Era il 2003 quando a soli 18 anni Rosa Della Corte si guadagnò il soprannome di ‘Mantide‘ per aver ucciso il fidanzato, l’alpino Salvatore Pollastro all’epoca 24enne. Il giovane fu trovato nell’auto con i pantaloni abbassati e il maglione sollevato.
Per l’omicidio Della Corte fu condannata a 13 anni di carcere. Nel 2014, la Mantide fu protagonista di un’evasione approfittando di un permesso premio. Dopo 15 giorni di latitanza fu scoperta e trovata. Per lei scattò di nuovo l’arresto. All’interno della cella del carcere di Lecce dove era detenuta fu trovata una lettera di un boss a lei destinata. Per questo fu trasferita nel penitenziario di Potenza.
Un nuovo capitolo ha arricchito la storia della Mantide. Della Corte, infatti, è stata accusata di tentato omicidio nei confronti di un’agente donna della Polizia penitenziaria. La Mantide provò a strangolarla con l’aiuto di una compagna del carcere. I fatti accaddero nel 2015, per questo reato, come riportato da Il Mattino, Della Corte è stata condannata aa 13 anni di detenzione.
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