Ci ho messo un pò per scrivere qualcosa. Avevo pensato di farlo qualche ora fa ma erano troppi i sentimenti che si contorcevano dentro di me. È morto Maradona. Un pugno allo stomaco, eppure è successo. Sarebbe dovuto accadere almeno altre due o tre volte in passato. Ma Diego ce l’ha sempre fatta. Si è rialzato ogni volta, così come faceva quando gli davano centinaia di calci a partita. Si tirava su e continuava a giocare, fino alla prossima magia.
Quante emozioni ci ha regalato El Pibe de Oro. Quante lacrime e sorrisi. Io sono uno di quelli che ha vissuto Maradona attraverso i racconti del papà. Che ne ha visto i gol e le giocate su videocassetta prima e su youtube poi. Come tutti quelli nati dal 1986 in poi, Diego è stato un mito, una leggenda, nonostante fosse ancora in vita. Un monumento mai visto dal vivo ma reale nei ricordi e nelle storie narrate in famiglia.
Napoli stasera ha pianto. I ragazzi di allora (oggi adulti e quasi tutti con figli), insieme ai giovani di oggi: tutti ad omaggiare il solo e unico D10S. Una manifestazione civile e spontanea fatta di assoluto amore. Di affetto autentico per chi ha rappresentato tutto e il contrario di tutto. Per chi ti ha fatto vincere e ottenere un riscatto che mai nessuno era riuscito a conquistare. I napoletani sanno di essere stati protagonisti di una storia fantastica e vera allo stesso tempo.
Talento, bontà, genio, sregolatezza, eleganza, eccessi: Maradona è stato tutto questo. Quante persone hanno fatto male a Diego, quante hanno subito il suo non essere “un uomo comune“. A quanti El Pibe de Oro ha fatto del bene, in quanti lo hanno amato e continueranno a farlo. Con la scomparsa di D10s si è chiusa un’epoca. E a Napoli è finito un libro durato più di 30 anni. C’è solo un modo per rendere grazia al ricordo di Maradona e al legame che lo legherà per sempre ai napoletani.
La capacità di questi ultimi di voltare pagina e guardare avanti. Napoli e il Napoli sono stati Diego Armando Maradona ma non potranno esserlo in eterno. Non potranno più essere una scusa per restare ancorati ad un passato che non tornerà più. Napoli e i napoletani hanno bisogno di immaginare e costruire il proprio futuro. Caro Diego, addio e grazie. Resterai immortale. Ti custodiremo per sempre e gelosamente nei nostri cuori.
Continueremo a sventolare la tue bandiera, a indossare la tua maglietta e a cantare a squarciagola, “o mamma, mamma mamma, o mamma mamma mamma, sai perché mi batte il corazon? Ho visto Maradona, ho visto Maradona, uè mammà, innamorato sò“. Ma noi dobbiamo andare avanti, dobbiamo farlo. Per il nostro bene. Lo sai anche tu, ne sono sicuro. E se dovessimo riuscirci (ed io credo che ci riusciremo), sarai il primo ad esserne fiero e orgoglioso.
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