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Napoletani scomparsi in Messico, l’avvocato Falleti: “Soddisfatti ma lottiamo da soli. La ricerca della verità continua”

“Abbiamo vinto la battaglia ma non la guerra. La ricerca della verità continua”, con queste parole l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino, i tre italiani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018, ha commentato la sentenza di condanna dei poliziotti coinvolti nella vicenda.

“Ci sono altri appuntamenti, venerdì 9 alle ore 19.00 italiane, quando ci riuniremo in tribunale per conoscere l’entità della pena che sarà combinata ai due responsabili“. Continua l’avvocato Falleti, in un’intervista rilasciata a VocediNapoli.it e aggiunge: “Noi continueremo a lottare per ottenere la verità. Non credo che i condannati restino solo a guardare, però nel frattempo noi proseguiremo la nostra battaglia per la giustizia. Ieri è stata una nottata epocale, il tutto si è concluso verso le 5 e mezzo del mattino. Nella mia arringa ho ricordato la rilevanza internazionale del caso, e che anche dalla Comision Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) e l’ONU si sono espressi sulla vicenda. Le responsabilità in questo processo sono provate oltre ogni ragionevole dubbio e così è stato visto che il giudice ha confermato in sentenza tutte le richieste”.

Napoletani scomparsi in Messico, intervista all’avvocato Falleti

In merito alla fuga di Linda Guadalupe Arroyo, la poliziotta imputata insieme con i colleghi Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia, l’avvocato Falleti ha aggiunto: “Considerando la strenua difesa degli imputati, che si appellavano ai generici principi di diritto, ho anche chiesto in maniera retorica al giudice se il Codice di Procedura prevede che l’innocente possa scappare dal Tribunale“.

Infine, una frecciatina al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Sono molto contento, è stata durissima ma il primo segnale è arrivato ed è stata una grande soddisfazione. Abbiamo lottato tanto per ottenere questo risultato e lo abbiamo fatto da soli (la Farnesina non è pervenuta, ndr). Ora aspettiamo gli aggiornamenti. La pena prevista potrebbe essere tra i 40 e i 60 anni di carcere. Ci auguriamo che di fronte ad una pena di tale entità questi soggetti, in previsione di un appello, possano darci qualche informazione in più”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Russo, figlio di Antonio, fratello di Raffaele e cugino di Vincenzo Cimmino, che contattato da VocediNapoli.it ha affermato: “Finalmente abbiamo ottenuto la condanna e il prossimo nove aprile conosceremo il peso della pena. Speriamo che le autorità riescano a trovare la fuggitiva e – soprattutto – che ci venga detto dove si trovano i nostri familiari“.

a cura di Andrea Aversa e Verdiana Perrotta

La video intervista –

redazione

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