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“Napoli è il Terzo Mondo d’Europa”, giornale francese distrugge la città: debiti, camorra e cliché

Napoli come il Terzo Mondo d’Europa nel reportage di Le Figaro. Valerie Segond, corrispondente italiana che firma il servizio, descrive la città partenopea ancorata ai cliché. Un articolo scritto poco prima che Gaetano Manfredi diventasse sindaco di Napoli per cui Segond parla delle buone possibilità che il primo cittadino potrebbe avere se non fosse dichiarato tifoso della Juventus. Usa stereotipi chi parla di cliché e sbaglia. Manfredi, come sappiamo, ha vinto al primo turno e con il 63% delle preferenze.

Napoli è il Terzo Mondo d’Europa: le parole a Le Figaro

L’articolo, uscito sul cartaceo il 2 ottobre parla di: “Una vera città del Sud, ricca di problemi, di contraddizioni, affogata dai debiti e dal problema della camorra e più suscettibile ad eventuali cambiamenti. La cronaca di quei giorni è un punto di partenza per decifrare il presente e mettere a fuoco le priorità, le emergenze, i punti critici ma anche per sottolineare la grandezza di una città, che fa innanzi tutto riferimento allo sviluppo tecnologico. Voi avete una piccola Silicon Valley, autentiche eccellenze“.

In sintesi una città con problemi come la galleria Vittoria, Bagnoli, la metro incompiuta  e la disoccupazione. La salvezza invece sono la Apple.

“Noi abbiamo scelto di raccontare Napoli proprio perché immaginavamo che la vittoria sarebbe stata immediata e schiacciante – ha osservato a Il Corriere del Mezzogiorno la giornalista – perché Napoli è una città di riferimento per tanti francesi che ci vivono e la scelgono per i propri viaggi. É una vera città del Sud, ricca di problemi, di contraddizioni, affogata dai debiti e dal problema della camorra e più suscettibile ad eventuali cambiamenti. La cronaca di quei giorni è un punto di partenza per decifrare il presente e mettere a fuoco le priorità, le emergenze, i punti critici ma anche per sottolineare la grandezza di una città, che fa innanzi tutto riferimento allo sviluppo tecnologico. Voi avete una piccola Silicon Valley, autentiche eccellenze”.

Una specie di SputtaNapoli ciacco e medico. A difesa della città partenopea Toni Servillo ad Adnkronos.Parto da una constatazione: tra settembre e dicembre io ho tre film in sala di tre grandi autori campani, quindi mi sembra che il bilancio di questa città sia molto buono“, dice l’attore in occasione della presentazione napoletana del film di Sorrentino. “Io non saprei vivere da un’altra parte del mondo, quindi amo profondamente questo terzo mondo“, aggiunge. Dello stesso avviso Paolo Sorrentino che si limita a commentare: “Mi pare che Napoli si difenda benissimo da sola“.

redazione

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