Oggi arriva la decisione per la Campania. I dati epidemiologici aggiornati sono stati certificati e analizzati ieri dal Comitato tecnico scientifico che affianca il ministero della Salute. I 21 indicatori, tra cui il famigerato indice Rt che misura la proliferazione dei focolai, non è sufficiente per capire se la regione campana debba restare zona gialla è a questo punto l’ipotesi meno probabile.
Sono soprattutto i focolai di ottobre a preoccupare e De Luca ha contattato il ministro della Salute Roberto Speranza, reclamando un confronto immediato e pubblico sui dati della Campania e rivendicando la bassa mortalità a fronte di anti numeri di casi, i tecnici di Ministero e Regione.
“Un lavoro non per correggere qualcosa di scorretto – chiariscono fonti del ministero – ma per valutare più accuratamente i parametri i rischio”. Questo avviene quando il sistema sanitario raggiunge il limite delle sue capacità. Gli scenari alternativi al giallo? Sono due: il passaggio in area arancione oppure al giallo associato al rosso ma limitato alle province di Napoli e Caserta da tempo inserite dallo stesso ministero tra quelle osservate speciali.
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