa non semplice da trovare negli ospedali.

Ornella ha voluto comunicare il proprio stato d’animo di fronte  auna battaglia che logora ogni genitore, in cerca di qualsiasi forza interiore per poter affrontare il peggio.

“Quando ti si ammala un figlio non solo devi imparare a sopravvivere al dolore ma devi acquisire tante competenze.
La prima fra tutte è capire che cosa sta succedendo e le cure.
La responsabilità di scegliere la giusta cura è qualcosa che ti attanaglia per tutte le giornate che verranno dalla notizia peggiore che tu possa ricevere.
Così provi a capirne qualcosa e scopri un mondo.
Le cure tradizionali che prevedono chemio e non solo.
Le cure alternative come quella “di bella”.
Le cure alimentari e di integrazione.
Le cure spirituali.
Le cure e tutte quelle che non conosco ancora.
Ogni approccio alla malattia ha i suoi pro ed i suoi contro.
Ogni terapia ha dietro dei business anche quelli delle cure sperimentali o altri, prendono soldi per fornirti informazioni.
Tutti hanno la soluzione giusta.
Tu da genitore ti senti sempre un po’ coglione e delle volte provi un grande senso di sconforto a leggere i commenti liberi di invasati sui social.
La paura di sbagliare ti assale e provi a sedarla con piccoli mantra interiori che ti crei con il tempo.
Impari poi a fare la mediatrice, a gestire il panico di tua figlia, a fare il clown, il motivatore, l’insegnante e chi più ne ha più ne metta.
Non basta il dolore della malattia che colpisce tuo figlio, c’è anche altro intorno.
In questi giorni di silenzio sono stata in ospedale anzi in due ospedali con Fede.
Incontri la sofferenza di altri e l’abbraccio inaspettato di chi condivide con te magari pochi giorni in camera insieme.
Ti trovi a gioire per piccole cose.
Siamo tra mille peripezie riuscite a tornare a casa per Pasqua.
Fede ha fatto la sesta chemio.
Non è stata benissimo ed ha ovviamente i segni di questi mesi di malattia.
Le forze a volte mancano e bisogna sostenere la tenuta mentale, anche di ragazze forti come mia figlia Fede.
Sto imparando a coltivare la speranza di un miracolo e che tutto questo sia un brutto ricordo.
Ecco sto imparando a credere che la sofferenza non è eterna ed a coltivare la speranza.
Buona Pasqua a tutti e continuiamo a pregare in qualunque modo.
La mia grande Fede ne ha bisogno e lo merita.
Love you”. 

redazione

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