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Come sta Raffaele Cutolo, il fondatore della NCO trasferito in ospedale: si aggravano le sue condizioni

Raffaele Cutolo è stato trasferito in ospedale, le sue condizioni di salute si sono aggravate a tal punto da dover portarlo via dal carcere. La notizia è stata riportata dal giornale Il Mattino.

Le condizioni di salute di Raffaele Cutolo

Il fondatore della Nuova Camorra Organizzata è stato trasferito in un padiglione destinato ai detenuti, il trasferimento dal carcere di Parma è avvenuto nella giornata di venerdì. Portato in ospedale per una crisi respiratoria e per un quadro clinico scompensato rispetto ad altre gravi patologie come il diabete.

Nel giro di pochi mesi è la seconda volta che il professore deve essere portato in una struttura ospedaliera. Motivo per cui la moglie tempo fa aveva denunciato la situazione del marito, accusando le istituzioni di voler uccidere il marito e spiegando che sarebbe stata meglio la sedia elettrica.

Come sta Raffaele Cutolo, parla la moglie

Vogliono ammazzare mio marito. Non ci danno informazioni sulle sue reali condizioni di salute, si sono limitate a dire che è finito in ospedale solo per qualche colpo di tosse, cosa poco credibile. L’ultima volta che l’ho visto, al colloquio mensile, era spento, indifferente, incapace di qualsiasi reazione emotiva. È la prima volta che accade dopo tanti anni di detenzione. Vogliono uccidere Cutolo, vogliono sbarazzarsi di lui, come hanno fatto per Riina, Fabbrocino, Provenzano: vogliono farlo uscire morto dal carcere”, queste le parole della Signora Immacolata a Il Mattino.

Trasferimento negato durante l’emergenza Covid-19

Raffaele Cutolo ha girato diversi penitenziari nei suoi 42 anni di detenzione in regime di 41 bis. Da alcuni anni e’ detenuto a Parma e da li’ il 19 febbraio scorso, per una crisi respiratoria, viene portato d’urgenza in ospedale sempre a Parma. Gli viene diagnosticata una polmonite bilaterale, con l’aggravamento anche di altre patologie, come il diabete e una disfunzione delle vie urinarie. L’emergenza coronavirus non e’ ancora esplosa, neppure quando esce, il 9 marzo scorso, sono gia’ scattate le misure di sicurezza. Il 21 marzo il Dap emana una circolare con la quale si chiede alle strutture penitenziarie di monitorare le condizioni di salute dei detenuti ultra settantenni, con eventuale segnalazione dei casi piu’ particolari ai magistrati di Sorveglianza. E’ l’occasione per alcuni detenuti in regime di 41 bis per chiedere i domiciliari o il trasferimento in strutture sanitarie piu’ adeguate dell’infermeria di un carcere. Anche Raffaele Cutolo decide di percorrere questa strada. Il suo legale, l’avvocato Gaetano Aufiero, il 23 aprile scorso presenta un’istanza al magistrato di Sorveglianza del tribunale di Reggio Emilia. Una corposa documentazione sanitaria vorrebbe dimostrare l’incompatibilita’ dell’anziano e malato boss con il regime carcerario duro. Il 12 maggio pero’ il magistrato esprime parere negativo. Cutolo resta in carcere e l’iter giudiziario prosegue, con un ricorso al tribunale di Sorveglianza di Bologna, che il 10 giugno scorso comunque rigetta il ricorso.

redazione

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