Aveva 49 anni ed era napoletano. Vincenzo Sigigliano è riuscito nell’estremo gesto che aveva già tentato di compiere tempo prima. L’uomo, detenuto presso il carcere di Sanremo, si è tolto la vita.
Il 49enne è stato trovato impiccato in cella. È accaduto lo scorso 27 luglio e quella volta gli agenti della Polizia penitenziaria e i suoi compagni, non sono riusciti a salvarlo. Vincenzo dopo il primo tentativo di suicidio fu spostato in un’altra sezione.
La famiglia con il supporto del Garante per i diritti dei detenuti della città metropolitana di Napoli, Pietro Ioia, ha sporto denuncia ai Carabinieri. Ai militari i parenti di Sigigliano hanno detto che il 49enne è stato abbandonato.
“Quattro o 5 giorni fa aveva tentato il suicidio – ha raccontato Salvatore Sigigliano, fratello di Vincenzo, a Il Riformista – Stava scontando una condanna per reati fatti 20 anni fa. Mio fratello faceva le truffe del ‘pacco di sale’. Ci diceva sempre che stava male. Poi lo hanno trasferito nel padiglione dei ‘sex offender’ anche se lui era un detenuto comune. Li la situazione è peggiorata finchè non ha deciso di farla finita. Ci chiediamo: perchè mio fratello non era piantonato visto che già aveva tentato il suicidio pochi giorni prima?”
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