Maxi operazione della Guardia di Finanza, che ha oscurato oltre seicento tra siti web, server e piattaforme Iptv pirata per la trasmissione ‘abusiva’ a pagamento delle partite dei Campionati Europei di calcio.
L’operazione e’ stato condotta dal Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche delle Fiamme Gialle e coordinata dalla procura di Napoli. A quanto si e’ appreso dagli investigatori, grazie a nuovi strumenti e innovative tecniche di indagine digitale sono stati identificati in tempo reale i “clienti” dei servizi illegali, ieri erano collegate oltre 100mila persone, senza pero’ eseguire perquisizioni ma agendo ‘da remoto”.
L’attività, spiega una nota, ha avuto origine dalla Uefa che, in qualità di titolare dei diritti di trasmissione dell’evento, segnalava la proliferazione di portali dediti allo streaming illegale delle partite in prossimità dell’inizio della manifestazione calcistica europea. Le preliminari attivita’ hanno riguardato l’identificazione e l’accurato monitoraggio dei servizi e delle risorse IPTV e streaming illegali a partire dalla cerimonia inaugurale di Roma dello scorso 11 giugno.
E’ stato smascherato, quindi, un nuovo articolato sistema basato su piattaforme informatiche di ultima generazione, alimentate simultaneamente da numerose ‘sorgenti di contenuti’ ubicate in Europa e finalizzate alla trasformazione dei segnali audiovideo protetti da diritto d’autore in flussi dati sistematicamente redistribuiti in tutto il mondo. Singolare la circostanza che, interrogate le singole risorse informatiche, numerose restituissero sul browser il messaggio ‘Xtream Codes Reborn’ che riporta alla nota piattaforma pirata mondiale smantellata nel 2019.
Completata la prima fase investigativa e’ stato configurato un innovativo sistema di tracciamento che ha consentito di individuare compiutamente tutti i fruitori dei flussi pirata. In occasione del palinsesto di ieri, 17 giugno (in Italia due partite erano trasmesse in esclusiva in Pay-Tv), tutti gli utenti collegati hanno quindi visualizzato all’improvviso sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro e i loro dati di connessione rilevati.
La complessa e innovativa attività di indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo e diretta dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai sostituti procuratore Valeria Sico e Maria Sofia Cozza, ha consentito quindi il sequestro e l’oscuramento di oltre 600 risorse informatiche tra server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e siti di live streaming nonché l’acquisizione dell’elenco completo dei dati identificativi di centinaia di migliaia di illeciti utilizzatori in ambito mondiale.
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