E’ Francesco Sicomero, fratello di Angelo e zio di Antonella, a raccontare gli ultimi momenti di vita della ragazzina. E’ stato il primo che ha cercato di rianimare la bambina . “Le ho fatto la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco”, racconta. Ma non è servito. Poi le telefonate al 118, “non rispondeva nessuno”, dice lo zio al Corriere.
A quel punto la corsa in auto all’ospedale «Di Cristina». Gli zii vivono nella stessa palazzina: “Siamo come un’unica famiglia, la bambina tante volte dormiva da noi, racconta la zia Smeralda. ” Antonella era brava, allegra, educata. Le piaceva truccarsi, faceva la vanitosa come può fare una bambina, guardava i tutorial di trucco, ballava”, dice ancora incredula.
Nessun sentore di suicidio, tutti sono convinti che sia stato il telefonino, da cui Antonella non si staccava mai. Anche a scuola, la «Perez Madre Teresa di Calcutta» in via Maqueda, dove Antonella frequentava la quinta elementare, è stato un giorno di lutto. Gli insegnanti parlano di una bambina tranquilla, solare, non problematica e studiosa, con una mamma attenta e premurosa.
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