Covid e sistemi protettivi: “Dottoressa Borghese la mascherina mi toglie la voce!”

È il richiamo di aiuto dell’ultimo periodo, una delle frasi che ormai sento dire da tutti i miei pazienti, o da parte di chi, amici o parenti, comincia ad avvertire i sintomi da abuso di mascherina

Questa è l’era della pandemia, del Sars Covid-19. Qualsiasi siano le sue mutazioni o la natura del virus, la realtà quotidiana di chi lo evita o lo affronta è davvero difficile da gestire. L’obbligo di indossare la mascherina ci protegge dalla possibilità di essere facilmente contagiati, ma comporta anche effetti nel tempo difficili da gestire e sostenere, fisicamente e psicologicamente. I sintomi principali emergenti dall’uso prolungato di questi presidi, sono: dispnea e affanno; disidratazione; dolore ai padiglioni auricolari; mal di testa circoscritti soprattutto nella zona della fronte; perdita di voce, e dunque, disfonia…
Si aggiungono una serie di condizioni aggravanti riconducibili a stress accessorio, come appannamento delle lenti nei portatori di occhiali, riduzione della vista nell’immediato per difficoltà a guardare in basso e ai lati, facile irritabilità, alterazioni repentine della temperatura corporea…

Nell’ambito della fisiopatologia della comunicazione, chiediamo all’esperto Prof. Attilio Covino, medico specialista in Foniatria, che cosa accade.

Professore, saprebbe spiegare perché, quando indossiamo a lungo la mascherina, si avverte una sensazione di secchezza alla gola? Cosa accade…
Perché la mascherina trattiene l’umidità presente nell’aria, e quindi le corde vocali, che vibrano ogni secondo dalle 100 alle 350 volte, non sono lubrificate e ‘raffreddate’ a dovere, per cui si surriscaldano per l’assente o ridotta idratazione di superficie.

L’uso prolungato di questi dispositivi, sebbene essenziali per proteggerci dal contatto, potrebbe determinare danni permanenti alle corde vocali?
Sicuramente l’uso prolungato della mascherina comporta sia secchezza, e quindi microlesioni di rivestimento delle corde vocali, sia una condizione di prolungato sforzo vocale, dovendo parlare ‘più forte’ per farsi sentire. Tali microlesioni e sovraccarichi vocali, potrebbero predisporre allo sviluppo di noduli e polipi delle corde vocali.

Ci sono dei rimedi naturali che possano sopperire a questa sensazione di fastidio o di parziale perdita, una volta rientrati a casa?
Sì, ci sono. È consigliabile prima e dopo l’uso prolungato della mascherina ricorrere ai seguenti rimedi naturali:
una garza bagnata in acqua tiepida e poi strizzata posta a ponte sul naso, comprese le narici, inspirando così aria umida per 10 minuti;
suffumigi con camomilla e bicarbonato aggiunti in acqua bollente, respirandone il vapore;
aerosol per via nasale e/o spray per la gola con soluzioni a base di acido ialuronico.

Abbiamo sentito anche il parere della cantante e vocal trainer Daniela Cirillo.

Come fa a preservare la sua voce e, al contempo, a mantenerla in allenamento?
Da quando post lockdown ho ripreso le mie attività lavorative, la mia voce ha risentito molto dell’uso della mascherina. Appare molto spesso rauca, affaticata. Fortunatamente i percorsi svolti in questi anni come vocal trainer hanno aiutato me stessa e i miei allievi: ho imparato le tecniche logopediche adeguate, ho capito come gestire i fiati, quanto è importante soprattutto il riposo vocale, fondamentale per una cantante.
Non bisogna gridare, non è necessario inviare tanti messaggi vocali ne’ tantomeno fare molte telefonate. La voce va preservata, soprattutto in questo lungo periodo di utilizzo delle mascherine che non lasciano attraversare tanta aria, e questo nuoce alle corde vocali poiche’ la mucosa tende a seccarsi molto. Il mio consiglio, per le persone che utilizzano la voce come strumento ma anche per coloro i quali svolgono attività in cui e’ necessario l’utilizzo costante della voce, è che “chi va piano va sano e va lontano!”
. Ed e’ proprio cosi, in effetti, che bisognerebbe utilizzare la nostra voce che, unita ad una corretta respirazione, e a un training logopedico costante per respirazione e vocalizzi, uniti al riscaldamento vocale, risulta meno “stanca”. Prediligiamo i messaggi per iscritto, riduciamo i messaggi vocali e impariamo a godere del silenzio, in un mondo che oggi sta subendo tanto rumore…

Ultimi consigli sull’uso funzionale di una voce da preservare? Ricordiamo che:
1. La mascherina serve per proteggerci ma, ogni tanto, nel corso della giornata, sarebbe preferibile sostituirla con una visiera, o comunque di cambiarla, per evitare di inalare i nostri stessi germi e batteri che si sono depositati sulla sua superficie interna durante le ore di lavoro.
2. Non urliamo mentre indossiamo la mascherina, e non “attacchiamo duramente” il discorso, magari interrompendo quello dell’interlocutore, sovrapponendoci alla sua voce; creeremmo solo rumore senza liberare il canale di ascolto.
3. Impariamo a sfruttare il sistema delle risonanze, canalizzando l’aria espirata mentre parliamo nelle guance, nel naso, nella bocca, quest’ultima aprendola bene, dando sonorità alle vocali, e “spingendo meno” sulle consonanti, la cui riproduzione, se mal calibrata o impostata duramente con forza e a volume alto, rischia di far sforzare la voce.
4. Cerchiamo di deglutire più spesso, soprattutto bevendo molta acqua, e dunque, favorendo l’idratazione delle mucose.
5. Fumiamo meno! E prediligiamo una dieta sana ricca di liquidi, vitamine, acqua e sali minerali.
6. Nei limiti del possibile, cerchiamo infine luoghi all’aria aperta in cui camminare, anche abbassando un po’ la mascherina sotto il mento e respirando aria pulita… sempre che non ci sia nessuno nei dintorni!

Alessandra Borghese - logopedista

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