Arriva la conferma in Cassazione. Mario Perrotta, ex compagno di Arianna Flagiello la donna che nell’agosto del 2015 si tolse la vita lanciandosi nel vuoto dalla sua abitazione a Napoli, è stato condannato a 19 anni. Per la sua morte era stato ritenuto responsabile in primo e in secondo grado, e ora anche dai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte.
L’udienza si è tenuta nella mattinata di martedì i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, condannandolo anche al pagamento di ulteriori spese per le parti civili: i genitori, la sorella della vittima e l’Associazione salute Donna. Arianna si è tolta la vita a causa ”dell’intollerabile disperazione conseguita alle condotte maltrattanti del compagno”, è questa la conferma di quanto già scritto dai giudici d’Appello.
Perrotta è stato condannato a 19 anni di reclusione per maltrattamenti aggravati da morte come istigazione al suicidio e tentata estorsione diventa ora definitiva. Sono contenti le parti civili: ”E’ una sentenza che soddisfa tutte le parti civili – dice l’avvocato Giovanna Cacciapuoti legale di parte civile per Salute Donna – E’ importante vedere riconosciuta la responsabilita’ dell’autore di violenza. La particolarita’ di questa vicenda e’ che si e’ trattato di maltrattamenti morali, piscologici. Da questa condizione di maltrattamenti estremi ne e’ derivata la morte per suicidio”.
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