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“Ho fatto più io che il governo”: Jorit, l’artista finanziato dalla Regione che abbocca alla propaganda di Putin

Putin e il murale di Jorit. Le parole dello street artist dopo il successo ottenuto dall'opera dedicata a Dostoevskij hanno scatenato un dibattito

Politica
2 Aprile 2022 20:32 Di Andrea Aversa
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L’arte non va mai censurata. Ciò che è accaduto negli ultimi tempi, con i movimenti nati negli Stati Uniti che con il pretesto della lotta al razzismo hanno provocato l’abbattimento di statue e monumenti, è stato inaccettabile. Quest’ultimo mese, purtroppo caratterizzato dalla guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, abbiamo assistito ad una sorta di ‘vendetta’ nei confronti del patrimonio culturale russo. L’esempio più eclatante è stato quello avvenuto all’università Bicocca di Milano che ha impedito (facendo poi dietro front) una lezione del professore Paolo Nori su Fedor Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori e letterati della storia.

Putin e il murale di Jorit su Dostoevskij

Allo stesso tempo, però, artecultura non dovrebbero diventare mezzo di propaganda. E il murale realizzato da Ciro Cerullo, conosciuto come Jorit, e dedicato proprio a Dostoevskij, ha dimostrato l’esatto contrario: quanto un’opera possa essere strumentalizzata dalla politica. Nello specifico da quella messa in atto da Vladmir Putin. “Assurdo, Putin parla del murale di Dostoevskij a Napoli. È mai possibile che sono riuscito a fare più io, semplice cittadino, per la pace con un murale che il nostro governo? Mi sorge il dubbio, ma se Putin ‘si apre’ all’ occidente con un semplice murale, cosa farebbe in caso di proposte di pace SERIE? Ma non è che in fondo in fondo ai nostri leader questa guerra fa quasi comodo? Sono domande eh…“.

Il post su Facebook

Sono state queste le parole scritte dall’artista napoletano autore di molti murales famosi in tutto il mondo. Il suo post pubblicato su Facebook è nato in risposta alle dichiarazioni del leader del Cremlino: “Penso che molti sappiano, abbiano visto, come a Napoli uno street artist di recente abbia dipinto sul muro di un palazzo il ritratto dello scrittore russo Fedor Dostoevskij, ormai cancellato in Occidente. Dà ancora speranza, attraverso la simpatia reciproca delle persone, attraverso una cultura che collega e unisce tutti noi, la verità sicuramente si farà strada“. Davvero Jorit crede che con queste parole lo Zar abbia voluto offrire all’Occidente ‘brutto, sporco e cattivo’ un’apertura? Davvero Cerullo pensa che al presidente russo interessi il suo murale? Non è che a Putin, forse, possa far comodo aizzare l’opinione pubblica europea e americana contro i loro governi colpevoli di “voler cancellare la cultura russa?“. Non è più probabile che al Cremlino abbia dato fastidio una reazione così unita e decisa dell’Occidente in difesa dell’Ucraina, con l’Italia in prima linea sul piano internazionale come non accadeva da anni?

Le dichiarazioni dello street artist e il progetto con la regione Campania

Noi siamo felici che il murale di Jorit abbia avuto un enorme successo e dato il via a questo dibattito pubblico. Conosciamo anche le capacità dell’artista e la bellezza delle sue opere. Molte di queste sono finanziate dal ‘potere forte’ della Regione Campania. Palazzo Santa Lucia è spesso sostenitrice dei progetti sociali messi in campo dalla ‘Fondazione Jorit‘. E ci fa molto piacere che uno street artist politicamente schierato (che attraverso i suoi murales ha cercato di veicolare valori come quelli dell’uguaglianza e della giustizia), abbia trovato il modo di collaborare con le istituzioni per rendere protagonisti i giovani e gli studenti. Non possiamo però far finta di niente quando l’arte diventa preda di un’eccesso di egocentrismo che poi rischia di generare manifestazioni di parte, rimuovendo del tutto l’altra faccia della medaglia.

Le vittime di Putin

Per arricchire il discorso, potremmo ricordare il presunto accordo stipulato in tempi di covid dal governatore Vincenzo De Luca per le forniture del vaccino russo Sputnik. E le recenti ‘dolci’ dichiarazioni del presidente della regione Campania rivolte a Putin. Tale discussione aprirebbe però un ipotetico Vaso di Pandora, viste le polemiche esplose in queste settimane sulle possibili ‘infiltrazioni’ russe nel sistema sanitario e tecnologico italiano. Ma non è questo il luogo, insomma, non vogliamo fare i complottisti. Del resto, la guerra e le battaglie per la libertà sono fenomeni complessi. Ci sono, si, gli aggressori e gli aggrediti. C’è chi getta benzina sul fuoco (come il presidente americano Biden). Ma ci sono anche tante sfumature. E ci sono le vittime, come i centinaia di civili uccisi dalle bombe russe. I giornalisti (31 in totale da quanto Putin è al potere) e gli oppositori politici fatti fuori dal regime di Mosca. Le migliaia di persone arrestate in Russia solo perché manifestavano contro la guerra e il proprio governo. Se possiamo scriverlo o dipingerlo sopra un muro è soltanto perché viviamo in uno stato, imperfetto, ma democratico. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo o darlo per scontato.

Un nuovo murale

Anna Politkovskaja, Pavel Klebnikov, Sergei Yushenkov, Stanislav Markelov, Natalia Estemirova, Sergei Magnitsky, Boris Berezovsky, Boris Nemcov. Sono alcune delle persone contrarie all’autarchia del Cremlino misteriosamente ammazzate. È vero abbiamo divagato, il murale di Jorit era basato sul tema della censura dell’arte. Ma a questi cittadini russi è stata ‘censurata’ la vita solo perché avevano idee politiche diverse da quelle di chi è al comando e detiene il potere. Abbiamo chiesto a Cerullo, se qualcuno dovesse proporglielo, se fosse disponibile a dedicare un’opera a tutti loro. Sarebbe un bel gesto di unione e di vera apertura. Magari un ulteriore modo concreto di rendere l’arte e la cultura messaggeri e simboli di pace. Non abbiamo avuto una risposta ma conoscendo lo spirito dello street artist crediamo che accetterebbe con entusiasmo.

Putin e il murale di Jorit
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