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Riaperture in Italia, da ristoranti e bar anche a cena ai musei: le prime ipotesi

Governo a lavoro per le prossime riaperture da stabilire in Italia. In attesa della cabina di regia che sarà guidata da Draghi, a cui parteciperanno i rappresentanti delle varie forze politiche, cominciano a trapelare le prime ipotesi. Sembrerebbe che l’intenzione sia quello di un allentamento ma in sicurezza. Tutto dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica e dai dati che saranno resi noti dall’Istituto superiore di Sanità venerdì 16 aprile, con la curva dei contagi e il trend della campagna vaccinale, si potrà stabilire una data in cui cominciare a far ripartire le varie attività.

Quando ci saranno le prime riaperture in Italia

Di sicuro fino ad oggi c’è il fatto che se prima non si ultima la vaccinazione di anziani e fragili, sarà difficile pensare ad aperture significative, che potrebbero cominciare a fine aprile. Draghi ha dato indicazioni affinché si comincino a stabilire i protocolli di sicurezza, che non dovranno essere troppo rigidi, per le diverse attività. Si lavora per il settore dello spettacolo e della ristorazione e dei bar.

SPETTACOLO – Dovrebbe arrivare nelle prossime ore l’indicazione al Cts, che prevede con il ritorno della zona gialla (esclusa fino al 30 aprile dal decreto legge attualmente in vigore) una riapertura di cinema e teatri non più con una capienza limite del 25% – indicata nel protocollo precedente – ma del 50%. Si passerebbe da un limite massimo di 200 spettatori al chiuso a 500, e da 400 a mille all’aperto. Perde invece forza l’ipotesi del tampone obbligatorio prima di mettere piede al cinema o al teatro (la soluzione potrebbe invece rimanere nel caso di concerti, ovvero maxi eventi e manifestazioni con ampio pubblico). Discorso diverso per i musei, dove l’ipotesi è quella di riaperture sulla base di visite a tempo e percorsi obbligatori.

RISTORAZIONE – La Fipe si incontrerà con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per sottoporgli un protocollo, già presentato a gennaio, che prevede ristoranti aperti anche di sera nelle zone gialle e solo a pranzo in quelle arancioni, con l’obbligo di prenotazione. Appare difficile però l’approvazione, sebbene l’intenzione pare sia quella di far ripartire i locali che hanno spazi esterni. Un’ipotesi che per ovvie ragioni non piace alle attività che non hanno dehors. A maggio se la campagna vaccinale continua con costanza, si potrebbe pensare a tornare a cena fuori casa con lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte.

PALESTRE – Il discorso è ancora in una fase embrionale, ma ci sarebbe l’ipotesi di dare il via libre alle lezioni individuali.

redazione

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