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“Tenete un colloquio con un detenuto morto”, la scoperta dell’avvocato Mottola a Poggioreale: Antonio Alfieri era in condizioni disperate

Nessuno sapeva niente, né la famiglia, né l’avvocato. Così quando quest’ultimo si è recato presso il carcere di Poggioreale per avere un colloquio con il proprio assistito, ha avuto la seguente risposta: “Avvocà ma che tenete un colloquio con un detenuto morto“.

È stata questa la tragica scoperta fatta dall’avvocato Luca Mottola. Il detenuto in questione è il 51enne Antonio Alfieri tossicodipendente e deceduto presso l’ospedale Cardarelli di Napoli.

Secondo quanto riportato da Il RiformistaAlfieri è deceduto lo scorso 8 ottobre ma la notizia del decesso è stata resa nota soltanto il lunedì successivo, l’11. “Venerdì scorso avevo prenotato il colloquio con il mio assistito per oggi alle 13 – ha spiegato l’avvocato MottolaQuando sono arrivato in carcere mi è stata comunicata la notizia del decesso, da tempo chiedevamo il trasferimento in comunità per Alfieri che era gravemente malato“.

Il colloquio a Poggioreale dell’avvocato con un detenuto morto

La salma di Alfieri, imputato per porto, detenzione e ricettazione di armi da sparo clandestine, è a disposizione dei medici del Secondo Policlinico Federico II di Napoli. Qui sarà effettuata l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria. L’esame chiarirà il morivo del decesso.

Alfieri era gravemente malato. Era diventato vedovo da pochi mesi e i suoi familiari lo avevano abbandonato. “Non si reggeva in piedi, aveva bisogno di cure specializzate che il carcere non era in grado di fornirgli – ha affermato il suo legale – Più volte abbiamo fatto istanza di scarcerazione, in accordo con il Serd del carcere, puntualmente rigettata dal giudice“.

L’avvocato Mottola ha dichiarato quanto durante un’udienza il giudice Finamore si mostrò particolarmente contrariato nell’ascoltare le istanze per la scarcerazione di Alfieri: “Gli chiesi di alzare lo sguardo verso il monitor (Alfieri era in videoconferenza, ndr), avrebbe visto con i suoi occhi la sofferenza di un uomo, tossicodipendente, abbandonato dalla famiglia, vedovo da pochi mesi. Ma niente. Antonio non era degno dello sguardo di chi lo stava giudicando“.

LEGGI ANCHE – La storia di Francesco Palumbo, malato e morto in cella

Era lo scorso 2 ottobre quando l’avvocato Mottola ha sentito per l’ultima volta Alfieri: “Gli dissi di stare tranquillo e che avremmo fatto ricorso al Riesame“. Ma poi c’è stato il tragico epilogo, comunicato ben tre giorni dopo il decesso di Alfieri.

redazione

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