La campanella suona e decine di bimbi tra i 2 e i 5 anni corrono felici per tornare in classe ad imparare. È questa l’immagine più bella che arriva dalla repubblica Centrafricana, uno dei paesi più poveri della Terra. Un luogo devastato da una interminabile crisi sociale e da un territorio impervio che rende tutto più difficile, dove però sorge una speranza. Nella grande distesa di sabbia del Centrafrica nasce la scuola Maison de la Réconciliation, una casa dove prende forma il futuro di tante bambine e bambini che lì vanno tutti i giorni a imparare.
Ed è anche un punto di riferimento importante per le loro famiglie. Il gruppo Romeo Gestioni, dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, ha deciso di contribuire al lavoro dell’Associazione Religiosa della Chiesa Evangelica della Riconciliazione nei villaggi della zona. Lo ha fatto contribuendo ai costi per un impianto fotovoltaico che garantirà continuità di energia elettrica ad una struttura di circa 10 stanze in parte adibita a scuola elementare.
La luce si accenderà come la speranza per tanti che lì vivono in condizioni di estremo disagio. “Finalmente dopo mesi di progettazione e di studio del territorio siamo riusciti ad aprire la scuola Maison de la Reconciliation – raccontano i membri dello staff che lavorano al progetto – Qui abbiamo bambini dai 2 ai 5 anni, ce ne sono 46. Pensiamo di influenzare non solo le loro vite ma anche le loro famiglie. Qui non c’è corrente, purtroppo il Governo non riesce a farla arrivare in questo villaggio. Tutto lo staff della scuola e i bambini ringraziano la Romeo Gestioni per aver finanziato un impianto fotovoltaico che ci permetterà di fare tante cose belle. Grazie di vero cuore”.
Negli anni la Romeo ha già contribuito alla realizzazione di un orfanotrofio a 25 chilometri dalla capitale che ospita circa 30 bambini. E ha intenzione di continuare a supportare anche altri progetti tra cui quello per la maternità e a sostegno della salute dei più piccoli.
Secondo il rapporto dell’Unicef del 2016 entro il 2030 in Africa si concentreranno metà delle morti tra i 0 e i 5 anni per cause prevedibili: 69 milioni di bambini che tra il 2016 e il 2030 potrebbero morire di fame o malattie che avendo le struttura adatte possono essere evitate. Rischi enormi anche per le madri spesso costrette a partorire in situazioni igienico sanitarie precarie. In tutto il paese 9 madri su mille muoiono durante la gravidanza o il parto.
Proprio a supporto di mamme e bambini che l’Associazione Religiosa della Chiesa Evangelica della Riconciliazione ha attivato una serie di progetti proprio lì nel cuore dell’Africa, per dare una mano e risollevare le sorti di una zona in grande difficoltà. Si chiama “Progetto maternità” e ha l’obiettivo di far diminuire il tasso di mortalità delle mamme e dei nascituri offrendo la giusta assistenza gratuita per tutti.
L’obiettivo sarà raggiunto attraverso la formazione continua del personale sanitario, la fornitura di medicinali e materiale sanitario di qualità, equipaggiamento tecnico e attività di promozione della salute materno-infantile. In 20 anni di presenza sul territorio, l’ARCER ha già costruito due orfanotrofi, a Berberati e Samba, una scuola e un centro informatico a Bambari, un laboratorio di taglio e cucito, un centro medico odontoiatrico a Bangui e infine una scuola e un dispensario in un villaggio di pigmei a Bobelè.
La solidarietà continua anche con il contributo di grandi aziende napoletane tra cui la Romeo. Ma serve l’aiuto di tutti. Basti pensare che nella Repubblica Centrafricana un terzo della popolazione non ha accesso alle cure essenziali. Lo Stato infatti riesce a garantire solo il 10% delle cure, non potendo contare sul contributo della popolazione stremata dalla guerra. Ad aggravare il tutto il conflitto civile seguito al colpo di stato del 2013 che ha dato origine a una profonda instabilità.
La guerra ha distrutto parte di quel poco che il servizio sanitario e di assistenza offriva alla popolazione: delle 801 strutture di cura presenti il 27,5% è stato raso al suolo e il tasso di accessibilità ai servizi sanitari in un raggio di 5 km è stimato al 62,5%. In questo contesto c’è tanto da fare e la partecipazione di tutti diventa fondamentale soprattutto per tutelare il diritto alla vita di donne e bambini.
Una poderosa espansione dell’anticiclone subtropicale sta per trasformare il clima di gran parte dell’Europa centro-occidentale in…
Un dolore profondo ha colpito Pupo, che nelle scorse ore ha annunciato la morte della madre…
Si è aperto tra momenti di forte tensione il processo per il femminicidio di Martina Carbonaro,…
Proseguono senza sosta le indagini sulla diffusione illegale dei video privati che coinvolgono il conduttore televisivo Stefano De…
Attimi di terrore nella notte a Scampia, dove un fortissimo boato ha svegliato centinaia di residenti…
Ospite nel salotto televisivo di Verissimo, Diego Armando Maradona Jr. ha parlato apertamente della fine del…