‘Natale in Casa Cupiello’ è un successo ma i napoletani sono divisi: cosa è piaciuto e cosa no

In tanti ieri sera hanno guardato ‘Natale in Casa Cupiello‘ per la regia di Eduardo De Angelis e l’interpretazione, tra gli altri, di Sergio CastellittoMarina Confalone. A Natale la commedia di Eduardo De Filippo è un must.

Proprio per questo, oltre che per il capolavoro in se, il paragone con quella messa in scena ed interpretazione è automatico. Soprattutto a Napoli, soprattutto per i napoletani. Ma al di la del fatto, se il film sia piaciuto o meno, è proprio il continuo confronto con il passato ad essere sbagliato.

Immaginare di esprimere un’opinione avendo in mente il grande Eduardo azzera qualsiasi parere positivo per le altre rivisitazioni. Al netto di questa precisazione, è giusto che ognuno abbia la propria opinione. Un film, una commedia, sono di qualità quando emozionano, nel bene e nel male.

È inutile scendere in dettagli tecnici, qua nessuno è un esperto di cinema. Personalmente il film non mi è dispiaciuto, ha però perso molto nell’ultima parte. Un plauso va sicuramente ad Enzo Avitabile che ha composto la colonna sonora. Tuttavia la musica che ha accompagnato la pellicola ha reso più ‘cupe’ alcune scene, ammorbidite dall’ironia e dalla simpatia del momento.

‘Natale in Casa Cupiello’ cosa è piaciuto e cosa no

In generale, stando a ciò che si è letto sui social network, in tanti sono stati delusi. Sia la riproduzione fedele della trama classica della commedia, sia le novità previste nel film, pare non abbiano convinto i napoletani. A metterli d’accordo sono state le interpretazioni, su tutti, di Sergio CastellittoMarina Confalone.

I due attori avevano il ruolo, rispettivamente, di LucarielloConcetta. Insomma erano i protagonisti, quelli con il peso più grande sulle spalle. Castellitto ha ricevuto qualche critica solo in merito all’uso del dialetto napoletano.

Di certo va riconosciuto a De Angelis e agli attori di essere stati coraggiosi per aver riportato sugli schermi questa pietra miliare del teatro italiano. Soprattutto quando l’originale è stata interpretata nel modo più autentico possibile dal suo autore: ovvero Eduardo.

È anche giusto riconoscere la qualità del film, l’ambizione della regia, della scenografia e della fotografia. Grazie alla Rai che finalmente ha fatto servizio pubblico mandando in prima serata un lungometraggio tratto da una commedia di Eduardo De Filippo (inoltre su Rai Play c’è tutto il teatro dell’autore napoletano).

Prima o poi noi napoletani riusciremo a guardare un prodotto del genere con rispetto e allo stesso tempo disincanto dal passato. A quanto pare, però, questo è al momento impossibile.

redazione

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