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Castellammare, familiari di un paziente violano l’area Covid e picchiano medico

,Notte di paura all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove poco dopo la mezzanotte i parenti di un paziente, giunto al pronto soccorso con forti dolori, hanno violato l’accesso dell’area Covid e picchiato il medico di turno.

Castellammare, familiari di un paziente violano l’area Covid e picchiano medico

Tutto ha avuto inizio all’arrivo di un’ambulanza, proveniente da Torre del Greco, con a bordo una donna. I medici si sono subito adoperati per assistere la signora, effettuando un tampone antigienico per capire dove portare la paziente. Come riporta il Mattino, durante l’attesa dell’esito la donna ha avuto un malore. A quel punto i familiari della paziente hanno fatto irruzione nel reparto urlando, spintonando e aggredendo un dei medici presenti.

La testimonianza di un’infermiera

Una delle infermiere che ha assistito alla scena dell’aggressione, ha pubblicato sui social la sua testimonianza: “Sono arrabbiata – scrive Rosa – perché con una capienza di 14 letti arriviamo a contenere anche quasi il doppio, e per non negare assistenza a nessuno cerchiamo di non far attendere ambulanze fuori. Stanotte avevamo 23 pazienti, di cui alcuni molto gravi. Verso mezzanotte arriva l’ennesima ambulanza, che purtroppo doveva rimanere in attesa fuori in quanto privi di postazioni per l’ossigeno. Ai parenti della signora questa cosa non tanto è andata bene tant’è vero che hanno ben pensato d’irrompere nel reparto covid e alzare le mani. Si può lavorare così?”.

“Abbiamo così tanti pazienti in così poco spazio – prosegue la giovane infermiera – che una paziente stanotte era mortificata perché non riuscivo ad attaccare la flebo alla signora al suo fianco, pensava di darmi fastidio. Sono arrabbiata perché da quando dovevamo essere un’area sospetti covid siamo diventati una sub intensiva con tutti pazienti ventilati, coi quei mascheroni brutti che spingono così forte l’ossigeno nei polmoni e non ti danno modo di bere o fare altro, ma ti fanno vivere. Diamo assistenza ai pazienti sia a livello di terapia che dal punto di vista psicologico, siamo quotidianamente in stretto contatto con la morte e siamo stanchi fisicamente e psicologicamente – conclude – Non vogliamo la candidatura per alcun premio Nobel né tantomeno essere chiamati angeli, vogliamo rispetto e tutela, perché anche noi siamo persone”.

I militari agli ordini del tenente Andrea Riccio e del capitano Carlo Venturini hanno identificato i protagonisti dell’aggressione. Il direttore sanitario dell’ospedale Giuseppe Lombardi,  ha fatto sapere che procederà a sporgere denuncia.

redazione

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