“Cutolo fu boss potente, più di un primo ministro. Un potere che lo tenne in carcere tutta la vita; i segreti – che si porta nella tomba – non riuscirono a ricattare il potere politico che l’aveva usato”. E’ il commento dello scrittore Roberto Saviano sulla morte di Raffaele Cutolo, morto martedì 17 febbraio 2021, all’età di 79 anni, nel carcere di Parma dove era ricoverato.
In un tweet l’autore di Gomorra definisce ‘o Professore di Ottaviano un “Uomo violento e disperato partorito da un un territorio violento e disperato”. Cutolo è rimasto al carcere duro del 41 bis fino alla fine. Per il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto), Cutolo fu “un capo sanguinario della camorra – scrive in un tweet – protagonista della trattativa tra i servizi segreti ed esponenti della Dc per la liberazione di un assessore regionale campano rapito dalle Brigate Rosse. Ha portato con se i misteri del caso Cirillo”. .
Il 25 ottobre 2016, Cutolo rese dichiarazioni anche sul Caso Moro, rispondendo alle domande del pm Ida Teresi e del capo di allora della Dda, Giuseppe Borrelli. “Potevo salvare Moro, fui fermato – disse Cutolo ai giudici – Aiutai l’assessore regionale Ciro Cirillo, potevo fare lo stesso con lo statista. Ma i politici mi dissero di non intromettermi. Per Ciro Cirillo si mossero tutti, per Aldo Moro nessuno, per lui i politici mi dissero di fermarmi, che a loro Moro non interessava”.
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