Tregua di Natale sulle chiusure. Il governo sta studiando un piano di riapertura dei negozi per 10 giorni, in modo da per permettere a tutti di fare acquisti prima di Natale.
L’ipotesi è emersa nel vertice tra l’esecutivo e le Regioni. L’obiettivo è ridare fiato ai consumi, ma il via libera arriverà solo con l’indice Rt sotto l’uno in tutto il Paese.
La scelta dipenderà però all’andamento della curva epidemiologica. I dati al momento sembrano incoraggianti, ma resta molta cautela.
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E’ previsto per il 4 dicembre il nuovo dpcm. Potrebbe esserci un’altra settimana di misure rigorose, per cercare di portare entro il 10 dicembre tutte le Regioni sotto l’indice Rt 1.
A quel punto dovrebbe essere possibile, con il Natale alle porte, consentire almeno l’apertura dei negozi, magari anche con orari prolungati fino alle 22. Non si esclude una riapertura anche dei bar e dei ristoranti ma con limitazioni di orario.
LE PAROLE DI CONTE
Un tentativo di salvare il Natale ma soprattutto l’economia del paese. “Dobbiamo prepararci a feste più sobrie rispetto a quelle passate e ci auguriamo anche alle prossime“, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Non ci saranno veglioni, baci e abbracci. Lo pagheremmo a gennaio con più decessi”.
Il nuovo decreto dovrebbe contenere le misure da osservare fino a Capodanno. Il prossimo 3 dicembre scadrà il coprifuoco in tutta Italia dalle 22 alle 05. Se l’indice di contagio dovesse calare o fermarsi sull’1 il Governo potrebbe pensare di annullare il coprifuoco e di conseguenza permettere l’apertura di bar e ristoranti. Se invece, i casi non diminuissero dovrebbe restare il coprifuoco, ma il Governo potrebbe pensare di allungarlo alle 23 o alle 24, per consentire così di festeggiare.
Festeggiamenti che dovranno essere in sicurezza con la raccomandazione di non superare il massimo di sei persone al cenone o pranzo e di utilizzare mascherine e rispettare il distanziamento. L’auspicio del Governo è che tutte le regioni diventino gialle per quel periodo, modo che consentirebbe lo spostamento tra i vari territori e permettere così a chi vive fuori di fare rientro a casa. Resta poi il tasto dolente dei negozi, chiusi nelle aree rosse, se molti territori dovessero diventare arancioni il problema non sussisterebbe perché le attività potrebbero riaprire, sempre con ingressi contingentati. Quello che appare certo, invece, è che non ci saranno i consuetudinari mercatini di Natale. Previste, infine, regole per le messe che potrebbero prevedere un numero chiuso per evitare assembramenti nelle chiese.
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